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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 400 del 06/07/2010


FERRANTE, DELLA SETA - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 giugno 2010 è stata recapitata al direttore dell'Ersa (Azienda regionale per lo sviluppo rurale del Friuli-Venezia Giulia) una lettera anonima contenente alcune foglie di pianta di mais e una mappa topografica indicante un campo vicino Fanna, in provincia di Pordenone, dove, secondo la missiva allegata, sarebbero state messe a dimora nel terreno sementi di piante geneticamente modificate: lo ha reso noto nel corso di una conferenza stampa Claudio Violino, assessore alle Risorse agricole, naturali e forestali della regione Friuli Venezia Giulia;

dalle analisi effettuate dai tecnici dei laboratori dell'Ersa, è emerso, secondo quanto comunicato dalla Regione, che il materiale vegetale inviato nella lettera appartiene effettivamente a piante di mais geneticamente modificate, ma al momento nulla prova che tale materiale coincida con le piante esistenti nel luogo indicato;

l'assessore Claudio Violino ha comunque informato della vicenda le autorità giudiziarie preposte. Secondo la legge nazionale, in particolare il decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212, recante "Attuazione delle direttive 98/95/CE e 98/96/CE concernenti la commercializzazione dei prodotti sementieri, il catologo comune delle varietà delle specie di piante agricole e relativi controlli", è infatti vietato mettere in coltura sementi di varietà geneticamente modificate senza avere prima ottenuto un'apposita autorizzazione interministeriale (da parte dei Ministeri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare). Senza tali autorizzazioni l'autore della semina di organismi geneticamente modificati (OGM) è punibile con l'arresto da 6 mesi a 3 anni o con l'ammenda fino a 50.000 euro;

la prossima fioritura delle piante sospette è motivo di forte preoccupazione (anche in virtù del fatto che recentemente le associazioni Agricoli federati e Movimento libertario, in seguito al respingimento da parte dei Ministeri competenti della richiesta di autorizzazione di sementi transgeniche, avevano minacciato di seminare comunque piante OGM nella provincia di Pordenone): poiché, qualora risultassero geneticamente modificate, potrebbero infatti contaminare le culture circostanti;

in Italia non esistono ad oggi norme che regolino una possibile coesistenza tra coltivazioni OGM e agricoltura biologica e convenzionale. Il Presidente Barroso ha preannunciato la sua intenzione di demandare agli Stati membri ogni decisione in merito alla coltivazione di OGM e presumibilmente nei prossimi giorni saranno rese pubbliche le norme comunitarie in merito. Tale episodio rappresenterebbe un pericoloso precedente e configurerebbe un reale rischio per la nostra agricoltura biologica e convenzionale,

si chiede di conoscere quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, anche di concerto con la Regione interessata, per appurare la natura genetica delle piante di mais sospette presenti nella provincia di Pordenone e, qualora risultassero OGM, quali iniziative intenda assumere, nel rispetto delle competenze regionali e della normativa nazionale vigente, per impedire che le culture tradizionali e biologiche circostanti possano essere contaminate, nonché per condannare tale irresponsabile atto.

(4-03403)