Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1536 KB)

Versione standard



Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004




 

RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del presidente PERA

La seduta inizia alle ore 16,33.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana di ieri.

Comunicazioni all'Assemblea

PRESIDENTE. Dà comunicazione dei senatori che risultano in congedo o assenti per incarico avuto dal Senato. (v. Resoconto stenografico).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunica la presentazione del disegno di legge n. 2841, di conversione in legge del decreto-legge 16 marzo 2004, n. 66, recante interventi urgenti per i pubblici dipendenti sospesi o dimessisi dall'impiego a causa di procedimento penale, successivamente conclusosi con proscioglimento.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,39 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sul grave atto intimidatorio contro il senatore Filippelli

MARINI (Misto-SDI). Informa del grave atto intimidatorio subito nei giorni scorsi dal senatore Filippelli, oggetto di vile aggressione da parte di sconosciuti che hanno esploso alcuni colpi di pistola nel portone della sua abitazione. Premesso che si tratta dell'ennesimo attacco rivolto contro sindaci della Calabria, nello specifico occorre valutare l'opportunità di investire le autorità di sicurezza per l’adozione di misure atte a tutelare l'incolumità personale del senatore.

FABRIS (Misto-AP-Udeur). Sottolinea la gravità dell'episodio, che pure il suo Gruppo non ha voluto enfatizzare stante la lunga serie di analoghi atti intimidatori rivolti contro amministratori della Calabria, unendosi alla richiesta di investire le autorità preposte alla sicurezza.

PRESIDENTE. Esprime sentimenti di condanna per il vile atto intimidatorio e di solidarietà nei confronti del senatore Fillippelli, manifestando l'intenzione di attivarsi immediatamente presso il Ministero dell'interno per ulteriori notizie in proposito.

Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale:

(2544) Modificazioni degli articoli 55, 56, 57, 58, 59, 60, 64, 65, 67, 69, 70, 71, 72, 80, 81, 83, 85, 86, 87, 88, 89, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 104, 114, 116, 117, 126, 127, 135 e 138 della Costituzione

(252) STIFFONI. – Modifica dell’articolo 67 della Costituzione

(338) BEVILACQUA. – Modifica all’articolo 58 della Costituzione per l’ampliamento dell’elettorato attivo per la elezione del Senato della Repubblica

(420) MANCINO. – Modifica dell’articolo 92 della Costituzione in materia di incompatibilità per le cariche di Governo

(448) DANIELI Paolo. – Modifica dell’articolo 116 della Costituzione per la concessione di statuti speciali alle regioni a statuto ordinario

(617) EUFEMI ed altri. – Modifiche alla Costituzione concernenti la formazione e le prerogative del Governo e il potere di scioglimento anticipato delle Camere

(992) ROLLANDIN. – Modifica degli articoli 58, 65, 70, 72 e 122 della Costituzione

(1238) ROLLANDIN ed altri. – Modifiche agli statuti delle regioni a statuto speciale

(1350) D’AMICO. – Modifiche all’articolo 135 della Costituzione

(1496) MASSUCCO ed altri. – Abrogazione del secondo comma dell’articolo 59 della Costituzione concernente l’istituto del senatore a vita di nomina presidenziale

(1653) MARINO ed altri. – Modifica al Titolo primo della Parte seconda della Costituzione

(1662) TONINI ed altri. – Norme per la stabilizzazione della forma di governo intorno al Primo Ministro e per il riconoscimento di uno Statuto dell’opposizione

(1678) MANCINO ed altri. – Modifica degli articoli 92, 94 e 134 della Costituzione

(1888) MANCINO ed altri. – Integrazione dell’articolo 134 della Costituzione. Ricorso diretto alla Corte costituzionale avverso leggi approvate dal Parlamento

(1889) MALAN ed altri. – Norme per l’introduzione della forma di Governo del Primo ministro

(1898) NANIA ed altri. – Modifica degli articoli 55, 70, 71, 72, 76, 77, 83, 84, 85, 86, 87, 92 e 94 della Costituzione

(1914) D’AMICO. – Norme sul Governo di legislatura e sullo Statuto dell’opposizione

(1919) TURRONI ed altri. – Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione, in materia di forma del Governo

(1933) BASSANINI ed altri. – Modifica degli articoli 49, 51, 63, 64, 66, 71, 72, 74, 76, 77, 82, 83, 88, 92, 94, 95, 134 e 138 della Costituzione e introduzione degli articoli 58-bis, 81-bis, 82-bis e 98-bis, nonché della disposizione transitoria e finale XVII-bis della Costituzione stessa, in tema di forma di governo, garanzie costituzionali, statuto dell’opposizione e revisione della Costituzione

(1934) DEL PENNINO e COMPAGNA. – Norme sulla forma di governo basata sull’elezione diretta del Primo Ministro. Modifica degli articoli 49, 72, 88, 92, 93 e 94 della Costituzione

(1998) PASTORE ed altri. – Norme di revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione

(2001) CREMA. – Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo

(2002) CREMA. – Modifica degli articoli 55, 56, 88 e 92 della Costituzione concernenti l’elezione della Camera dei deputati e la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri

