in seguito alla ristrutturazione operata sull'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in base al decreto legislativo n. 283 del 1998, i dipendenti dichiarati in esubero non avrebbero dovuto subire alcuna penalizzazione;
contrariamente a quanto previsto dal citato decreto legislativo n. 283 del 1998 è stata inserita nel testo del decreto-legge n. 78 del 2010 (in corso di esame in Parlamento), all'articolo 9, comma 25, una disposizione che prevede l'inquadramento forzato nell'ente presso il quale gli ex dipendenti in esubero dei monopoli prestano servizio;
questi lavoratori si sono visti bloccata la carriera, non potendo partecipare alle procedure di progressione economica, sia orizzontali che verticali, e non hanno più percepito alcun tipo di retribuzione incentivante, né presso l'amministrazione di provenienza né presso quella di destinazione;
la disposizione inserita nel citato decreto-legge n. 78 del 2010 priverà ingiustamente i sopracitati lavoratori ex Monopoli anche dei benefici dell'iscrizione al fondo di previdenza del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), e renderà totalmente riassorbibile l'assegno integrativo corrisposto quale differenza tra il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) dei Monopoli e quello del MEF;
in conseguenza di ciò le retribuzioni saranno bloccate per moltissimi anni, con evidente disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori,
si chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza promuovendo eventuali modifiche dell'articolo 9, comma 25, del decreto-legge n. 78 del 2010, sia per evitare evidenti ingiustizie e disparità di trattamento tra lavoratori sia per non contraddire le finalità del decreto legislativo n. 283 del 1998, che espressamente stabiliva che i lavoratori in questione non avrebbero dovuto subire alcuna penalizzazione.
(4-03395)