in data 18 giugno 2010 il già sottosegretario Aldo Brancher è stato nominato, come si apprende dal sito del Governo, che reca peraltro la data errata del 18 maggio, "Ministro per la sussidiarietà e il decentramento";
a tutt'oggi non vi è traccia né su detto sito, né sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di conferimento delle relative deleghe, tanto da far ritenere più che plausibile l'ipotesi di una nomina in funzione dell'utilizzo della legge n. 51 del 2010 sul legittimo impedimento;
sul conferimento della delega vari esponenti del Governo hanno espresso in questi giorni interpretazioni difformi e peraltro la stessa a cui sembrerebbe alludere la denominazione a Ministro risulta già coperta dal ministro Fitto, che, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 giugno 2008, art. 1, primo comma, lettera t), è competente in relazione a "attività anche normative connesse all'attuazione del conferimento delle funzioni amministrative di cui all'art. 118 della Costituzione e al trasferimento di beni e risorse per l'esercizio delle stesse, ai sensi dell'art. 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, in raccordo con il Ministro per le riforme per il federalismo";
l'ultimo in ordine di tempo, e l'unico in una sede istituzionale, è stato nella giornata del 30 giugno 2010 il ministro Elio Vito che, rispondendo alla Camera dei deputati a un'interrogazione a risposta immediata, ha autorevolmente sostenuto: «All'inizio della legislatura, all'atto della formazione del Governo, in piena e corretta ottemperanza al mandato elettorale in tema di federalismo, sono stati nominati i seguenti Ministri senza portafoglio che operano in raccordo tra loro: l'onorevole Umberto Bossi, con delega in materia di riforma per il federalismo, il senatore Roberto Calderoli, con delega in materia di promozione delle iniziative per la semplificazione, l'onorevole Raffaele Fitto che, nell'ambito della delega per i rapporti con le regioni, si avvale di un ufficio per il federalismo amministrativo. (...) Alla luce di tutto ciò, si è ritenuto necessario che il sottosegretario Brancher assumesse la qualità di Ministro, per meglio operare in concerto con i tre Ministri prima citati, così da conseguire una più rapida e concreta realizzazione del programma di Governo in uno dei suoi punti più qualificanti e complessi e nel doveroso rispetto del mandato ricevuto dagli elettori»;
tale affermazione del ministro Vito è stata però rapidamente contraddetta dalla conferenza stampa sulla relazione sul federalismo fiscale del ministro Tremonti, a cui hanno partecipato i tre Ministri citati dal ministro Vito senza la presenza del ministro Brancher che dovrebbe operare in concerto con loro e che, per di più, nei giorni precedenti aveva in più sedi sostenuto di dover preparare un contributo per tale relazione;
nell'intervista al "Corriere della Sera" del 28 giugno il ministro Calderoli sostiene che per compensare il ministro Fitto della perdita di una parte della sua delega gli sarebbero state conferite nuove importanti deleghe «sul piano per il Mezzogiorno, fondi Fas e contributi europei»,
si chiede di sapere quali siano effettivamente le deleghe sottratte al ministro Fitto, quali siano le sue nuove deleghe e se esse non siano tali da configurare di fatto un illegittimo mutamento del Ministro per i rapporti con le regioni da Ministro senza portafoglio a Ministro con portafoglio.
(3-01409)