(2030) DEL PENNINO. – Modifiche al Titolo V della Parte II della Costituzione

(2117) BARELLI. – Modifiche all’articolo 117 della Costituzione

(2166) PASSIGLI ed altri. – Modifica all’articolo 60 della Costituzione

(2320) MANCINO ed altri. – Modifica degli articoli 55, 56, 57, 60, 61, 70, 94 e 135 della Costituzione in materia di Parlamento, Senato federale della Repubblica, numero dei deputati e modalità di elezione della Corte costituzionale

(2404) PASSIGLI ed altri. – Modifiche all’articolo 60 della Costituzione

(2449) GRILLO. – Istituzione del Senato regionale della Repubblica e modifiche delle disposizioni relative agli organi elettivi delle regioni, ai referendum popolari e alle elezioni del Presidente della Repubblica e dei membri della Corte costituzionale

(2507) VILLONE e BASSANINI. – Modifica degli articoli 57, 59, 60, 63, 69, 70, 76, 77, 82, 88, 92, 94, 95, 104, 116, 117, 120, 126, 127 e 135 nonché introduzione di un nuovo articolo 57-bis della Costituzione, in tema di composizione e funzioni del Senato della Repubblica, forma di governo, revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione, e composizione della Corte costituzionale

(2523) MARINI e COVIELLO. – Modifica degli articoli 70, 88, 92, 94 della Costituzione e introduzione dell’articolo 75-bis, nonché della disposizione transitoria e finale XVII-bis della Costituzione stessa, in tema di forma di governo e ripartizione della sfera normativa tra Governo e Parlamento

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge costituzionale n. 2544, nel testo proposto dalla Commissione, ricordando che nella seduta antimeridiana ha avuto inizio la votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 23. Avendo il senatore BATTISTI (Mar-DL-U) chiesto la votazione nominale elettronica dell'emendamento 23.907/1, sospende la seduta in attesa del decorso del termine previsto dal dall’articolo 119, comma 1, del Regolamento.

La seduta, sospesa alle ore 16,42, è ripresa alle ore 16,59.

Il Senato, con votazione nominale elettronica, respinge l’emendamento 23.907/1.

FORLANI (UDC). Sollecita l'approvazione degli emendamenti 23.907 e 23.908 che, senza pregiudicare lo spirito complessivo della riforma, in particolare per quanto riguarda l'impedimento dei ribaltoni, propongono di esperire un tentativo di mozione di sfiducia costruttiva, con indicazione del nuovo Primo ministro nell'ambito della stessa maggioranza, prima dello scioglimento della Camera dei deputati. (Applausi del senatore Gubert).

Il Senato, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PETRINI (Mar-DL-U), respinge l’emendamento 23.907 prima parte, con conseguente preclusione della restante parte e del 23.908.

Sulla manifestazione di militanti della Lega Nord dinanzi a Palazzo Madama

BATTISTI (Mar-DL-U). Chiede alla Presidenza di stigmatizzare il comportamento di alcuni senatori che hanno partecipato alla manifestazione della Lega Nord che si sta svolgendo davanti a Palazzo Madama, nel corso della quale sono state rivolte espressioni ingiuriose alle istituzioni repubblicane e alla Capitale d'Italia e si è inneggiato alla secessione. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U e del senatore Moncada).

MORO (LP). Nel corso della manifestazione indetta dai giovani padani sicuramente vi saranno state alcune forme di esuberanza giovanile, che non ritiene opportuno siano censurate, anzi devono essere considerate un esempio di civiltà democratica, soprattutto in confronto ad analoghe manifestazioni del recente passato. (Applausi dai Gruppi LP, FI e UDC e del senatore De Paoli).

PRESIDENTE. Ritiene opportuno lasciare le esuberanze giovanili al di fuori dell'Aula del Senato.

Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 2544,
252, 338, 420, 448, 617, 992, 1238, 1350, 1496, 1653, 1662, 1678, 1888, 1889,
1898, 1914, 1919, 1933, 1934, 1998, 2001, 2002, 2030, 2117, 2166, 2320, 2404,
2449, 2507 e 2523

PRESIDENTE. Prosegue la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 23.

Il Senato respinge gli emendamenti 23.909/1 e 23.912. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PETRINI (Mar-DL-U), è respinto il 23.909 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi 23.910/1 e 23.910). Previa verifica del numero legale chiesta sempre dal senatore PETRINI, è altresì respinto il 23.911. Con successive votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), sono quindi respinti gli emendamenti 23.24 (identico al 23.33), 23.26 e 23.914. Previa verifica del numero legale chiesta dal senatore TURRONI, è infine respinto il 23.913.

TURRONI (Verdi-U). L'emendamento 23.21, seguendo una logica assolutamente diversa da quella sostenuta dalla maggioranza, propone che, prima dello scioglimento delle Camere o anche di una sola di esse, il Primo ministro debba sentire il Consiglio dei ministri, il Presidente della Repubblica, i Presidenti delle Camere stesse e i rappresentanti dei Gruppi parlamentari.

Il Senato respinge l’emendamento 23.21. Con successive votazioni nominali elettroniche chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), sono respinti gli emendamenti 23.20 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e del 23.915), 23.916, 23.14 (identico al 23.16) e 23.918 (identico al 23.919). Previa verifica del numero legale chiesta dal senatore TURRONI, risulta respinto il 23.917/1. Sono infine respinti il 23.18 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte dei successivi 23.3 e 23.10) e il 23.917.

