Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (591 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 516 del 08/03/2011


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

CASSON (PD). Il Partito Democratico ha accolto favorevolmente le proposte di legge tese a disciplinare il delicatissimo problema dei bambini rinchiusi nelle carceri assieme alle loro madri per l'impossibilità di applicare le misure alternative di custodia cautelare o di detenzione. Si tratta di un numero esiguo di casi (nella storia recente non più di settanta) e quindi sono privi di fondamento i timori di alcuni esponenti della maggioranza che hanno paventato un possibile effetto di svuotamento delle carceri. Ma, proprio perché il tema centrale del provvedimento è la tutela di diritti inalienabili di minori innocenti, un attento esame del testo pervenuto dalla Camera dei deputati ha fatto emergere, anche alla luce delle audizioni svolte in Commissione, problemi che hanno indotto il Gruppo a presentare in Aula una serie di emendamenti tesi a rendere tale tutela concreta e non meramente enunciata. Sarebbe opportuno rinviare il testo in Commissione giustizia al fine di affrontare in modo adeguato i nodi evidenziati con le proposte di modifica. (Applausi dal Gruppo PD).

BAIO (Misto-ApI). Auspica la celere approvazione del disegno di legge che introduce importanti modifiche al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario in materia di rapporto tra madri detenute e figli minori, costretti ad una permanenza nelle carceri tanto aberrante quanto traumatizzante. È particolarmente positivo l'innalzamento da tre a sei anni dell'età del bambino al di sotto della quale non può essere disposta o mantenuta la custodia cautelare della madre in carcere e il fatto che, qualora non sia possibile evitare tale misura, venga offerta la possibilità di scontarla in strutture più accoglienti ed adeguate, quali gli istituti a custodia attenuata per detenute madri. È inoltre importante l'introduzione della possibilità di trascorrere gli arresti domiciliari presso una casa famiglia protetta, consentendo così una concreta alternativa per i minori figli di quelle donne, soprattutto straniere, che non possiedono un'abitazione in cui scontare i domiciliari. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Milana e Gallone. Congratulazioni). Chiede infine di allegare ai Resoconti della seduta il testo scritto di una parte dell'intervento (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli allievi e gli insegnanti del liceo salesiano Valsalice di Torino. (Applausi).

BUGNANO (IdV). È positivo che il legislatore intervenga per tutelare il rapporto affettivo tra detenuti e figli minori, che vivono un'esperienza traumatica ed hanno pertanto maggiore probabilità di avere problemi con la società e con la giustizia in età adulta. Per quanto l'impianto generale della normativa sia corretto, l'Italia dei Valori ha presentato un ordine del giorno e delle proposte emendative per migliorare gli articoli riguardanti le misure cautelari e la detenzione domiciliare. In particolare, desta perplessità il fatto che la concreta realizzazione delle case famiglia e degli istituti a custodia attenuata venga subordinata all'approvazione di successivi provvedimenti e all'attuazione del piano carceri, già da tempo annunciato dal Governo. Gli emendamenti presentati sono dunque finalizzati ad una più rapida applicazione delle norme, per scongiurare il rischio che il disegno di legge si limiti ad enunciare principi condivisibili, senza però renderli effettivi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

SPADONI URBANI (PdL). In occasione della ricorrenza dell'8 marzo, il Senato è chiamato a discutere un provvedimento indulgente e meramente simbolico, che non modificherà in modo incisivo la vita delle detenute madri e dei loro figli. Il provvedimento assegna inoltre un'eccessiva discrezionalità alla magistratura e ai direttori dei carceri, caricandoli di responsabilità improprie. Occorre quindi ricordare che esistono già oggi situazioni carcerarie in cui la vita delle detenute e dei loro figli si svolge in strutture e contesti dignitosi e non dimenticare che le detenute a cui è rivolto il provvedimento possono aver commesso crimini di rilevante entità. Ciononostante, per senso di responsabilità e pensando ai bambini innocenti che vivono negli istituti di detenzione, voterà a favore del provvedimento. (Applausi del senatore Ciarrapico).

