D'AMICO (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AMICO (Mar-DL-U). Signor Presidente, a volte i testi dicono più dei commenti. Il testo che ci appresteremo a votare recita: "Non sono proposti né controfirmati dal Primo Ministro o dai ministri i seguenti atti del Presidente della Repubblica: la richiesta di una nuova deliberazione alle Camere ai sensi dell'articolo 74, i messaggi alle Camere, la concessione della grazia".
Nello stesso momento alla Camera dei deputati gran parte della Casa delle libertà votava un testo che recita: "Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia e commutare le pene con proprio decreto che è motivato, controfirmato al Ministro della giustizia proponente che, ai sensi dell'articolo 89, primo comma della Costituzione, ne assume la responsabilità".
Ora il relatore D'Onofrio ci dice di voler introdurre questa modifica in Costituzione, ma di ritenere che non si possa fare a Costituzione invariata. Questa non è stata la posizione della Casa delle Libertà alla Camera dei deputati, dove non è stato utilizzato lo strumento della pregiudiziale di costituzionalità ma vi è stata una deliberazione sul merito della norma.
C’è un aspetto che comporta anche il venir meno ai patti e io aggiungerei - e questa è l’unica parte che citerei del testo di Giuliano Ferrara - che viene meno ai patti anche coinvolgendo in questa vicenda una persona che era stata imputato esemplare dal punto di vista del funzionamento dello Stato di diritto in una democrazia moderna.
Al di là del tradimento della parola data, riteniamo nel merito che, ammesso che un potere di grazia debba esistere in un ordinamento repubblicano, quel potere di grazia debba essere sottratto alla competenza dell’Esecutivo e ci chiediamo il perché di due voti in contrasto l'uno con l'altro.
Due voti contraddittori dati nello stesso momento hanno tre possibili risposte, che consideriamo tutte inaccettabili. Una prima, è che quel potere non lo si vuol dare all’attuale Presidente della Repubblica; si pensa che quel potere dato al Presidente della Repubblica con la riforma costituzionale possa entrare in vigore quando il Presidente della Repubblica è possibile sia un altro.
E’ un tentativo di delegittimare e indebolire questo Presidente della Repubblica che contrasta con il sentimento degli italiani e con la fiducia che gli italiani hanno nei confronti di questo Presidente della Repubblica, il quale - ricordiamolo - ha sollecitato in un incontro con il Presidente della Camera che questo problema venisse definito.
C’è un’altra possibilità, devo dire triste: che dopo le leggi ad personam, la Casa delle libertà si appresta a fare le leggi contra personam, una legge contro Sofri! (Applausi dai Gruppi DS-U e Verdi-U). Crediamo che questo sia un modo irresponsabile di legiferare, che spacca il Paese e gli fa fare passi indietro.
C’è, infine, un’altra possibile interpretazione, che credo concorra con le altre due: lo stato confusionale grave nel quale versa la Casa delle Libertà. E in questo stato confusionale grave emergono dalla pancia della Casa delle Libertà alcune tradizioni forcaiole, vendicative che sono in quella storia politica e che si stanno manifestando e si sono manifestate oggi alla Camera. (Commenti del senatore Mulas).
Certo, questo voto in contraddizione, che non può difendere il relatore D’Onofrio, è la testimonianza che la riforma della Costituzione al nostro esame non ha l’obiettivo di completare la transizione italiana, non ha l’obiettivo di stabilire un nuovo e moderno equilibrio dei poteri tra maggioranza ed opposizione, tra Governo e Parlamento, tra organi di garanzia e titolari dell’indirizzo politico, ma il solo scopo di tenere in piedi una maggioranza che è ormai minoranza nel Paese, risponde al ricatto leghista, è priva di ogni disegno ragionato e ragionevole.
Con questi voti in netta contraddizione l’uno con l’altro viene oggi sancita l’incapacità di questo Governo e di questa maggioranza di guidare il Paese e l’Italia se ne sta accorgendo. Si accorge delle leggi ad personam, oggi comincia ad accorgersi delle leggi contra personam; si accorge di una economia allo sfascio, di una pubblica amministrazione allo sfascio, di una politica estera che espone il Paese al ridicolo. E oggi si accorge anche dell’irresponsabilità istituzionale quel Paese che è pronto a mandarli a casa e a consegnare finalmente, di nuovo, il proprio governo alla maggioranza di centro-sinistra, ad una nuova maggioranza di centro-sinistra che saprà far riprendere al Paese il cammino dello sviluppo e del benessere. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto-Com. Proteste dai Gruppi FI, LP, UDC e AN).