PASSIGLI (DS-U). La mozione di sfiducia costruttiva che si vuole introdurre con l’emendamento 23.100 richiede una maggioranza parlamentare ancora più qualificata rispetto a quella prevista da altri ordinamenti basati sul modello del premierato, come quello tedesco o quello inglese. Occorre garantire infatti una certa flessibilità per evitare da una parte di consegnare i destini della maggioranza nelle mani del premier, dall’altra di sottoporre la sopravvivenza della coalizione di Governo e dell’intera legislatura al potere di ricatto di pochi esponenti della stessa maggioranza.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PETRINI (Mar-DL-U). Dichiara il voto favorevole all’emendamento, che tenta di attenuare i danni connessi all’eccessivo rafforzamento dell’Esecutivo. La stabilità di Governo infatti è già stata assicurata con l’introduzione del sistema maggioritario; invece, il sistema proposto con la riforma inverte il rapporto di legittimazione tra Parlamento e Governo, togliendo al primo la sovranità della rappresentanza popolare e quindi la sua funzione di indirizzo e controllo sull’operato del secondo. Nel futuro tale controllo sarà affidato alla piazza, con compromissione della capacità di composizione dei compositi interessi legata alla dialettica parlamentare. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

NANIA (AN). La contrarietà sull'emendamento 23.100 è motivata dal fatto che lo stesso legittima la pratica dei ribaltoni, consentendo la sostituzione di parti della maggioranza con altre dell'opposizione. Pur avendo accolto l'intelligente proposta del senatore Bassanini, secondo cui anche nel caso in cui il premier chiede lo scioglimento, la maggioranza può sostituirlo con un nuovo Primo ministro che prosegua il programma di Governo, resta netta la contrarietà a pratiche trasformistiche e ad accordi su base personalistica, come quelli verificatisi nella precedente legislatura.

DENTAMARO (Misto-AP-Udeur). Le pratiche trasformistiche sono state inaugurate nel 1994 da esponenti dell'attuale maggioranza e proseguono anche in questa legislatura con le reiterate minacce della Lega di uscire dal Governo. (Applausi dai Gruppi Misto-AP-Udeur, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U. Vivaci proteste dai Gruppi FI, AN e LP). Il premierato, così come il modello presidenziale originariamente sostenuto dal Gruppo di Alleanza Nazionale, per non sconfinare in una forma di dittatura di tipo sudamericano richiede un sistema di efficaci contrappesi, mentre la forma di Governo proposta dalla maggioranza è assolutamente squilibrata e pericolosa. Il potere di scoglimento della Camera in capo al Primo ministro è sicuramente peggiore dei ribaltoni, perché consente al premier ed ai suoi pretoriani di decidere le sorti del Paese senza che un Presidente della Repubblica, ridotto alla figura di notaio, o la stessa maggioranza parlamentare possano opporsi. Si tratta di una norma che consegna l'Italia a Berlusconi e a pochi suoi fedelissimi. (Applausi dai Gruppi Misto-AP-Udeur, DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U. Vivaci commenti dai Gruppi FI, LP e AN).

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 23.100 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti fino al 23.920) e l'emendamento 23.921.

BASSANINI (DS-U). Premesso che le norme cosiddette antiribaltone sono per lo più ignote agli studiosi di sistemi politici e che la migliore dottrina in materia di ingegneria istituzionale dubita dell’efficacia di tali misure, dichiara il voto favorevole sull'emendamento 23.922 del senatore Gubert, che nel rispetto di un modello di premierato forte e nell'ambito di un sistema parlamentare, consente alla maggioranza vincitrice delle elezioni di acquisire il consenso anche di parte dell'opposizione su una mozione nella quale si indica un nuovo Primo ministro e si dichiara di voler proseguire nell'attuazione del programma di Governo. Nei Paesi che adottano il premierato forte, come la Gran Bretagna, la sfiducia della Camera al Primo ministro non determina necessariamente lo scioglimento, ma la sostituzione del premier con un altro che riscuota il consenso della stessa Camera; è invece assolutamente inconcepibile la disposizione dell'articolo 23, che consente al Primo ministro di sciogliere la Camera anche contro la maggioranza del proprio schieramento. Sono regole che impediranno il corretto funzionamento del sistema, che verrà sottoposto al ricatto anche di modeste componenti della maggioranza. (Applausi dal Gruppo DS-U e del senatore Gubert).

Il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 23.922, con preclusione della seconda parte dello stesso e del 23.923. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), sono respinti la prima parte del 23.924 (con preclusione della seconda parte e degli emendamenti 23.925 e 23.926), 23.927 e 23.928.

TURRONI (Verdi-U). Sottoscrive l'emendamento 23.929 in quanto consente la formazione di una nuova maggioranza e l'individuazione di un nuovo Primo ministro, evitando in tal modo che il Presidente del Consiglio e pochi suoi sodali possano decidere le sorti dell'intero Paese.

