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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


PETRINI (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETRINI (Mar-DL-U). Signor Presidente, avrei voluto intervenire nel merito dell’articolo. Avrei chiesto di capire come mai, se la controfirma dei Ministri o del Presidente del Consiglio hanno il significato di togliere responsabilità al Presidente della Repubblica, si intende introdurre, con riferimento alla modifica costituzionale in esame, un numero rilevante di atti nei quali la controfirma non è più necessaria e diventa dunque irrilevante la responsabilità del Presidente della Repubblica (che peraltro nella parte iniziale dell’articolo si afferma non esistere).

Non riesco proprio a comprenderlo, ma forse dipende dal fatto che non sono un costituzionalista. Probabilmente certi aspetti non riesco a comprenderli per limiti personali. Altri aspetti invece, che hanno un significato politico, riesco perfettamente a comprenderli.

Ora questa maggioranza ritiene di poter fare una modifica dell’intera Parte II della Costituzione indipendentemente dal parere e dal consenso più o meno ampio dell’opposizione; ritiene di poterla fare in tempi assolutamente iugulatori, assegnando all’opposizione, al mio Gruppo in particolare, quattro minuti e cinquantasette secondi per ognuno degli articoli che andranno ad essere modificati.

Ma fa di più ancora, si permette di dileggiare il Parlamento con atteggiamenti che io non voglio definire ed aggettivare perché difficilmente potrei rifuggire dall’offesa se lo facessi. Ma atteggiamenti come quelli che oggi abbiamo visto in quest’Aula non sono mai stati visti assumere da Costantino Mortati o dai Padri della nostra Costituzione repubblicana e antifascista, forse perché costoro avevano coscienza del proprio ruolo, forse perché avevano la dignità del ruolo che interpretavano.

Io ho precedentemente detto che, togliendo il rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo, noi stavamo uccidendo il Parlamento. Ho sbagliato, signor Presidente, noi andremo a seppellire il Parlamento, un Parlamento che abbiamo già ucciso. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).