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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 604 del 13/05/2004


TOFANI (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

TOFANI (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, conosco il senatore Montagnino così bene che è ormai chiaro che siamo in campagna elettorale.

 

TONINI (DS-U). Voi invece no, voi patteggiate.

 

TOFANI (AN). Battute ad effetto di questo tipo rappresentano la totale assenza di contenuti e di proposte alternative. Voi non ne avete. La prova provata, signor Presidente, ce l'ha data l'intervento del collega Ripamonti dei Verdi, che con grande onestà e in modo esplicito ha detto che questo sarà l'argomento forte della campagna elettorale. E' la cartina di tornasole. Non avendo capacità propositive cercate in ogni modo di chiosare, delle volte alzando i toni anche a dismisura come è avvenuto ieri sera, per creare un'attenzione straordinaria attorno ad una specie di cataclisma che starebbe per verificarsi.

Cerchiamo di spiegare agli italiani cosa sta accadendo e quindi cos'è una vera riforma, cos'è una parziale riforma e da dove nascono i problemi. Se avessimo tempo, e ne abbiamo avuto durante i lunghissimi lavori di Commissione, dovremmo cominciare a dire chi ha cambiato la riforma pensionistica in Italia alla fine degli anni Sessanta. E' lì che nasce il problema, nel momento in cui si passa da un sistema contributivo a capitalizzazione ad un sistema a ripartizione, dimostrando un'enorme miopia. Infatti, bisognava tener presenti l'evoluzione del mercato del lavoro, l'involuzione, ahimè, del processo demografico e, vivaddio, una maggiore durata della vita. Quindi, vi è stata un'enorme miopia e la dimostrazione è stata che da lì nascono le pensioni d'annata, una vergogna che avete costruito nei decenni…

 

BRUNALE (DS-U). Avete chi?

 

TOFANI (AN). …proprio a dimostrazione che non c'era una linea da seguire. I pensionati che hanno le pensioni d'annata capiscono bene questo discorso, cari colleghi della sinistra, perché da decenni stanno patendo un'ingiustizia. Questo è l'effetto della politica operata dal centro-sinistra in questo settore, per arrivare agli ultimi dieci anni in cui vi è stato un processo continuo e costante di attacco alle pensioni a partire dalla grande riforma Amato, la madre di tutte le finanziarie con oltre 90.000 miliardi di vecchie lire di tagli.

 

TONINI (DS-U). Ha salvato l'Italia!

 

TOFANI (AN). Ricorderete la riforma Dini. Ricorderete anche la riforma Prodi, ma voglio soffermarmi sulla prima. Ciò che hanno detto i colleghi della sinistra in riferimento al problema generazionale lo ha creato la riforma Dini del 1995. Lo ricordo perfettamente perché ebbi l'onore, nell'altro ramo del Parlamento, di fare la dichiarazione di voto motivando essenzialmente il no di Alleanza Nazionale proprio perché il provvedimento non garantiva i giovani e creava sistemi differenziati. Una parte del sistema rimaneva tradizionale e retributivo, poi diventava un sistema misto, contributivo e retributivo, per arrivare alla fine ad essere un sistema solo contributivo. Quindi, il problema dei giovani è vostro e noi stiamo cercando di risolverlo.

Non ci sono più quei giovani che qualche collega che mi ha preceduto ha evocato in modo demagogico affermando che avranno le pensioni ridotte. È il centro-sinistra che vi ha ridotto e vi ridurrà le pensioni, cari giovani. Non sono bugie ed è tanto vero che noi, e non voi colleghi della sinistra, abbiamo ottenuto un grande risultato con questo progetto di riforma: far partire la previdenza complementare, tanto urgente e necessaria grazie agli errori da voi commessi.

Perché con la riforma Dini del centro-sinistra, avallata dalla concertazione di tutte le forze sociali, quei giovani, se non avranno una previdenza integrativa, sì e no arriveranno alla metà, o sicuramente ad un taglio del 40 per cento delle pensioni attuali. Questo dovete dire ai giovani e non fare demagogia sui giovani! Quindi il percorso va legato a quanto si è determinato in riferimento al problema delle pensioni.

