PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
VIESPOLI (CN-Io Sud). L'emendamento 2.0.2000 del Governo ha consentito di trovare un positivo punto di sintesi e di giungere all'approvazione di un provvedimento importante, il cui iter è stato comunque molto lungo. È necessario ora portare avanti un approfondimento di carattere legislativo, raccordando il disegno di legge in esame con la ratifica della Convenzione di Strasburgo ed assumendo scelte all'altezza delle sfide da affrontare. Annuncia pertanto il voto favorevole del suo Gruppo. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud e del senatore Bondi).
LI GOTTI (IdV). Nonostante fosse stato annunciato come una svolta epocale, il provvedimento che l'Assemblea si accinge a votare dimostra che il Governo e la maggioranza non sono in grado di affrontare in modo energico e definitivo un problema delicato e complesso come quello della corruzione, che risulta essere in espansione nel Paese. L'assenza di una volontà seria in tal senso è emersa chiaramente nel corso dell'esame in Aula, dopo un lunghissimo iter in Commissione nel corso del quale sarebbe stato possibile esaminare approfonditamente tutti i risvolti tecnici delle norme in esame. Evidentemente in Parlamento sono presenti due linee culturali: quella di chi, in sintonia con le richieste dei cittadini, aspira ad uno Stato moderno che sia in grado di reprimere i processi di contaminazione della legalità e quella di chi ritiene invece che la corruzione sia funzionale all'economia del Paese e si limita a combatterla a parole, mentre nei fatti ci convive. Il Gruppo Italia dei Valori voterà in modo convinto e sdegnato contro un provvedimento che rappresenta un'offesa al buon senso e all'interesse della collettività. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Baldassarri e D'Alia. Congratulazioni).
BALDASSARRI (Misto-FLI). Il punto centrale del disegno di legge in esame è rappresentato dall'autorità nazionale di controllo: se questa non è realmente indipendente, il provvedimento non ha senso. Evidentemente non può essere indipendente un'autorità i cui membri vengono nominati su proposta del Presidente del Consiglio. D'altra parte, la scelta di non contrastare efficacemente la corruzione è coerente con l'altra scelta adottata recentemente nell'ambito dell'attuazione del federalismo fiscale, la quale consente alle amministrazioni pubbliche di continuare a sperperare risorse, in particolar modo nel settore della spesa sanitaria. Annuncia pertanto il voto contrario del Gruppo. (Applausi dai Gruppi Misto-FLI e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Il provvedimento in esame, annunciato un anno fa come una misura epocale nel contrasto alla corruzione, è rimasto bloccato per molto tempo in Commissione, finché i Gruppi di opposizione non ne hanno sostanzialmente imposto la calendarizzazione in Aula, dove esso è giunto senza relatore ed è stato oggetto di un dibattito che non resterà tra le pagine migliori della storia parlamentare. Metà degli articoli di cui era composto il testo originario sono stati soppressi o stralciati, mentre l'articolo 1, bocciato due volte dall'Aula, è stato ripresentato dal Governo attraverso un emendamento all'articolo 2 discutibile sia dal punto di vista procedurale che contenutistico. La CIVIT, già operativa da due anni, è infatti un organo costoso quanto inutile, i cui membri sono nominati e quindi controllati dall'Esecutivo, e non sarà assolutamente in grado di occuparsi in modo efficace di lotta alla corruzione, cosa che peraltro, se avesse voluto, avrebbe già potuto fare in questi due anni. I restanti articoli sono stati peggiorati nel corso dell'esame in Aula: è il caso in particolare dell'articolo 10, che affronta in modo inadeguato questioni complesse come l'incandidabilità, l'ineleggibilità e l'incompatibilità, attribuendo una delega eccessivamente ampia e discrezionale al Governo. La corruzione è un fenomeno che riguarda tutti e che richiede l'adozione di norme severe che rendano il sistema impermeabile alle infiltrazioni malavitose, quali ad esempio le misure sulla pubblicità patrimoniale di chi esercita funzioni pubbliche e quelle volte ad equiparare i corrotti ai mafiosi. Il Gruppo voterà contro un provvedimento ridicolo, che non contribuisce in alcun modo alla lotta alla corruzione e che finirà probabilmente per essere affossato alla Camera dei deputati. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e dei senatori Pardi e Fosson. Congratulazioni).
