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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 567 del 15/06/2011


PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2156, ricordando che nella seduta di ieri sono stati stralciati gli articoli 7, 8 e 9 e sono stati accantonati gli articoli 10, 11, 12 e 13. Il Governo ha inoltre presentato l'emendamento 2.0.2000. Nella seduta antimeridiana dell'8 giugno la Presidenza ha dichiarato la improponibilità degli emendamenti 10.300, 10.0.2, 10.0.5, 10.0.253, 11.6, 11.0.5, 11.0.1, 11.0.50, 11.0.51, 12.253, 12.0.500, 12.0.14, 12.0.15, 12.0.17, 12.0.16, 12.0.100 e 12.0.18.

THALER AUSSERHOFER, segretario. Dà lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sugli ulteriori emendamenti presentati al disegno di legge (v. Resoconto stenografico).

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento aggiuntivo 2.0.2000 e delle proposte di modifica e dell'ordine del giorno ad esso riferiti, ricordando che sugli emendamenti 2.0.2000/1 e 2.0.2000/8 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

SPADONI URBANI (PdL). Illustra l'emendamento 2.0.2000/7 che estende il principio della rotazione dei dirigenti a tutte le amministrazioni, senza limitarlo ai settori esposti al rischio di corruzione.

AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 2.0.2000, che consente di dare attuazione ad impegni internazionali e garantisce, attraverso la procedura di nomina, l'indipendenza della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche. Invita a ritirare l'emendamento 2.0.2000/3; è favorevole all'emendamento 2.0.2000/7, mentre è contrario alle restanti proposte emendative. Accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno G2.0.100.

PRESIDENTE. L'emendamento 2.0.2000/1 è improcedibile.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Dichiara voto favorevole all'emendamento 2.0.2000/2 che è volto a sopprimere il comma 2 dell'emendamento governativo. Per ottemperare alle prescrizioni della Convenzione ONU contro la corruzione e per garantire efficacia al controllo, l'azione di prevenzione e vigilanza deve essere affidata ad un'autorità indipendente dall'Esecutivo. La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, istituita dalla legge Brunetta, non può svolgere attività di controllo perché è dipendente dal punto di vista strutturale e funzionale dagli organi dell'Esecutivo. L'argomento di natura finanziaria con cui il Governo motiva la contrarietà all'istituzione di un'agenzia autonoma non è accettabile: la lotta alla corruzione potrebbe recuperare alle casse dello Stato circa sessanta miliardi l'anno. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e dei senatori Baldassarri e Pistorio).

BRUNO (Misto-ApI). Sono state avanzate da più parti perplessità sia in merito all'effettiva indipendenza della CIVIT, i cui membri vengono nominati dall'Esecutivo, sia in merito agli elevati costi di funzionamento di tale struttura, che potrebbero essere meglio impiegati per costituire un'autorità effettivamente indipendente. Annuncia pertanto il voto favorevole sull'emendamento 2.0.2000/2, che propone di eliminare l'attribuzione alla CIVIT del ruolo di autorità nazionale anticorruzione ai sensi della Convenzione dell'ONU e dalla Convenzione di Strasburgo sulla corruzione. (Applausi dal Gruppo Misto-FLI e dei senatori D'Alia e Pistorio).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della Scuola di formazione all'impegno sociale e politico della diocesi di Brescia e Val Camonica, presenti nelle tribune. (Applausi).

A causa del persistente brusìo, sospende brevemente la seduta. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).

La seduta, sospesa alle ore 17,12, è ripresa alle ore 17,23.

BALDASSARRI (Misto-FLI). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.0.2000/2, in quanto la CIVIT non è un organo indipendente rispetto all'Esecutivo e non appare quindi in grado di svolgere con efficacia il ruolo di autorità nazionale anticorruzione. Una rilevante quota di spesa pubblica, identificabile in precise voci di bilancio, è oggetto ogni anno di truffe e malversazioni: per questo la decisione di non dotarsi di un'autorità effettivamente indipendente appare coerente con la recente scelta, adottata presso la Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, di identificare i costi standard con la spesa storica degli ultimi anni, garantendo così alle amministrazioni pubbliche gli spazi per continuare con le malversazioni e gli sprechi, sulla base di un interesse corporativo connivente e trasversale. (Applausi dai Gruppi Misto-FLI e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e dei senatori Bruno e Pistorio).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). La bocciatura dell'articolo 1 da parte dell'Aula aveva aperto la strada ad una revisione complessiva dell'impianto del disegno di legge in esame, finalizzata alla costituzione di un'autorità davvero indipendente che vigilasse per ridurre le dimensioni dell'attività corruttiva, che pesa non solo sull'etica pubblica, ma anche sull'economia del Paese. Invece, nonostante l'atteggiamento costruttivo e ragionevole delle forze di opposizione, volto a trovare una via d'uscita nell'interesse del Paese, il Governo e la maggioranza hanno adottato una soluzione, attraverso la presentazione dell'emendamento 2.0.2000, criticabile sia nel metodo che nel merito. Annuncia pertanto il voto favorevole sull'emendamento 2.0.2000/2. (Applausi dai Gruppi Misto-FLI e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).