PETRINI (Mar-DL-U). Dichiara il voto favorevole sull'emendamento 23.929, in quanto le norme antiribaltone oltre a rappresentare un'anomalia nel panorama istituzionale internazionale, determinano assurdità logiche e giuridiche con conseguenze nefaste non sufficientemente meditate. Viene precluso al Parlamento, ad esempio in situazioni di emergenza, di ampliare la propria maggioranza e quindi svolgere il proprio ruolo di rappresentanza del Paese. Inoltre, per garantire la formazione di una maggioranza parlamentare anche in presenza di un sistema politico che dovesse orientarsi verso un assetto tripolare anziché bipolare, sarà necessario varare una riforma elettorale ipermaggioritaria, definendo così uno scenario inquietante nel quale una minoranza potrà governare il Paese senza che il sistema costituzionale preveda alcun efficace potere di controllo. (Applausi dei senatori Mancino e Gubert).

NANIA (AN). Nel progetto della Casa delle libertà la conseguenza della dissociazione dalla maggioranza da parte di un Gruppo minoritario è il ritorno al giudizio del corpo elettorale; nelle ipotesi avanzate dall'opposizione, si offre l'opportunità di far seguire a simili iniziative politiche cambi trasformistici della maggioranza, in spregio della volontà democraticamente espressa dagli elettori. La Casa delle libertà sta lavorando per l'affermazione di una democrazia che faccia risalire la propria legittimità al voto degli elettori. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge gli emendamenti 23.929 e 23.930 (testo 2).

TURRONI (Verdi-U). L’emendamento 23.931 ha lo scopo di attenuare la sottomissione della stessa maggioranza parlamentare al volere di un ristretto gruppo di deputati legati da vincoli, magari di natura non politica, con il Primo ministro. Ne chiede la votazione nominale elettronica.

Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 23.931, con conseguente preclusione della seconda parte e dell'emendamento 23.932. Previe distinte verifiche del numero legale chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge gli emendamenti 23.933, 23.937, 23.938 e 23.939 prima parte (con conseguente preclusione della seconda parte e dell'emendamento 23.5). Risultano altresì respinti gli emendamenti 23.934, 23.936 e 23.940.

PRESIDENTE. L'emendamento 23.935 è stato ritirato. Gli emendamenti 23.15, 23.29 e 23.941 sono assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 3.2000, a seguito della quale sono altresì preclusi gli emendamenti 23.103, 23.28, 23.942 e 23.7.

MARINI (Misto-SDI). Il progetto di riforma costituzionale in esame sta dando vita ad un sistema sostanzialmente monocratico, incentrato sulla figura del Primo ministro cui vengono attribuiti i poteri che usualmente derivano dall'investitura diretta del popolo, ma che è deresponsabilizzato nei confronti dell'elettorato perché formalmente non è previsto un meccanismo di elezione diretta. A seguito dell'applicazione del sistema elettorale maggioritario, questa figura cui si attribuisce il ruolo di dominus della politica nazionale può trarre i suoi poteri dalla designazione da parte di una minoranza del corpo elettorale: il principio di rappresentatività sancito nella prima parte della Costituzione, già sacrificato al sistema maggioritario per esigenze di stabilità dei Governi, viene ora ulteriormente travolto circoscrivendo il diritto dei cittadini di concorrere a determinare la politica nazionale alla sola indicazione della coalizione di maggioranza in occasione delle elezioni politiche. Dichiara pertanto il voto contrario. (Applausi della senatrice Dato).

MANCINO (Mar-DL-U). I senatori della Margherita voteranno contro l'articolo 23. Le opposizioni si sono battute per conservare il regime parlamentare, ma la maggioranza ha optato con decisione per una forma di governo né parlamentare né presidenziale, per un sistema costruito sulle vicende della transizione del sistema politico. Le esigenze di stabilità rappresentano uno dei requisiti necessari del buon funzionamento di una forma di governo, ma non possono essere l'elemento fondante dell'intero impianto di riforma costituzionale che attribuisce al Primo ministro un potere assoluto, svincolato da regole e insofferente alla dialettica interna alla maggioranza. E’ una riforma che si basa su una ipotesi di bipolarismo che non può essere data per scontata, che indebolisce la Camera politica e la piega ai voleri del premier, che demanda a quest’ultimo ogni decisione in materia di ricorso al corpo elettorale. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, Verdi-U, DS-U e Misto-SDI e del senatore Betta).

COMPAGNA (UDC). Dichiara il voto favorevole dell’UDC all'articolo 23, stante la necessità di prevedere nella Costituzione, per coerenza di sistema, un antidoto ai ribaltoni, nei confronti dei quali peraltro non sono condivisibili giudizi di natura moralistica. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP. Congratulazioni).

BASSANINI (DS-U). Dichiara il voto contrario dei senatori Democratici di sinistra all'articolo 23. L'attribuzione del potere al Primo ministro, in alcuni casi automatico in altri semiautomatico, di scioglimento della Camera dei deputati, associata alla previsione di una elezione sostanzialmente diretta del premier da parte del corpo elettorale delineano una forma di governo estremamente pericolosa che non ha precedenti al mondo. La volontà degli elettori, che più volte si è dichiarato di volere rispettare, finirebbe per esprimersi soltanto nella scelta del Primo ministro e nessuna moderna democrazia rappresentativa si esaurisce nella scelta di un Capo cui sono attribuiti poteri assoluti ed incontrollati: si rischia una deriva verso modelli cesaristi e plebiscitari che non appartengono al novero delle forme di governo democratiche. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U. Congratulazioni).

