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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 566 del 17/03/2004


PETRINI (Mar-DL-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETRINI (Mar-DL-U). Signor Presidente, vorrei farle osservare una norma del nostro Regolamento che, sulla scorta del dettato costituzionale, prevede che i provvedimenti di legge posti all'ordine del giorno siano esaminati in un certo modo.

La discussione è organizzata con interventi in discussione generale; successivamente, si passa all'esame articolo per articolo e si prevede l'illustrazione degli emendamenti; seguono gli interventi in discussione generale sull'articolo e poi l'esame dei singoli emendamenti con possibili dichiarazioni di voto sugli stessi ed infine la dichiarazione di voto sull'articolo e la dichiarazione di voto complessiva sul disegno di legge.

È questa l'organizzazione che prevede il nostro Regolamento sulla base del dettato costituzionale. Il nostro Regolamento prevede altresì che, approvando un calendario dei lavori, si stabiliscano tempi ragionevolmente necessari per portare a compimento la discussione dei provvedimenti. Nessuno di noi intende contestare questo elemento di razionalità, altrimenti il calendario diventerebbe un'utopia perché potrebbe essere invalidato in qualunque momento dal prolungarsi di alcune discussioni.

È però altrettanto evidente che l'armonizzazione dei tempi non può stravolgere l'organizzazione dei lavori, non può conculcare il diritto intangibile di ciascun membro del Parlamento di esprimere la propria opinione. Infatti, l'articolo 55, ove si prevede l'armonizzazione dei tempi, stabilisce che, per l'organizzazione della discussione dei singoli argomenti iscritti in calendario, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari determina di norma il tempo complessivamente riservato a ciascun Gruppo.

La discussione, signor Presidente, ha delle fasi. Non possiamo immaginare che il calendario sia la variabile indipendente e il tempo da dedicare agli argomenti del calendario sia la variabile dipendente, per cui se per ipotesi il calendario reca dieci argomenti dobbiamo riservare a ciascuno un decimo del tempo della seduta prevista. In questo modo viene conculcato il diritto assoluto di ciascuno di esprimere la propria opinione e il proprio argomento.

Quanto è accaduto questa sera è particolarmente antipatico, signor Presidente, perché il nostro diritto è stato conculcato rispetto a un provvedimento di legge per la cui approvazione vi era una disponibilità dichiarata dell'opposizione a collaborare, e ciò è accaduto perché vi era un diktat riguardo ad un altro disegno di legge che non aveva la stessa urgenza e le stesse scadenze.

Oggi abbiamo ascoltato il Presidente della Commissione riferire cose, a mio avviso, inesatte rispetto alle ragioni sottese alle modalità di discussione e all'approvazione dello stralcio, ma su queste inesattezze non sono potuto intervenire.

Conseguentemente, ho usato espressioni veementi e probabilmente sconvenienti nei confronti dello stesso Presidente e chiedo scusa a lei della mia veemenza, nella quale, però, la prego di leggere la frustrazione, lo scoramento e - se vuole - la ribellione di chi si vede conculcato il diritto fondamentale di esprimere la propria opinione e di far valere, possibilmente, alcune verità.

Non si può chiedere collaborazione all'opposizione per risolvere una questione creatasi per colpa del Governo, come ha ammesso lo stesso Presidente della Commissione, e poi negare all'opposizione qualsiasi concessione rispetto al provvedimento in esame e al suo stesso iter parlamentare.

Ciò è obiettivamente ingiusto. Ho vissuto e inteso questa situazione come una vessazione e come tale intendo rappresentarla a lei; una vessazione che non riguarda la persona del senatore Petrini, bensì il ruolo del senatore Petrini, che intende onorare la propria funzione con la dovuta dignità, senza che gli siano negati gli elementi essenziali per l'esercizio della stessa, cioè la possibilità di parlare in quest'Aula.

L'attribuzione di quindici minuti di tempo per un provvedimento per il quale era stata chiesta la collaborazione dell'opposizione era decisione francamente vessatoria. La prego di considerare queste mie parole assolutamente collaborative.

In ogni caso, torno a scusarmi per le espressioni veementi di cui ho cercato di spiegare la natura. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).