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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


Mozioni

DE PETRIS, BOCO, RIPAMONTI, MALABARBA, DE ZULUETA, VICINI, DI SIENA, Bettoni Brandani, ZANCAN, CAVALLARO, CORTIANA, MARITATI, D'ANDREA, FALOMI, GIARETTA, MARTONE, BATTISTI, COVIELLO - Il Senato,

premesso che:

lo scorso 1° marzo si è svolta in numerosi comuni d’Italia una vasta mobilitazione per l’affitto e la casa popolare promossa dall’ANCI e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini;

nella grandi città italiane ad alta tensione abitativa l'emergenza abitativa ha superato i livelli di guardia e da emergenza sta divenendo una questione strutturale dovuta: 1) alla maggiore concentrazione di stabili con richieste di locazione a canone libero da parte degli Enti previdenziali privatizzati e delle grandi proprietà immobiliari secondo quanto prevede la legge 431/98; 2) ai processi di cartolarizzazione; 3) alla scarsità di offerta di alloggi a canone concordato e a canone sociale di edilizia residenziale pubblica;

l'emergenza sfratti investe tutto il nostro Paese, a causa delle motivazioni sopra esposte, e rischia di diventare ancora più preoccupante in vista dello scadere dell'ultima proroga dei termini concessa dal Governo, stabilito per il prossimo 30 giugno 2004;

è necessario sottolineare la gravissima situazione in tutto il territorio nazionale, e ne danno prova le mobilitazioni di piazza e le iniziative messe in atto da associazioni di inquilini e dalle organizzazioni sindacali, che evidenziano la assoluta mancanza di una politica abitativa che possa definirsi tale da parte del Governo, per richiedere interventi sia in materia di sviluppo che di manutenzione straordinaria dell'edilizia pubblica e residenziale in locazione, nonchè a seguito di sgomberi per motivi di degrado di alcuni edifici pubblici e privati, verificatisi in questi giorni in alcune città;

attualmente grava su migliaia di famiglie italiane l'offerta di locazioni a canone libero da parte degli Enti o di grandi e piccoli proprietari di immobili, che raggiungono cifre inaccettabili e non sostenibili in rapporto alle possibilità economiche della gran parte dei conduttori, costringendo questi ultimi a lasciare liberamente o coattivamente l'immobile;

considerato che gli sfratti esecutivi sono numerosissimi e i dati del Ministero dell'interno relativi al 2002 evidenziano una situazione peggiorata relativamente agli sfratti causati da morosità, che è diventata negli ultimi cinque la causa principale di intimazioni di sfratto e delle conseguenti sentenze di sfratto. Infatti a Roma tra il 2000 e il 2002 sono state emesse 5181 sentenze di sfratto per finita locazione e ben 10065 sentenze per morosità,

impegna il Governo:

a rispondere in tempi certi e positivamente a tutte le richieste formulate dall’ANCI e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini, nel documento consegnato il 1° marzo nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale per l’affitto e la casa popolare;

a mantenere costante e ad aumentare la dotazione del fondo per il sostegno all’affitto di cui alla legge 431/1998;

a prevedere uno stanziamento non inferiore all’1 per cento del bilancio dello Stato per lo sviluppo dell’offerta di locazione a canone sociale e a canone concordato nonché per sostenere programmi di manutenzione straordinaria e ordinaria di immobili di edilizia residenziale pubblica attraverso appositi programmi da attuare di concerto con le Regioni e i Comuni;

a promuovere una iniziativa legislativa per l’abolizione del libero mercato dalle tipologie contrattuali previste dalla legge 431/98;

a prorogare il termine dal 30 giugno 2004 al 30 giugno 2005 per l’esecuzione degli sfratti riguardanti famiglie con anziani, redditi medio-bassi e portatori di handicap per permettere ai comuni di attuare interventi per la garanzia del passaggio da casa a casa;

a sostenere programmi, a partire da quelli relativi alla costruzione e al recupero di immobili pubblici, ma anche di edilizia agevolata e convenzionata, che prevedano interventi per il risparmio energetico e materiali eco-compatibili;

a favorire e sostenere l’acquisto da parte dei comuni di alloggi liberi soggetti a cartolarizzazione attraverso prezzi agevolati e appositi sostegni economici;

a garantire la stabilità abitativa per le famiglie con redditi medio-bassi che non hanno potuto acquistare gli alloggi pubblici soggetti a cartolarizzazione e che sono state soggette a programmi di dismissione da parte di grandi proprietà immobiliari e assicurative;

a convocare in tempi brevi i Presidenti degli enti privatizzati, in particolare Cassa Forense, Inarcassa e Cassa Ragionieri, per proporre loro l’apertura di tavoli di trattative con le organizzazioni sindacali degli inquilini al fine di stipulare accordi per canoni agevolati di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 431/98.

(1-00251)

STANISCI, SPECCHIA, MINARDO, DATO, BONATESTA, PIATTI, TOMASSINI, MELELEO, ROTONDO, BONGIORNO, PACE, RUVOLO, COZZOLINO, CURTO, DEMASI, TOFANI, ZAPPACOSTA, SALERNO, TATO', PASCARELLA, BATTAGLIA Giovanni, MURINEDDU, FLAMMIA, DANZI, DENTAMARO, GAGLIONE, MARINO - Il Senato,

premesso che:

la legge finanziaria 2004 ha previsto, all’art. 4, commi da 20 a 24, alcune disposizioni finalizzate ad attenuare i problemi derivanti dalla cartolarizzazione dei contributi previdenziali pregressi in agricoltura e dal susseguirsi di calamità naturali, emergenze sanitarie ed eventi eccezionali che, incidendo sul reddito delle imprese, rendono particolarmente gravosi gli adempimenti contributivi;

i concessionari, pur in presenza delle richiamate disposizioni, entrate in vigore il 1° gennaio 2004, continuano a procedere alla riscossione coattiva delle somme iscritte a ruolo, ricorrendo normalmente al pignoramento ed al fermo dei beni degli imprenditori agricoli;

i rilevanti oneri economici gravanti sulle imprese, le cui difficoltà sono dovute a cause non imputabili alla normale gestione dell’attività produttiva, sono tali da compromettere la loro stessa sopravvivenza e suscettibili di compromettere l’ordinato svolgersi dell’economia in vaste zone del Paese;

le citate disposizioni prevedono l’emanazione di decreti ministeriali per l’individuazione degli eventi che legittimano la sospensione della riscossione e consentono il pagamento rateale, in mancanza dei quali la chiara volontà del legislatore risulta inattuata;

l’ingiustificato ritardo nell’emanazione dei provvedimenti rischia di vanificare l’intento di sostenere la ripresa economica delle aziende che sono interessate a chiudere le proprie posizioni pregresse per poter contare, in prospettiva, su un corretto rapporto previdenziale,

impegna il Governo ad adottare entro brevissimo tempo, considerato che gli adempimenti non richiedono particolari attività istruttorie, i decreti di competenza dei Ministri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali per consentire alle imprese agricole di utilizzare le opportunità previste dalla legge finanziaria 2004 in relazione alla sospensione della riscossione, alla riduzione delle sanzioni civili ed al pagamento rateale dei contributi previdenziali pregressi.

(1-00252)