FORLANI (UDC). In dissenso dal Gruppo, dichiara il voto di astensione sull'articolo 23, non essendo state accolte le modifiche proposte nei suoi emendamenti.

GUBERT (UDC). In dissenso dal Gruppo, ma in linea con la tradizione culturale democratica della sua parte politica, dichiara voto contrario sull'articolo. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

NANIA (AN). I pericoli di deriva plebiscitaria paventati dall'opposizione appaiono del tutti fuori luogo considerato che in molte occasioni, nel corso delle discussioni in materia costituzionale degli ultimi anni, il centrosinistra si è pronunciato a favore di un premierato forte. Peraltro, l’atteggiamento dell'opposizione appare dettato da ragioni strumentali, considerato che durante la scorsa legislatura sono state apportate modifiche ai sistemi elettorali dei Comuni, delle Province e delle Regioni finalizzate a rafforzare i poteri dei vertici esecutivi e scongiurare ribaltoni. (Applausi dal Gruppo AN).

TURRONI (Verdi-U). Dichiara il voto convintamente contrario dei Verdi all'articolo 23 denunciando ancora una volta il preoccupante disegno di compressione degli spazi democratici e di garanzia a vantaggio di un eccessivo rafforzamento del premier, a cui si rimette l'effettiva decisione in merito allo scioglimento delle Camere direttamente elette dal popolo, con ciò lasciando immaginare una pericolosa deriva plebiscitaria.

CICCANTI (UDC). Dichiara il voto contrario, in dissenso dal Gruppo.

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), è approvato l'articolo 23.

PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo 24 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

D'ONOFRIO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, segnalando la grande novità rappresentata dalla costituzionalizzazione del principio secondo cui la concessione della grazia spetta al solo Presidente della Repubblica, senza la necessità di controfirma ministeriale.

BRANCHER, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprime parere conforme a quello del relatore.

TURRONI (Verdi-U). Riguardo alla concessione della grazia, il centrodestra ha confermato oggi l'assenza di qualsiasi credibilità sul piano politico approvando alla Camera un emendamento di Alleanza Nazionale al disegno di legge Boato che va nel senso opposto alla norma costituzionale proposta, riaffermando la necessità della controfirma ministeriale per la concessione della grazia dal parte del Presidente della Repubblica, nell'obiettivo evidente di negare la grazia ad una persona che ha ampiamente dimostrato di aver compiuto il percorso rieducativo della pena. Peraltro, in tal modo si sconfessa lo stesso Presidente del Consiglio, che aveva manifestato apertura al riguardo, oltre a manifestare scarsa considerazione nei confronti dell'attuale Presidente della Repubblica. (Applausi dal Gruppo Verdi-U. Proteste dal Gruppo AN).

D'ONOFRIO, relatore. Poiché si propone la costituzionalizzazione del principio che assegna la concessione della grazia al solo Presidente della Repubblica, non è ravvisabile alcuna contraddizione con quanto avvenuto alla Camera dove è in discussione un disegno di legge ordinaria. (Applausi del senatore Specchia).

ANGIUS (DS-U). Lo stesso Giuliano Ferrara ha denunciato in un editoriale la destra forcaiola e cialtrona che ha respinto alla Camera il tentativo di ricercare, in nome di ragioni di civiltà, una soluzione umanitaria per Adriano Sofri e che ora propone al Senato, con inaudito voltafaccia, di introdurre una norma in senso contrario. In proposito, le giustificazioni del relatore appaiono assolutamente ridicole mentre l'uso spregiudicato dell'attività legislativa risulta quanto mai lesivo delle istituzioni della Repubblica e, in particolare, della dignità delle Camere. (Vivi applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-SDI e del senatore Betta. Congratulazioni. Vibrate proteste dai Gruppi FI, UDC, AN e LP. Nel corso dell’intervento il senatore D'Onofrio assume atteggiamenti ironici che provocano vivaci commenti dai banchi dell'opposizione. Reiterati richiami del Presidente)

D'AMICO (Mar-DL-U). La contraddittorietà delle posizioni assunte dalla maggioranza nei due diversi rami del Parlamento non è spiegabile altrimenti che con lo stato confusionale in cui versa la Casa delle libertà, da cui riemergono antiche tradizioni forcaiole e vendicative, salvo non si voglia pensare al tentativo di delegittimare l'attuale Presidente della Repubblica o di colpire in special modo una determinata persona. Peraltro tali inaudite posizioni confermano l'assenza di credibilità della proposta di modifica costituzionale in esame, che appare motivata dal solo scopo di prolungare l'esistenza dell'attuale coalizione. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto-Com. Proteste dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).

TOFANI (AN). I toni e le argomentazioni utilizzati dagli autorevoli esponenti del centrosinistra che lo hanno preceduto sono il segnale del riemergere di un forte contrasto ideologico. La verità è che il centrodestra, in nome degli interessi della collettività, non è disponibile ad approvare provvedimenti indirizzati soltanto a favorire una persona, violando le disposizioni legislative secondo cui la grazia deve essere richiesta dal condannato. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).