CARLONI (PD). La vigente normativa per la tutela del rapporto tra detenute e figli minori, pur essendo condivisibile è rimasta largamente inapplicata, anche a causa dell'impossibilità di concedere gli arresti domiciliari alle donne prive di un'abitazione propria e alle detenute recidive. Sui disegni di legge a prima firma Carloni e Poretti, presentati per modificare tali aspetti critici, non è stato però consentito un dibattito approfondito: si è preferito discutere il testo approvato dalla Camera dei deputati che, pur essendo animato da uno spirito positivo, presenta numerose criticità, segnalate anche nel corso delle audizioni svolte in Commissione. Ad esempio, elevando l'età dei bambini che possono essere ospitati negli istituti a custodia attenuata, verrà incrementato il numero dei minori presenti nelle strutture carcerarie. Non viene inoltre presa in considerazione la condizione delle donne straniere che rischiano l'espulsione immediata al termine della detenzione, mentre l'insufficiente copertura finanziaria renderà impossibile la costruzione di un numero adeguato di case famiglia. L'ordine del giorno G105 ha per oggetto il ricongiungimento familiare per le detenute straniere con figli minori. (Applausi dal Gruppo PD).

FLERES (PdL). I disegni di legge in esame affrontano un tema di straordinaria importanza e delicatezza, che deve essere approfondito sulla base dell'esperienza di coloro che lavorano nel settore e che non può essere oggetto di contrapposizioni ideologiche o culturali. Sono in gioco infatti i diritti dei bambini figli di donne detenute, ai quali va garantita la possibilità di vivere con le loro madri, ma ai quali deve essere con ogni mezzo risparmiata la dura esperienza della vita in carcere e il rischio di uno sradicamento dai luoghi di origine. Occorre trovare soluzioni che consentano su tutto il territorio nazionale di eseguire la pena senza gravare il bilancio con la realizzazione di nuove strutture, ma adeguando al meglio le realtà esistenti. L'ordine del giorno G101 impegna il Governo a valutare l'opportunità di istituire una commissione di studio sulle forme di pena alternative; l'ordine del giorno G102 impegna invece il Governo a valutare l'opportunità di estendere le fattispecie di partecipazione a distanza ai dibattimenti giudiziari, al fine di ridurre i costi e le difficoltà legati al trasferimento dei detenuti. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea gli studenti dell'istituto tecnico industriale «Leonardo da Vinci» di Borgomanero, in provincia di Novara, presenti nelle tribune. (Applausi).

PORETTI (PD). I provvedimenti in esame sono stati licenziati dalla Commissione giustizia in modo frettoloso e senza aver svolto i necessari approfondimenti, al fine di pervenire all'approvazione bipartisan di un testo sulle donne detenute nel giorno della festa della donna. Il tema in discussione in realtà riguarda soprattutto i bambini figli di donne detenute, che non hanno nessuna colpa e il cui diritto a stare con le madri deve essere conciliato con le esigenze di sicurezza della società. Il problema è stato già risolto in passato con la previsione degli arresti domiciliari per le madri con bambini piccoli, ma si pone tuttora nel caso di madri senza fissa dimora e non viene risolto adeguatamente dal testo in esame; inadeguata appare anche la soluzione data al problema del ricovero dei minori in ospedale, dal momento che alle madri detenute viene concessa la visita, ma non una forma di assistenza continuativa. Se non si risolvono questi problemi pratici, è inutile varare una nuova legge, la quale peraltro, scritta male e in modo approssimativo, rischia di produrre ulteriori problemi in sede di applicazione. (Applausi dal Gruppo PD).

GERMONTANI (Misto-FLI). Il testo in esame, nell'affrontare un tema delicato e complesso, va nella giusta direzione di cercare un'equilibrata sintesi tra la necessità di garantire la certezza dell'esecuzione della pena e quella di tutelare i diritti dei minori. Costringere un bambino piccolo a vivere in un carcere è un atto contrario ai diritti umani, ma è altrettanto dannoso ed innaturale separare un bambino dalla propria madre. Il problema è stato affrontato da una prima legge del 1975, che consentiva alle detenute di tenere i figli piccoli con sé in carcere, e da un successivo provvedimento del 2001, che ha introdotto, in questi casi, la possibilità della detenzione domiciliare; il problema tuttavia sussiste ancora per le detenute senza fissa dimora o recidive. Il testo in esame migliora la normativa, prevedendo che le misure cautelari o la detenzione possano essere disposte anche all'interno di istituti a custodia attenuata o di case famiglia protette; prevede inoltre la possibilità di visita al figlio minore infermo in caso di imminente pericolo di vita o di gravi condizioni di salute e di assisterlo durante le visite specialistiche.

