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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 400 del 06/07/2010


LEGNINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

a seguito del sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo l'edificio del Tribunale di Chieti ha subito rilevanti danni strutturali tanto da rendere necessaria, su disposizione delle autorità locali, la chiusura di un'ala del fabbricato con la conseguente inagibilità di numerosi uffici e aule di udienza;

subito dopo l'evento sismico, i vertici degli uffici giudiziari teatini, d'accordo con il Sindaco, il Presidente della provincia (ente proprietario dello stabile), il rappresentante del Ministero della giustizia, individuarono le misure transitorie per sopperire al venir meno della disponibilità di circa la metà dell'edificio, e in particolare provvidero ad individuare un edificio attiguo (sempre di proprietà della provincia) per ospitare uffici e aule di udienza;

gli stessi soggetti responsabili indicarono la necessità di provvedere con urgenza all'esecuzione dei lavori di recupero della porzione di edificio lesionata, ponendo a carico della provincia, quale ente proprietario, l'onere della progettazione, mentre al finanziamento avrebbe dovuto provvedere il Ministro della giustizia attingendo alle risorse destinate alla ricostruzione postsisma;

le stesse autorità, e in particolare il Comune di Chieti, proposero di avviare un percorso progettuale per realizzare, nel medio-lungo periodo, una "cittadella giudiziaria" mediante collegamenti funzionali tra le strutture esistenti (da recuperare) ed altri edifici da realizzare sui siti pubblici adiacenti e su spazi esistenti nelle vicinanze;

durante la discussione del decreto-legge n. 39 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2009 sulla ricostruzione postterremoto, in Senato fu respinto un emendamento (5.701) a prima firma dell'interrogante con il quale si proponeva uno stanziamento specifico sia per gli uffici giudiziari de L'Aquila che di Chieti. Il Governo, nell'occasione, dichiarò che il finanziamento delle opere avrebbe trovato capienza nei fondi destinati alla ricostruzione;

il Governo nella seduta dell'Assemblea della Camera dei deputati del 17 giugno 2009, nel corso dell'esame dello stesso decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile, ebbe ad accogliere un ordine del giorno (9/2468/70), a prima firma dell'on. Tenaglia, con il quale testualmente si disponeva: "La Camera, considerato che: il terremoto che ha colpito l'Abruzzo ha determinato gravissimi lutti e conseguenze drammatiche per l'intera popolazione, per il tessuto produttivo e per le istituzioni; in particolare l'amministrazione della giustizia versa in una situazione di grave e totale emergenza, perché sia gli Uffici giudiziari de L'Aquila che di Chieti, in dipendenza degli eventi sismici, sono completamente o parzialmente inagibili; è fondamentale assicurare in tempi rapidi la piena funzionalità dell'attività giudiziaria anche in ragione della circostanza che L'Aquila è sede distrettuale competente per tutta la regione Abruzzo per le cause di appello e per i procedimenti di criminalità organizzata, impegna il Governo, al fine di garantire il funzionamento degli uffici giudiziari di cui al comma 1 dell'articolo 5 del decreto-legge in esame e assicurarne la gestione e la riorganizzazione nella fase di emergenza, nonché per provvedere alla riparazione e al ripristino degli stessi, nonché del tribunale di Chieti, e il recupero della loro piena funzionalità al termine del periodo di sospensione dei processi, a destinare prioritariamente una quota sufficiente delle risorse di cui all'articolo 14, comma 1, del presente decreto, agli scopi predetti";

la parziale inagibilità del Tribunale di Chieti ha provocato inevitabili disagi, affrontati con senso di responsabilità e sacrificio da parte di tutti gli operatori della giustizia, magistrati, avvocati, personale di cancelleria;

è opportuno ricordare che non vi è stata alcuna interruzione del servizio prestato agli utenti e le udienze si sono tenute regolarmente, grazie all'organizzazione approntata dai vertici degli uffici giudiziari, di concerto con l'Avvocatura, ed anzi le statistiche dell'attività giudiziaria nel 2009 risultano migliorate nonostante gli enormi disagi logistici e di lavoro che tutt'ora persistono;

la fase emergenziale continua e le condizioni di lavoro sono sempre più insopportabili in particolare nell'immobile retrostante quello danneggiato, con spazi insufficienti allo svolgimento delle udienze e conseguenti gravi disagi per l'utenza, più volte denunziati dall'Avvocatura di Chieti;

la soluzione individuata deve essere considerata provvisoria ed occorre provvedere con urgenza alla ristrutturazione e riqualificazione dell'immobile principale, mediante lo stanziamento di adeguate risorse economiche;

ad oggi, dopo circa 15 mesi dal sisma, sembra che la provincia di Chieti abbia provveduto soltanto ad approntare il progetto preliminare del recupero dell'edificio danneggiato, mentre le risorse necessarie non risultano ancora stanziate,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo abbia preso o intenda prendere per dare corso all'impegno assunto con l'accoglimento dell'ordine del giorno su indicato e per provvedere con urgenza alla ristrutturazione e riqualificazione degli uffici giudiziari di Chieti;

quale sia lo stato delle procedure e quali siano i tempi di recupero integrale degli uffici giudiziari de L'Aquila.

(3-01396)