SCHIFANI (FI). Le argomentazioni dell'opposizione sono in primo luogo inaccettabili, in quanto entrano nel merito di pronunce dell'altro ramo del Parlamento, nonché strumentali, nel tentativo di ritardare irresponsabilmente l'iter della riforma costituzionale, considerato che, nella scorsa legislatura, non risulta alcuna iniziativa sulla vicenda in questione da parte dei Ministri della giustizia del centrosinistra. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).

MARINI (Misto-SDI). Come insegnano i risultati delle elezioni di domenica scorsa in Spagna, la credibilità e la sincerità in un sistema politico sono fondamentali per garantire la coerenza dell'azione di Governo ed evitare che si incrini il rapporto di fiducia con l'elettorato. Analogamente a quanto già sollecitato con un'interrogazione al Presidente del Consiglio sulle sue dichiarazioni in merito all'esistenza delle armi in Iraq, invita la maggioranza a chiarire il proprio atteggiamento e a non sottovalutare la contraddizione tra la votazione sul disegno di legge Boato alla Camera dei deputati e la riforma costituzionale all'esame del Senato. (Applausi dal Gruppo Misto-SDI e dei senatori Dato e Vicini).

Il Senato, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PETRINI (Mar-DL-U), respinge l’emendamento 24.7 (identico al 24.900 e al 24.901).

TURRONI (Verdi-U). Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo all'emendamento 24.902, non può nascondere il forte disappunto per l’atteggiamento di scarso rispetto nei confronti del Parlamento manifestato dal relatore all’Assemblea sulla riforma costituzionale, che dovrebbe collocarlo tra i padri della patria. (Applausi dal Gruppo Verdi-U e del senatore Rotondo).

PETRINI (Mar-DL-U). Non è chiaro il significato complessivo della riformulazione dell'articolo 89 della Costituzione proposta dalla Commissione, che esclude la controfirma del Primo ministro o dei Ministri per una serie di atti del Presidente della Repubblica, dopo avere preliminarmente negato la sua responsabilità sotto il profilo generale. Oltre ad una compressione persino ridicola del dibattito sulle riforme costituzionali decisa dalla maggioranza, è offensivo assistere ad atteggiamenti di dileggio dell’istituzione parlamentare da parte del relatore, contro la dignità del suo stesso ruolo. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

Il Senato respinge gli emendamenti 24.902 e 24.903. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), è respinto il 24.5.

PRESIDENTE. L’emendamento 24.4 è assorbito dall’approvazione del 3.2000 del relatore. L’emendamento 24.904 è decaduto per assenza del proponente.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), sono respinti gli emendamenti 24.3, 24.905 e 24.20.

TURRONI (Verdi-U). Il suo Gruppo voterà contro l’articolo 24, non condividendo la configurazione delle prerogative del Presidente della Repubblica delineata dalla maggioranza, in contrasto con la funzione di garanzia per le libertà di tutti che tale figura istituzionale è chiamata a svolgere. La maggioranza ha interesse soltanto a delimitare tali prerogative, e lo dimostra la doppiezza manifestata su analogo tema alla Camera dei deputati, mentre il giudizio critico dell’opposizione espresso dal senatore Angius sarà condiviso persino da Giuliano Ferrara su "Il Foglio" di domani.

BASSANINI (DS-U). Nonostante il generale dissenso sull'impianto della riforma, ma per coerenza con le posizioni espresse sullo specifico profilo dalla sua parte politica, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo all'articolo 24.

FLORINO (AN). A titolo personale, annuncia l’astensione sull'articolo 24. Nessuna virulenza polemica o nessun articolo di domani su un quotidiano solitamente vicino alle posizioni del centrodestra possono modificare la forte contrarietà ad interpretazioni del potere di grazia del Presidente della Repubblica finalizzate a privilegiare Adriano Sofri, giudicato più volte colpevole dalla magistratura. (Applausi dei senatori Meduri e Semenzato).

Il Senato approva l’articolo 24. Sono respinti gli emendamenti 24.0.900 e 24.0.1.

PRESIDENTE. L’emendamento 24.0.901 (testo 3) è precluso dalla reiezione del 19.902.

BASSANINI (DS-U). Ricorda la decisione della Conferenza dei Capigruppo sull’inizio dell'esame del disegno di legge n. 2791 a partire dalle alle ore 20.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(2791) Disposizioni concernenti i membri del Parlamento europeo eletti in Italia, in attuazione della decisione 2002/772/CE, del Consiglio, nonché in materia elettorale

(2494) CALDEROLI. – Incompatibilità tra la carica di parlamentare nazionale e quella di parlamentare europeo

(Relazione orale) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 2791, con il seguente titolo: Disposizioni concernenti i membri del Parlamento europeo eletti in Italia, in attuazione della decisione 2002/772/CE, del Consiglio

Stralcio degli articoli 4, 6, 7, 8, 9 e 10 del disegno di legge n. 2791 (disegno di legge n. 2791-bis)

PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2791, nel testo proposto dalla Commissione, ricordando che nella seduta pomeridiana di ieri è mancato il numero legale sulla votazione dell’articolo 1.

Il Senato approva l’articolo 1.

PRESIDENTE. Dà lettura dell’ulteriore parere espresso dalla Commissione bilancio sugli ulteriori emendamenti presentati (v. Resoconto stenografico). Passa all’esame dell’articolo 2 e degli emendamenti ad esso riferiti.

