ARMATO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMATO (PD). Signor Presidente, torno in quest'Aula sulla vicenda, delicata, e in qualche modo anche simbolica, della fabbrica FIAT di Pomigliano d'Arco. Si è svolto, come tutti sanno, il referendum sull'accordo stipulato tra la FIAT e la maggior parte dei sindacati. Pomigliano, la sua vicenda, il suo dramma, nei giorni scorsi, ha avuto anche una grandissima attenzione mediatica; ora che l'attenzione mediatica si è spenta, vorremmo sollevare qualche preoccupazione e chiedere al Governo una parte attiva almeno in questa fase.
La preoccupazione è che, finita la grande attenzione per la vicenda, anche un po' simbolica e originale che si è svolta in quella fabbrica, si taciti tutta la voglia di costruire e di ricostruire. La richiesta è che il Governo si faccia carico di istituire un tavolo istituzionale in cui siano rappresentate le parti, affinché, per prima cosa, la FIAT confermi l'investimento senza i se, i ma ed i forse di questi ultimi giorni. La finalità del tavolo dovrebbe essere poi anche quella di un allargamento dell'area del consenso da parte del sindacato e dei lavoratori, anche al di là di quel 63 per cento di sì che c'è stato, nonché di definire, signor Presidente, in quali condizioni vivranno i lavoratori di quell'azienda in questo anno e mezzo di transizione, prima cioè che l'investimento diventi concreto. Ci chiediamo infatti: questi lavoratori saranno fuoriusciti dalla cassa integrazione? In questo anno e mezzo, avranno garanzie del mantenimento delle loro condizioni, anche minime, di dignità e di vita? (Applausi dal Gruppo PD).