CARLINO (IdV). L'ordine del giorno G104 sottolinea l'insopportabile situazione, sotto il profilo del numero delle detenute in relazione alla capienza e della dotazione di personale, che si riscontra nelle case circondariali femminili e nelle strutture penitenziarie in generale. Considerato che i problemi delle carceri pregiudicano la finalità rieducativa della pena, l'atto di indirizzo impegna il Governo ad assumere le iniziative necessarie a colmare le dotazioni organiche delle strutture penitenziarie, compresi educatori e psicologi, provvedendo alla stabilizzazione delle lavoratrici precarie; a disporre verifiche affinché sia assicurata l'attuazione del diritto al lavoro in carcere; a reperire risorse per salvaguardare i livelli retributivi degli operatori della giustizia e del settore carcerario e per realizzare progetti di edilizia penitenziaria. (Applausi dal Gruppo IdV).

DIVINA (LNP). Essendo stata ventilata l'ipotesi di rinviare il provvedimento in Commissione, appare inutile addentrarsi nel dettaglio delle singole disposizioni. E' doveroso, invece, sottolineare che la priorità del legislatore deve essere quella di tutelare il diritto dei minori a vivere con i genitori. Giusto è quindi individuare soluzioni alternative alla carcerazione dei genitori di minori, ma forse sarebbe opportuno esaminare più in generale la normativa riguardante la separazione dei figli dai genitori: accade infatti che assistenti sociali revochino la potestà genitoriale con leggerezza eccessiva, anche in casi nei quali un aiuto economico o l'assicurazione di condizioni di vita decenti potrebbero evitare un atto tanto traumatico. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Colli).

DELLA MONICA (PD). Una risoluzione del Consiglio superiore della magistratura che chiede sia allegata ai Resoconti della seduta (v. Allegato B) ha messo in luce le criticità che impediscono alla normativa vigente in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori di valere anche per le detenute straniere a causa della mancanza di strutture di accoglienza ove applicare misure alternative alla detenzione. Pur introducendo ottime previsioni, ad esempio in tema di visite della madre reclusa al minore infermo, il disegno di legge merita un approfondimento sia sotto il profilo della tutela dei diritti del minore, sia sotto il profilo della dotazione finanziaria. Sarebbe opportuno, ad esempio, ascoltare magistrati di sorveglianza, personale della polizia penitenziaria e rappresentanti degli enti locali per creare una rete di accoglienza non solo per le madri con bambini, ma anche per i detenuti in situazioni di salute incompatibili con la carcerazione. Essendo già previsto che la normativa entri in vigore nel 2014, c'è tutto il tempo per migliorarla. (Applausi dal Gruppo PD).

BERSELLI (PdL). La Conferenza dei Capigruppo ha deciso all'unanimità di calendarizzare il provvedimento e di inserirlo all'ordine del giorno dell'Assemblea in occasione della festa della donna. Prendendo atto della volontà di accelerare l'iter del disegno di legge, che non configura in alcun modo un indulto mascherato, gli esponenti della maggioranza in Commissione giustizia, pur nutrendo alcune perplessità, hanno rinunciato a presentare proposte di modifica. Se dovesse essere richiesto un rinvio in Commissione, questo dovrebbe comunque riguardare l'intero provvedimento e non le sole proposte di modifica presentate in Aula, al fine di consentire anche alla maggioranza di contribuire a quel miglioramento del testo cui aveva rinunciato per esigenze di calendarizzazione.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

DELLA MONICA (PD). Propone di rinviare in Commissione i disegni di legge in titolo per due settimane, al fine di valutare meglio l'efficacia delle disposizioni.

BERSELLI (PdL). Non si oppone alla richiesta di rinviare in Commissione l'intero provvedimento approvato dalla Camera dei deputati.

GALLONE, relatrice. E' favorevole alla proposta della senatrice Della Monica, ma si augura che sia rispettato il termine di due settimane.

ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. E' d'accordo con la proposta di rinvio, ritenendo utile un approfondimento anche in vista di una più ampia condivisione del comunque positivo testo approvato dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Non facendosi osservazioni, rinvia in Commissione giustizia i disegni di legge in titolo per un periodo di due settimane, dopo le quali essi saranno nuovamente calendarizzati per l'esame in Aula.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 9 marzo.

La seduta termina alle ore 20,04.