MULAS (AN). Gli emendamenti di cui è primo firmatario tendono a garantire un’adeguata rappresentanza dei cittadini sardi all'interno del Parlamento europeo. (Applausi dai Gruppi AN e UDC).

CADDEO (DS-U). Richiama le analoghe considerazioni svolte nella seduta pomeridiana di ieri a sostegno di tale esigenza di rappresentanza.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati. Comunica che il senatore Federici ha sottoscritto gli emendamenti 2.102 (testo 2), 2.103 (testo 2) e 2.104 (testo 2).

MALAN, relatore. Invita i presentatori degli emendamenti non strettamente attinenti agli articoli che recepiscono la decisione del Consiglio dell’Unione Europea a ritirarli, altrimenti esprime parere contrario, anche in ragione del celere esame presso la Commissione affari costituzionali del disegno di legge che risponde all'esigenza di un’adeguata rappresentanza nel Parlamento europeo dei cittadini isolani.

BRANCHER, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda sulla richiesta del relatore.

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge gli emendamenti 2.100 e 2.101.

MULAS (AN). In ragione del chiarimento del relatore, ritira tutti gli emendamenti di cui è primo firmatario. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

DETTORI (Mar-DL-U). La questione dell'adeguata rappresentanza di cittadini che già risentono dell'isolamento geografico della loro isola non può essere affrontata con atteggiamento da questuanti, trattandosi invero di una violazione dei diritti civili dei sardi cui si può rimediare con il disegno di legge, senza alcun ritardo per la sua approvazione in tempo utile allo svolgimento delle prossime elezioni europee. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U e del senatore Gubert).

PASSIGLI (DS-U). La Commissione affari costituzionali, che si riunirà nel prosieguo della serata, dovrà affrontare il tema della rappresentanza delle Regioni di minori dimensioni, non solo quindi con riferimento alla Sardegna, ma anche all’Umbria o al Molise. Tuttavia nutre scarsa fiducia che simili questioni possono essere affrontate con tempestività rispetto alle prossime elezioni europee.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), è approvato l’articolo 2. E’ quindi respinto l’emendamento 2.0.100.

BASSANINI (DS-U). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.0.101, che per evitare un raggiro degli elettori italiani stabilisce l'ineleggibilità alla carica di parlamentare europeo per i componenti del Governo nazionale, i componenti delle Giunte regionali, i presidenti di Provincia ed i sindaci dei Comuni capoluogo.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge l'emendamento 2.0.101. E' inoltre respinto l'emendamento 2.0.102 (testo 2).

PRESIDENTE. Avendo ricevuto il parere contrario della Commissione bilancio ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.0.103 è improcedibile, mentre il 2.0.109 è improponibile per estraneità all'oggetto del disegno di legge.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore DETTORI (Mar-DL-U), il Senato respinge l'emendamento 2.0.104 (testo 2). Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge gli emendamenti 2.0.105, 2.0.106 (testo 2) e 2.0.107 (testo 2). E' inoltre respinto l'emendamento 2.0.108.

PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo 3 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

MALAN, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

BRANCHER, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda con il relatore.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), sono respinti gli emendamenti 3.100, 3.101 e 3.102. Il Senato approva l'articolo 3. Con distinte votazioni, il Senato respinge inoltre gli emendamenti 3.0.100 e 3.0.102. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore TURRONI, il Senato respinge gli emendamenti 3.0.101 e 3.0.103 (identico al 3.0.104). E' quindi approvata la proposta S1, di stralcio degli articoli 4, 6, 7, 8, 9 e 10.

PRESIDENTE. Per effetto dell'approvazione dello stralcio, risultano preclusi gli emendamenti da 4.100 a 4.0.100, l'emendamento 4.0.102, gli emendamenti da 6.100 a 6.0.108 e da 7.100 a 7.0.102, nonché l'8.100. Inoltre, gli articoli 4, 6, 7, 8, 9 e 10 costituiranno un autonomo disegno di legge (2791-bis) dal titolo: "Disposizioni in materia di elezione dei membri del Parlamento europeo e altre disposizioni inerenti ad elezioni da svolgersi nell'anno 2004", assegnato in sede referente alla 1a Commissione permanente, con i pareri delle Commissioni 2a, 5a, 14a e per le questioni regionali, che sono autorizzate a convocarsi per il relativo esame.

PETRINI (Mar-DL-U). Lamenta di non avere potuto svolgere l’intervento sulla proposta di stralcio a causa dell’esaurimento dell’esiguo tempo assegnato al suo Gruppo. (Applausi del senatore Cambursano).

Il Senato respinge l'emendamento 4.0.101.

PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo 5 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

MALAN, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

BRANCHER, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda con il relatore.

Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 5.100 e 5.101 ed approva gli articoli 5 ed 11, nonché la proposta di coordinamento C1.

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale, assegnando a ciascun Gruppo cinque minuti di tempo.

