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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


TURRONI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, l'emendamento 23.21 esprime un punto di vista, sul quale si sono attestati anche altri colleghi, assolutamente diverso da quello proposto dal disegno di legge del Governo. Noi riconosciamo al Primo Ministro la possibilità di proporre al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere, o anche di una sola di esse, ma egli deve sentire prima il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica, cui noi riconosciamo un ruolo effettivo di garante del Parlamento e quindi della democrazia del nostro Paese, essendo il Parlamento la massima espressione della democrazia, decide dopo aver sentito i Presidenti delle Camere e i rappresentanti dei Gruppi parlamentari.

La nostra proposta riporta all'interno del Parlamento l'iniziativa di scioglimento senza consegnarla al solo Presidente del Consiglio; nel testo in esame, invece, il Primo Ministro può assumersi l'esclusiva responsabilità dello scioglimento e il Presidente della Repubblica può non dare corso alla richiesta soltanto nel caso in cui sia presentata una mozione di sfiducia costruttiva, per ripristinare un Governo che abbia le stesse caratteristiche di quello sfiduciato perché è sostenuto dalla medesima maggioranza espressa dai cittadini.

Questo è un meccanismo che si vuole definire antiribaltonista (se mi è concesso l’utilizzo di questa brutta parola) ma che in realtà va a ledere, a mio avviso, una delle prerogative fondamentali dei parlamentari, quella di essere eletti dai cittadini e di dover svolgere il proprio mandato senza vincolo. In questo caso, invece, il vincolo è espresso ed obbliga il parlamentare a comportamenti sempre definiti, che quindi limitano la sua libertà di movimento, la sua capacità di interpretare le esigenze del Paese e soprattutto le esigenze che si possono determinare magari al mutare della situazione sociale, economica e politica.

Riteniamo, pertanto, che la scelta, così come è stata definita nel testo che il relatore ha illustrato e anche con il parere che ha espresso sui subemendamenti, sia profondamente sbagliata, perché con la scusa di impedire i ribaltoni in realtà si vuole legare con un doppio filo la maggioranza di parlamentari eletti al destino del loro Presidente del Consiglio, che dovrebbe essere il leader della coalizione.

Per questo, abbiamo presentato l’emendamento 23.21 di cui raccomandiamo l’approvazione. Signor Presidente, visto che ho la parola, anche su questo emendamento chiedo la votazione a scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.