Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1038 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 567 del 15/06/2011


Interrogazioni

ANDRIA, DE LUCA - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

nel territorio della Campania vi sono numerosi giacimenti culturali di straordinario interesse ed eccezionale rilevanza;

le aree archeologiche e gli ambiti monumentali rappresentano motivo di notevole richiamo per i flussi turistici interni ed esteri;

nel periodo più recente sono emerse problematiche relative alla manutenzione dei siti, in particolare di quelli archeologici che hanno fortemente leso l'immagine del Paese: valga per tutti l'esempio del crollo avvenuto a Pompei;

da più parti è stata evidenziata la necessità di una maggiore e più costante attenzione per il patrimonio archeologico, monumentale e storico-artistico campano, soprattutto con riferimento alla manutenzione ordinaria e straordinaria e alle esigenze connesse ad una migliore assistenza dei visitatori, assicurando adeguati fondi per il personale addetto all'accoglienza e all'attività di guida;

l'atto di sindacato ispettivo 3-01637 pubblicato il 12 ottobre 2010, relativo a questioni riguardanti la certosa di Padula in provincia di Salerno, a tutt'oggi non ha ancora ottenuto risposta;

permane - e anzi si è aggravata - la situazione di difficoltà in quel compendio monumentale e quella relativa ai beni culturali insistenti nei territori di Napoli, Benevento e Caserta;

inoltre si continuano ad ignorare le necessità relative alle province di Salerno e Avellino che non risultano in alcun modo destinatarie di finanziamenti attraverso i quali far fronte alle urgenze non più procrastinabili;

considerato che sono certamente condivisibili gli interventi previsti a favore dei siti prescelti in tali province, e più precisamente a Napoli: palazzo Reale, chiesa di San Paolo maggiore, chiesa del Gesù nuovo; a Capri: chiesa di Sant'Anna; a Caserta: Reggia; a Santa Maria Capua Vetere: Ufficio e Museo; a Maddaloni: basilica del Corpus Domini; a Mondragone: palazzo Ducale; a Benevento: teatro romano;

considerato altresì che parimenti condivisibili, in ragione di necessità altrettanto urgenti, sarebbero analoghi interventi in presidi culturali delle altre due province, e, solo per citare alcuni esempi, per quanto attiene ai beni demaniali, certosa di Padula, abbazia benedettina di Cava de' Tirreni, villa Rufolo di Ravello, badia di S. Maria de Olearia a Maiori, villa d'Ayala a Valva, polverificio borbonico di Scafati, mura di Policastro per il salernitano e carcere borbonico di Avellino, Montevergine e Loreto a Mercogliano per l'Irpinia; mentre per quanto attiene ai beni non demaniali, ovvero di proprietà di altri enti: duomo di Salerno, complesso delle ex carceri di Salerno, Castello di Avellino; ed ancora tanti plessi museali necessiterebbero di risorse finanziarie per far fronte alle spese di funzionamento;

evidenziato, infine, che altri ambiti monumentali e spazi espositivi nelle stesse province di Napoli, Caserta e Benevento oltre a quelle di Avellino e Salerno, meriterebbero attenzione, innanzitutto assicurando fondi per interventi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria,

si chiede di sapere:

quale sia stato il criterio per la ripartizione dei fondi tra le province campane;

quali ragioni siano state addotte per giustificare l'esclusione di due territori provinciali al cui interno peraltro sono collocate emergenze culturali di altissimo valore;

in che modo ed entro quali tempi il Ministro in indirizzo intenda sottoporre alla valutazione del competente Consiglio superiore dei beni culturali presso il Ministero iniziative atte a riequilibrare le esigenze dei vari ambiti territoriali campani.

(3-02241)

FILIPPI Alberto, GARAVAGLIA Massimo - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con riferimento alla rivalutazione dei beni d'impresa di cui all'art. 1, commi 469-476, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (legge finanziaria per il 2006), l'effetto della rivalutazione ai sensi del comma 474, in relazione alle aree fabbricabili, è subordinato alla condizione che l'utilizzazione edificatoria dell'area avvenga entro i cinque anni successivi all'effettuazione della rivalutazione stessa;

la circolare del 13 giugno 2006, n. 18, dell'Agenzia delle entrate ha ulteriormente precisato che, in caso di mancata utilizzazione a scopi edificatori dell'area entro il quinquennio successivo alla rivalutazione, si decade dai benefici della rivalutazione ai sensi dell'art. 1, comma 474, della legge citata e, in forza del rinvio contenuto nel comma 476, si applica l'art. 3, comma 3, del decreto ministeriale 19 aprile 2002, n. 86, che prevede l'irrilevanza del maggior valore iscritto, il riconoscimento del credito per l'imposta sostitutiva pagata e la liberazione del saldo attivo,

si chiede di sapere:

se per un'area fabbricabile rivalutata nel 2005, e non edificata nel corso del quinquennio successivo, con conseguente decadimento dai benefici della rivalutazione nel corso dell'esercizio di imposta 2010, il riconoscimento del credito per l'imposta sostitutiva pagata possa essere fatto valere nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2010 (modello Unico 2011), in considerazione del fatto che, stante il dettato della circolare e delle leggi richiamate, la rivalutazione decade ab origine;

se tale credito possa essere chiesto a rimborso dal momento immediatamente successivo alla presentazione della suddetta dichiarazione o, in alternativa, utilizzato in compensazione del pagamento di altri tributi, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, previa istituzione di relativo codice tributo.

(3-02242)