TURRONI (Verdi-U). Annuncia l'astensione del Gruppo in considerazione della bocciatura di significativi emendamenti presentati, volti a prevedere le pari opportunità tra i generi nella presentazione delle candidature, l'incompatibilità tra l'incarico di parlamentare europeo e le cariche elettive a livello locale, ma anche l'ineleggibilità dei membri del Governo nazionale, a partire dal Presidente del Consiglio che invece vuole candidarsi imbrogliando i cittadini italiani ed impiegando le sue immense fortune per cercare di limitare l'annunciata sconfitta elettorale. (Applausi e della senatrice De Petris).

Presidenza del vice presidente DINI

BORDON (Mar-DL-U). Nonostante l'inaccettabile ed incomprensibile strozzatura del dibattito imposta dalla maggioranza, che ha impedito l'approvazione di disposizioni ampiamente condivise, per senso di responsabilità il Gruppo voterà a favore del disegno di legge. Restano da approvare norme per la parità di genere, per garantire le esigenze di rappresentatività dei cittadini sardi nonché per affermare l'incompatibilità per coloro che ricoprono cariche a livello locale, così come sarebbe opportuno sancire l'ineleggibilità per i componenti del Governo nazionale. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

BASSANINI (DS-U). Per stigmatizzarne il ritardo con cui il Governo ha presentato il disegno di legge attuativo della decisione del Consiglio del 25 giugno 2002, pur condividendo il merito delle disposizioni in materia di incompatibilità, annuncia l'astensione del Gruppo. Esprime inoltre perplessità sulle motivazioni della proposta di stralcio di numerosi articoli del provvedimento, che tra l'altro pone a rischio l'approvazione di disposizioni importanti come quelle relative alla pari opportunità tra i generi, che va attuata prevedendo un uguale numero di candidati in ogni lista con alternanza tra uomini e donne. Infine, è opportuno stabilire il divieto della candidatura per chi riveste cariche di Governo a livello nazionale e regionale.

DE ZULUETA (Misto). Esprime rammarico per il fatto che l'Italia sia l'unico Paese europeo a non avere ancora previsto il recepimento della decisione del Consiglio, affidato ad una discussione sbrigativa e sotto tono che tra l'altro ha stralciato le disposizioni più significative, in particolare la tutela delle pari opportunità nella predisposizione delle liste. Annuncia pertanto il voto di astensione. (Applausi del senatore Stiffoni).

Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva nel suo complesso il disegno di legge n. 2791, nel testo emendato, con il seguente titolo: "Disposizioni concernenti i membri del Parlamento europeo eletti in Italia, in attuazione della decisione 2002/772/CE, del Consiglio" autorizzando la Presidenza a procedere all’ulteriore coordinamento eventualmente necessario. Risulta pertanto assorbito il disegno di legge n. 2494.

Disegno di legge (2826) fatto proprio da Gruppo parlamentare

CARUSO Antonino (AN). Comunica che il Gruppo ha fatto proprio il disegno di legge n. 2826, di cui è primo firmatario il senatore Delogu, recante modifica dell'articolo 597 del codice penale.

Sull'andamento dei lavori dell'odierna seduta pomeridiana

D'ONOFRIO (UDC). Si scusa con l’Assemblea e con la Presidenza per un atteggiamento non consono all'incarico di relatore tenuto nel corso della seduta pomeridiana. (Applausi dai Gruppi UDC e FI).

SALVI (DS-U). I resoconti della Commissione bicamerale testimoniano senza ombra di dubbio che anche il senatore Nania ha cambiato opinione sulle riforme istituzionali, avendo espresso in quella sede la contrarietà al premierato esattamente per le stesse ragioni per le quali è contestato dall'attuale opposizione: perché è un modello privo di flessibilità, che risolve le tensioni interne alla maggioranza con lo scioglimento della Camera.

PETRINI (Mar-DL-U). L'armonizzazione dei tempi della discussione, pur necessaria per consentire l'approvazione dei disegni di legge nei tempi stabiliti, non può tuttavia conculcare il diritto dei parlamentari di motivare le proprie posizioni. Nella seduta pomeridiana ha provato una sensazione di frustrazione a causa della violazione delle proprie prerogative di senatore, a seguito dell'estremo contingentamento dei tempi su un provvedimento tra l'altro ampiamente condiviso. Chiede pertanto scusa per le veementi espressioni rivolte al Presidente della 1a Commissione permanente, frutto di tale stato d'animo. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

PRESIDENTE. L'organizzazione dei lavori deve tenere conto della necessità di rispettare le scadenze previste dal calendario, ma nel caso specifico l’armonizzazione dei tempi adottata dalla Presidenza presupponeva una condivisione del provvedimento che nei fatti non si è registrata.

MONCADA (UDC). Desidera dare atto al senatore D'Onofrio di essersi assunto la responsabilità del proprio comportamento, che auspica sia premessa al ripristino della correttezza nello svolgimento dei lavori dell'Assemblea.

Per la risposta scritta ad un'interrogazione

PIZZINATO (DS-U). Sollecita il Governo a rispondere all'interrogazione 4-06278, ma soprattutto a tranquillizzare decine di migliaia di lavoratori esposti all'amianto, procedendo all'emanazione del decreto attuativo delle norme previste dalla finanziaria per il 2004.

PRESIDENTE. La Presidenza condivide pienamente la richiesta del senatore Pizzinato e solleciterà il Governo a risolvere il problema. quindi annunzio delle mozioni e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno per le sedute del 18 marzo.

La seduta termina alle ore 21,07.