LI GOTTI (IdV). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 2.0.2000/2 che, proponendo la soppressione del comma 2 dell'emendamento 2.0.2000, va nella direzione di individuare un'autorità anticorruzione realmente indipendente, che non sia emanazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche se suscita qualche perplessità il fatto che i suoi componenti dovrebbero essere nominati dai Presidenti dei due rami del Parlamento, soluzione che l'esperienza ha dimostrato non essere, al di là delle intenzioni dei Presidenti, garanzia di imparzialità e terzietà. (Applausi dal Gruppo IdV).

L'emendamento 2.0.2000/2 risulta respinto. (Applausi ironici del senatore Baldassarri).

PRESIDENTE. L'emendamento 2.0.2000/3 è stato ritirato.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'emendamento 2.0.2000/4 propone di sopprimere il comma 3 dell'emendamento 2.0.2000, che dovrebbe dare caratterizzazione all'autonomia e indipendenza della CIVIT. Tale disposizione non prevede tuttavia la possibilità per l'organismo di erogare sanzioni ai soggetti vigilati in caso di loro inottemperanza alle sue deliberazioni né di avvalersi di strumenti coercitivi che consentano di concretizzare l'attività di vigilanza. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e Misto-FLI e dei senatori Pistorio e Bruno).

L'emendamento 2.0.2000/4 risulta respinto.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'emendamento 2.0.2000/5 propone di abolire il comma 4 dell'emendamento 2.0.2000, in cui si attribuisce la definizione della strategia di contrasto alla corruzione al Comitato interministeriale diretta emanazione della Presidenza del Consiglio. Tale comma va soppresso perché è inaccettabile che un ente controllato definisca le modalità con cui si esercitano le funzioni di controllo. (Applausi della senatrice Germontani).

Gli emendamenti 2.0.2000/5 e 2.0.2000/6 risultano respinti.

AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Propone una riformulazione dell'emendamento 2.0.2000/7, prevedendo nei settori esposti alla corruzione la rotazione dei dirigenti e dei funzionari.

AZZOLLINI (PdL). A nome della Commissione bilancio, esprime parere di nulla osta sulla riformulazione proposta dal Governo.

SPADONI URBANI (PdL). Accoglie la riformulazione dell'emendamento 2.0.2000/7 proposta dal Governo (v. testo 2 nell'Allegato A).

VIESPOLI (CN-Io Sud). Sottoscrive, a nome del Gruppo, l'emendamento 2.0.2000/7 (testo 2).

Il Senato approva l'emendamento 2.0.2000/7 (testo 2).

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'emendamento 2.0.2000/8 propone di sopprimere il comma 6 dell'emendamento 2.0.2000, che appare incongruente in quanto afferma che dalle norme previste non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Tale disposizione rende inefficace il contrasto alla corruzione, perché gli organi preposti a tale attività non saranno nelle condizioni di poter svolgere indagini capillari né di assumere personale qualificato; si potrebbero invece prelevare delle risorse dal Fondo unico giustizia per avviare l'attività dell'autorità e finanziarla attraverso la confisca dei beni dei corrotti. Ne chiede la votazione ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI, Misto-FLI e Misto MPA-AS e del senatore Pardi).

L'emendamento 2.0.2000/8 risulta respinto.