PRESIDENTE. É opportuno moderare i toni anche a fronte di provvedimenti non condivisi. (Applausi dei senatori Fluttero e Caselli. Commenti del senatore D'Alia).
MAZZATORTA (LNP). La lotta alla corruzione è un elemento importante nell'agenda dell'Esecutivo e il provvedimento in esame contiene norme efficaci in questa direzione. Il tema non va affrontato in modo demagogico e populista, né con un atteggiamento settario perché interessa trasversalmente tutti gli schieramenti politici. I fenomeni corruttivi si innestano in un contesto di lentezze, inefficienze e opacità che caratterizzano la pubblica amministrazione: per questo la delegificazione normativa posta in essere dal ministro Calderoli ha rappresentato un contributo essenziale nella battaglia contro la corruzione. Allo stesso modo, le misure di contrasto alla criminalità organizzata messe in campo dal ministro Maroni hanno estirpato la base su cui tale fenomeno cresce e si sviluppa. Il provvedimento in esame non consentirà di estirpare la corruzione, ma varrà a limitarla e a circoscriverla. Il Piano nazionale anticorruzione, che si occupa di valutare il grado di rischio di ogni amministrazione e di cercare di ridurlo, darà un apporto fondamentale al contenimento del fenomeno. Notevole importanza assume altresì la previsione di una delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
CASSON (PD). Nonostante il Partito Democratico, insieme alle altre opposizioni, abbia insistito per la calendarizzazione in Aula del provvedimento e abbia assunto un atteggiamento di apertura al confronto per emendare il testo del disegno di legge anticorruzione al fine di addivenire ad un provvedimento più rispondente alle esigenze del Paese, l'Esecutivo ha assunto ancora una volta un atteggiamento di chiusura alle proposte di modifica avanzate dall'opposizione, le quali, peraltro, richiamavano norme di diritto internazionale sottoscritte dall'Italia. In questo modo si è persa l'occasione di dimostrare al Paese e alla comunità internazionale che la politica italiana crede ancora nella possibilità di contrastare il fenomeno della corruzione, uno dei principali fattori di distorsione del mercato e di rallentamento della crescita economica. L'unica proposta dell'opposizione accettata dal Governo è stata la richiesta di porre a capo delle attività di prevenzione dei fenomeni corruttivi un organismo autonomo. Sono stati invece trascurati temi di grande rilievo come il conflitto di interessi dei pubblici amministratori e dei titolari di cariche di Governo, la corruzione nel settore privato, le misure antiriciclaggio, i termini di prescrizione, le misure di trasparenza e prevenzione degli appalti e nella finanza pubblica, la cooperazione tra organismi di indagine e l'inopponibilità del segreto bancario. Il testo in esame appare pertanto arido, incompleto e insufficiente a rispondere alla gravità del fenomeno. Per questo annuncia il voto contrario del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Commenti dal Gruppo PdL).
MUGNAI (PdL). L'approvazione del provvedimento in esame costituisce un ulteriore tassello del percorso, compiuto dal Governo e dalla maggioranza, diretto a consolidare il principio di legalità nella società italiana. Con il testo in votazione l'Italia avrà ottemperato alle richieste provenienti dalla comunità internazionale e potrà recuperare credibilità anche agli occhi dei cittadini italiani, nella consapevolezza che la corruzione costituisce, oltre che un enorme danno di immagine, un forte disincentivo agli investimenti e un ostacolo allo sviluppo economico. Il provvedimento è forse passibile di miglioramenti, ma è il primo testo ad affrontare in modo organico i temi della prevenzione e del controllo ed il delicato rapporto tra corruzione e politica. Non bisogna inoltre dimenticare che il Governo in carica ha ottenuto risultati mai conseguiti prima nel contrastare le possibili interferenze tra criminalità organizzata e pubblica amministrazione. Per queste ragioni e costatando che quando l'opposizione abbandona posizioni pregiudiziali il Parlamento può adempiere al meglio alle proprie funzioni nell'interesse del Paese, annuncia il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2156, nel testo emendato, con l'intesa che la Presidenza è autorizzata ad effettuare i coordinamenti necessari. (Applausi dal Gruppo PdL). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 2044, 2164, 2168, 2174, 2340 e 2346.