Ieri sera in modo particolare il collega Angius lancia in resta è partito all'assalto della Presidenza per non so quali gravi misfatti da quest'ultimo compiuti; ma la Presidenza non era colpevole di nulla, tant'è vero che serenamente abbiamo deciso di iniziare questa mattina il dibattito, per poi passare alle dichiarazioni di voto. E allora vediamo cosa è effettivamente successo.

Noi in tutto questo tempo abbiamo lavorato molto, ed io ieri sera ho cercato di stemperare il clima, dando atto dell'ampio dibattito di mesi che si è svolto in Commissione, sostenendo e confermando che il provvedimento sul quale daremo oggi la fiducia è frutto di mesi di dibattito in Commissione, è frutto di incontri con le parti sociali, è un provvedimento che si migliora e si perfeziona con un ampio dibattito interno fra le forze della maggioranza e anche con contributi, peraltro significativi, da parte dell'opposizione.

Del resto, l'intervento del collega Peterlini è straordinario, finirà sicuramente negli annali: riconosce che molti emendamenti (e addirittura li ha contati: dodici) dell'opposizione sono stati recepiti, fa grandi elogi a questo provvedimento, ma paradossalmente, colpito sulla via di Damasco, essendo stata posta la fiducia, deve votare contro. Questa è la logica peggiore della partitocrazia, che non va a vedere i contenuti, ma si ferma alle cornici che ognuno si dà…

 

BRUNALE (DS-U). Bastava non mettere la fiducia! È contraddittorio.

 

TOFANI (AN). …fino ad arrivare a far dichiarare all'amico collega Peterlini un paradosso, che è quello che abbiamo tutti avuto modo di ascoltare (Commenti del senatore Peterlini. Brusìo in Aula).

Signor Ministro, quante volte lei si è incontrato con le forze sociali, quante volte ha rilanciato. Se ci consente, Alleanza Nazionale ha svolto un ruolo attivo, costante e dinamico fino agli ultimi momenti di definizione di ogni particolare. Anche ieri sera, prima della richiesta di fiducia, noi abbiamo cercato, voi avete cercato come Governo, tutti abbiamo cercato di dare un contributo per recepire le istanze del corpo sociale.

Quindi queste specie di anatema, questa specie di ultimatum, queste specie di ricatti noi li rifiutiamo. Noi non temiamo gli elettori e siamo convinti di parlare durante la campagna elettorale anche di questo problema nei termini corretti, perché abbiamo cercato di fare del nostro meglio, per quanto possibile, di fronte ad una situazione che indubbiamente non abbiamo creato noi; sicuramente il percorso spero significativo ed anche storico della riforma delle pensioni è stato un altro regalo che noi abbiamo avuto da voi.

Noi abbiamo mantenuto il doppio sistema; esistono ancora le pensioni di anzianità. Abbiamo avuto una particolare attenzione per le donne, tant'è vero che anche le donne hanno la possibilità di avere questo doppio canale.

Abbiamo avuto la possibilità di rispondere - e concludo, signor Presidente - quando abbiamo recepito quello che le parti sociali ci chiedevano, ad esempio a proposito del trattamento di fine rapporto non obbligatorio, ma condizionato al parere, alla decisione del lavoratore. Così come abbiamo raccolto la decontribuzione e abbiamo eliminato la prima proposta dello scalone; in effetti, c'è stato un innalzamento di tre anni, ma assolutamente non è stato toccato quello che era il numero di anni di contribuzione, che di 35 era e di 35 è rimasto.

Quest'innalzamento è essenzialmente legato - vivaddio - alle speranze di vita, perché dai dati che abbiamo, relativi ai processi attuali, si evince chiaramente che nell'ultimo decennio le speranze di vita sono aumentate di due anni. (Richiami del Presidente).

Allora qual è questo grande vulnus che noi abbiamo creato (chiedo scusa, signor Presidente), se non quello di correggere i vostri gravi errori, di dare una pensione integrativa agli italiani, ma soprattutto di essere sereni nei loro confronti? Noi affronteremo a testa alta anche questa competizione elettorale votando il presente provvedimento e dando la fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi AN e UDC. Molte congratulazioni).