FINOCCHIARO (PD). Il Gruppo avrebbe certamente preferito l'approvazione degli emendamenti dell'opposizione che istituivano una autorità indipendente anticorruzione. Ma, visto che questi sono stati bocciati dalla maggioranza e considerato che con la normativa vigente le funzioni di contrasto alla corruzione sono affidati al Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio, il Gruppo PD voterà a favore dell'emendamento 2.0.2000, frutto dell'azione incalzante delle opposizioni, che stabilisce la separazione strutturale e sistematica tra le funzioni di coordinamento e quelle di vigilanza e controllo sulla pubblica amministrazione in funzione di contrasto ai fenomeni corruttivi. Benché ancora perfettibile, in quanto mancano le sanzioni, questo provvedimento consente al Paese di compiere un passo avanti nell'adeguamento del proprio ordinamento alle normative internazionali. Nonostante le perplessità espresse da alcuni colleghi, la CIVIT è composta da soggetti che hanno le caratteristiche di indipendenza previste dalla legge e la loro procedura di nomina prevede il voto a maggioranza qualificata delle competenti Commissioni parlamentari. (Applausi dal Gruppo PD).

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). La CIVIT non è un'autorità indipendente perché i suoi componenti sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Governo: si tratta dunque di un atto di natura non presidenziale ma politica, sotto il profilo formale e sostanziale. Di fatto la nomina è effettuata da soggetti che devono esser controllati dall'organo nominato. Inoltre, i membri della Commissione non hanno l'obbligo di esclusiva, come invece avviene per tutte le altre Autorità indipendenti i cui componenti devono cessare dalle altre loro attività. L'emendamento del Governo sembra individuare un soggetto ben differente da quello immaginato dalla Convenzione ONU sulla corruzione, perché è privo di una reale indipendenza finanziaria, gestionale e nel rapporto con l'Esecutivo, e di poteri di coercizione e di sanzione. Per queste ragioni, il Gruppo voterà contro l'emendamento 2.0.2000. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e del senatore Russo).

LI GOTTI (IdV). Il fatto che nella procedura di nomina dei componenti della CIVIT sia previsto il parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari con voto a maggioranza qualificata rappresenta una sufficiente garanzia di autonomia. Suscita invece perplessità il fatto che le modalità di organizzazione e le norme regolatrici della gestione finanziaria dell'organismo siano stabilite con decreto ministeriale, perché ciò configura uno scenario in cui l'autonomia dell'istituto vigilante è sottoposta alla volontà di un soggetto da esso controllato. Per queste ragioni il Gruppo Italia dei Valori si asterrà sull'emendamento 2.0.2000. (Applausi dal Gruppo IdV).

BALDASSARRI (Misto-FLI). Le argomentazioni riportate dalla senatrice Finocchiaro a sostegno dell'emendamento 2.0.2000 non sono sufficienti perché esso possa essere accolto. L'Italia resta l'unico Paese europeo ad affidare il controllo anticorruzione sulla pubblica amministrazione ad un organismo dipendente dall'Esecutivo. L'intesa raggiunta dal Governo con parte dell'opposizione suscita notevoli perplessità. (Applausi del senatore De Angelis. Commenti dal Gruppo PD).

VIESPOLI (CN-Io Sud). È apprezzabile il risultato politico che scaturisce dal dibattito svolto sulla materia oggetto dell'emendamento in esame. Le valutazioni espresse dalla senatrice Finocchiaro e l'intesa cui parte dell'opposizione è pervenuta con il Governo rappresentano un passo avanti nella lotta alla corruzione. Il Gruppo Coesione Nazionale-Io Sud voterà pertanto a favore dell'emendamento. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud e del senatore Asciutti. Congratulazioni).

BRUNO (Misto-ApI). E' lecito dubitare dell'efficacia della CIVIT, la cosiddetta Commissione antifannulloni voluta dal ministro Brunetta, quale strumento di lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione, non avendo finora essa inciso su alcuna delle disfunzioni per combattere le quali è stata istituita. La storia parlamentare ha più volte dimostrato che le intese tra maggioranza e parte dell'opposizione non necessariamente producono vantaggi per il Paese:quelle assunte per garantire l'indipendenza della RAI ne sono un esempio. Non avrà effetti concreti neppure la norma in approvazione, che vorrebbe affidare un compito come la lotta alla corruzione alla CIVIT. Esprime pertanto il voto contrario del Gruppo sull'emendamento. (Applausi dal Gruppo Misto-ApI).

GASPARRI (PdL). L'intesa tra Governo e parte dell'opposizione, che non può essere assolutamente considerata un "inciucio" tra i due schieramenti, è stata fortemente voluta dalla maggioranza nel rispetto della valutazione fatta dopo la bocciatura dell'articolo 1. La norma, infatti, affidando alla CIVIT funzioni di lotta alla corruzione, consentirà a tale organismo di rafforzare il proprio ruolo di controllore sulla pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo PdL).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI), il Senato approva l'emendamento 2.0.2000, nel testo emendato. (Applausi ironici del senatore Baldassarri).

