Sulla manifestazione di militanti della Lega Nord davanti a Palazzo Madama
BATTISTI (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTISTI (Mar-DL-U). Signor Presidente, durante la sospensione dei lavori dell’Aula e delle Commissioni, vi è stata una manifestazione di militanti della Lega Nord di fronte al Senato con la partecipazione di alcuni parlamentari della Lega Nord e, nella fattispecie, anche di componenti dell’Ufficio di Presidenza.
Durante la manifestazione, della quale peraltro si dà conto anche su alcune agenzie di stampa, sono state pronunciate parole e frasi che ritengo ingiuriose per l'istituzione repubblicana che rappresentiamo, per le istituzioni in genere e per la Capitale d'Italia.
Nella fattispecie, si è chiaramente parlato di "Roma ladrona", di Nerone che avrebbe insegnato alla Lega Nord come trattare Roma, dei "napoletani che non sono da considerarsi italiani", scandendo, con un saltino, come si fa negli stadi dove si giocano le partite di calcio, "chi non salta italiano è", inneggiando alla secessione e ingiuriando il Parlamento, che sta invece comportandosi, secondo loro, in maniera non giusta.
Chiederei, quindi, al Senato di stigmatizzare questo comportamento e di dare un segnale contrario a difesa delle istituzioni repubblicane e della Capitale d'Italia. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, Verdi-U, DS-U e del senatore Moncada).
MORO (LP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORO (LP). Signor Presidente, non vorrei che su questo si aprisse un dibattito. Penso che la manifestazione a cui oggi i giovani padani hanno dato vita, sia davanti alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, rientri tra quelle di esuberanza giovanile. Niente di più e niente di meno. Mi sembra che le forze dell'ordine non abbiano avuto modo né di censurare né di fare nulla di quello che prima il senatore Battisti lamentava.
Credo che di fronte a Palazzo Madama altri e ben peggiori fatti siano successi in altri tempi, diversi dai comportamenti che oggi ha voluto censurare il senatore Battisti.
Respingiamo queste accuse e riteniamo anzi che il comportamento dei giovani padani sia di esempio del modo in cui si fanno le proteste e le manifestazioni. (Applausi dai Gruppi LP, FI, UDC e del senatore De Paoli).
PRESIDENTE. Colleghi, non possiamo introdurre nell'Aula del Senato una discussione su ciò che avviene fuori. Consideriamo la cosa nell'ambito dell'esuberanza giovanile, fuori dall'Aula; è un diritto riconosciuto, anche quando non condividessimo ciò che viene detto. Ripeto, non portiamo in Aula affermazioni e polemiche fatte fuori.