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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 516 del 08/03/2011


MASCITELLI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'85 per cento dei comuni abruzzesi è a rischio di movimenti franosi e di alluvioni con elevato pericolo sia per l'incolumità delle persone che per le diverse attività produttive, come si evince dal Piano di bacino approvato dalla Giunta regionale tre anni fa per la prevenzione idrogeologica;

a causa delle precipitazioni di questi giorni, in diversi territori della regione Abruzzo si stanno aggravando le situazioni d'emergenza, come il vero e proprio disastro ambientale che ha interessato la provincia teramana, con episodi di esondazioni, allagamenti e crolli; situazioni per le quali è costretta ad intervenire la Protezione civile, con la necessità anche di dover richiedere, da parte della Regione, lo stato di calamità naturale;

l'articolo 17 del decreto-legge n. 195 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2010, conferisce al commissario delegato, nominato per gestire i problemi legati al rischio idrogeologico, il potere di attuare interventi e provvedere alle opportune azioni di supporto proprio per le situazioni urgenti a più elevato rischio;

i 40 milioni di euro già destinati alla Regione Abruzzo per prevenire e mitigare i danni che provengono dalle situazioni di criticità del territorio, sono attualmente bloccati, nonostante l'accordo siglato tra la Regione e lo Stato, poiché l'ex-commissario delegato, Gianfranco Mascazzini, è stato arrestato un mese fa con l'accusa di reati ambientali, e l'Abruzzo è rimasto in attesa della nomina di un nuovo commissario,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto esposto e se non consideri necessario, dunque, procedere con urgenza alla nuova nomina del commissario delegato per il rischio idrogeologico in Abruzzo ai sensi dell'art. 17 del decreto-legge n. 195 del 2009 o se, in deroga a quanto prescritto dall'art. 17, vista la situazione di emergenza, non intenda delegare direttamente alla Regione la gestione dei fondi per la tutela del territorio, in modo che possano essere attuate al più presto iniziative concrete con le risorse già assegnate all'Abruzzo e che restano a tutt'oggi inutilmente bloccate.

(3-01960)