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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


TURRONI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, dalla mia postazione posso vedere molte luci accese nei banchi del centro-destra, anche laddove non è seduto nessuno. Basta guardare alla seconda o alla terza fila.

Lei dice al senatore Bongiorno di affrettarsi. Sarebbe il caso che lei dicesse, me lo consenta, a qualche altro senatore di andare più lentamente nell’esercitare più volte il voto.

Proverò poi ad indicarle…

BONATESTA (AN). Lo state facendo anche voi.

TURRONI (Verdi-U). Si taccia.

Con riferimento all’emendamento 23.931, presentato dal senatore Bassanini, vorrei ancora una volta esprimere, seppure brevemente, la mia opinione.

Si è cercato più e più volte, sulla base di una serie di emendamenti che sono già stati votati e ai quali ne faranno seguito altri, di attenuare quel desiderio che sembra avere ormai pervaso la Casa delle Libertà, di sottoporre la maggioranza stessa ad un piccolo ristretto gruppo di deputati legati da vincoli, non solo politici, al Presidente del Consiglio, che voi vi ostinate a chiamare Premier.

Anche noi lo abbiamo fatto in qualche emendamento, lasciandoci trascinare da questa vostra foga e nello stesso tempo cercando, assecondandovi, di limitare i danni. Cercando appunto di presentare proposte che rendessero meno indigeribile la Costituzione che state proponendo.

Ebbene, l’emendamento 23.931 del senatore Bassanini (che saggiamente ha cercato con più proposte diverse l’una dall’altra di riportare in Parlamento la possibilità di decidere se il medesimo Parlamento possa o debba continuare a lavorare nell’interesse del Paese) propone che vi debba essere una mozione "sottoscritta da almeno la metà più uno dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni"; propone anche di aggiungere, infine "e sempre che questa mozione sia approvata dalla maggioranza assoluta dei deputati".

In tal modo, si cerca di ricondurre all’interno del Parlamento, e solamente all’interno del medesimo, decisioni che invece, secondo il testo della maggioranza così come lo ha voluto il relatore, si lasciano certamente al di fuori del Parlamento medesimo, certamente in un luogo ristretto, certamente in un luogo dove vi sono altri rapporti di dipendenza e non di vicinanza politica e ideale.

Proprio la cosa che voi dite di volere combattere, in realtà la fate diventare norma costituzionale. Ci saranno pochi che avranno la possibilità di decidere per tutti e quei pochi saranno legati da vincoli non politici al Presidente del Consiglio.

È per questi motivi che spero che l'emendamento 23.931 sia approvato e al collega Bassanini chiedo di poter aggiungere la mia firma, se egli è d’accordo.

Chiedo inoltre la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.