Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


TOFANI (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOFANI (AN). Signor Presidente, vorrei sottolineare con una parola quanto sta avvenendo in questo momento in Aula: allucinante.

L’intervento del collega Angius, come quello del collega D’Amico che gli ha fatto eco sulla stessa linea, ci fanno pensare che c’è una ruggine profonda che non è legata alla certezza del diritto in Italia. È una ruggine profonda legata al contrasto ideologico e soprattutto all’aspetto peggiore del contrasto ideologico.

Affermare "destra cialtrona": posso comprendere questa espressione solamente se dettata da una strana evenienza…

PASCARELLA (DS-U). Avete votato il falso in bilancio!

TOFANI (AN). …che era quella di fare delle leggi ad personam, collega, perché in Italia abbiamo meccanismi per ottenere la grazia, ma è fondamentale che venga richiesta!

È inimmaginabile che d'ufficio venga data la grazia. Per quale motivo? (Applausi dai Gruppi FI e AN).

ANGIUS (DS-U). Allora vota contro l'articolo 24!

TOFANI (AN). Sono reazioni scomposte. Mentre si fa tanto per attrarre l'attenzione su questo particolare evento, avrei gradito che altre componenti, quelle cosiddette rispettose della giustizia, del diritto e della libertà, avessero detto qualcosa per un latitante, il signor Lollo ("signore" si fa per dire), responsabile dell'assassinio dei fratelli Mattei, che sta in Sud America e non interessa niente a nessuno fare in modo che la giustizia prevalga!

ANGIUS (DS-U). Dillo al tuo Ministro dell'interno!

PRESIDENTE. Senatore Angius, si dia una calmata.

TOFANI (AN). Lo chiedo a voi, lo chiedo a voi! Sono due pesi e due misure che ribadiscono un’acredine; speravo che questa stagione astiosa, irrazionale e tra l'altro promotrice di forme di contrasto assurde fosse stata definitivamente estromessa dal dibattito politico. Noi l'abbiamo estromessa dal dibattito politico: vogliamo costruire e non vogliamo assolutamente fare in modo che si speculi su situazioni che non portano a nessuna soluzione.

Caro D'Onofrio, le chiedo scusa a nome del senatore Angius per quello che le è stato detto, perché anche quel passaggio ha rappresentato un momento in cui sono saltati i nervi a chi voleva portare avanti un disegno che non c'entra nulla con la riforma costituzionale, ma è solo ideologico e fazioso. Le chiedo scusa, senatore D'Onofrio. (Applausi dai Gruppi AN, FI, LP e UDC).