FINOCCHIARO (PD). L'ordine del giorno G2.0.100 impegna il Governo a destinare parte dei finanziamenti previsti dal decreto legislativo istitutivo della CIVIT alle nuove funzioni di lotta alla corruzione assegnate a tale organismo, le cui caratteristiche di autonomia e di indipendenza sono ulteriormente garantite dalla previsione di una incompatibilità per chi possa avere, anche solo potenzialmente, un conflitto d'interesse con la Commissione. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.0.100 non è posto in votazione.

Riprende l'esame dell'articolo 10 (Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, ed al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1993, n. 533), precedentemente accantonato.

LI GOTTI (IdV). Gli emendamenti presentati dal Gruppo Italia dei Valori intendono correggere l'intero impianto dell'emendamento 10.251 (testo 2). Esso, infatti, affida al Governo una delega in bianco per regolare l'incandidabilità alle cariche di parlamentare nazionale e di amministratore degli enti locali, riconoscendo in tal modo all'Esecutivo una inammissibile discrezionalità nella predisposizione di norme che dovrebbero garantire l'affidabilità dei rappresentanti del popolo. Le modifiche presentate dal Gruppo all'emendamento 10.251 (testo 2) intendono inoltre estendere le condizioni che determinano i principi di incandidabilità anche a chi viene proposto per ricoprire cariche di Governo, a fronte del fatto che l'ordinamento italiano non prevede ancora alcun codice di condotta per i membri dell'Esecutivo, come recentemente stigmatizzato anche dal gruppo GRECO in sede di Consiglio europeo.

Presidenza del vice presidente NANIA

SANNA (PD). Le misure proposte dall'emendamento 10.251 (testo 2) sono del tutto inadeguate per affrontare un problema che attiene alla credibilità ed all'onorabilità del Parlamento e degli organi rappresentativi locali. Poiché l'esperienza ha ampiamente dimostrato che la normativa in tema di ineleggibilità è inefficace, occorre introdurre il principio della incandidabilità a seguito di condanna per gravi reati, condizione personale da verificare in sede di presentazione delle liste agli uffici elettorali. Affidare al Governo una delega del tutto discrezionale in materia di incandidabilità, libera da qualsiasi indicazione e condizione, è un atto improprio che esautora l'istituzione parlamentare dal diritto di scriversi da sola le regole che ne disciplinano composizione e funzionamento. Peraltro, la Costituzione vieta che la materia elettorale sia oggetto di delega legislativa. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dà disposizione agli Uffici del Senato di procedere alla correzione dell'errore materiale comparso nella odierna Rassegna delle agenzie per l'Aula dell'Ufficio stampa del Senato con il quale si indicava come soggetto indagato in un procedimento giudiziario il senatore Palma.

MALAN (PdL). L'emendamento 10.251 (testo 2), al fine di rendere omogenee le disposizioni dei diversi livelli istituzionali, conferisce una delega al Governo per riordinare la materia relativa all'incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di governo in conseguenza di sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. L'emendamento proposto non riguarda il sistema elettorale, per il quale l'articolo 72 della Costituzione prevede la riserva di legge, ma le candidature e quindi la delega al Governo non solo è ammissibile, ma è anche lo strumento normativo più adeguato, stante la complessità della materia. Si augura che l'Esecutivo sia rapido e rigoroso nell'attuazione dei principi sanciti dall'emendamento e disponibile al confronto con le Commissioni parlamentari. Condivide l'estensione dei divieti anche all'assunzione di incarichi di Governo proposta dal senatore Li Gotti, del resto coerente con la rubrica del nuovo articolo. (Applausi dal Gruppo PdL).

POLI BORTONE (CN-Io Sud). La delega per riordinare la materia dell'incandidabilità dovrebbe riguardare anche i parlamentari europei.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 10.251 (testo 2) e 10.251 (testo 2)/13. E' favorevole inoltre all'emendamento 10.251 (testo 2)/16, sebbene ritenga che i magistrati non dovrebbero più esercitare funzioni giurisdizionali nel territorio di enti locali nei quali abbiano ricoperto cariche elettive e di governo. (Applausi dal Gruppo PdL). Invita a ritirare i restanti emendamenti.

CASSON (PD). Condivide le proposte in tema di incandidabilità su cui il Gruppo ha presentato organiche proposte di legge.

LEGNINI (PD). Fin qui la Presidenza ha esercitato un vaglio rigoroso di ammissibilità degli emendamenti: la proposta di modifica 10.251 (testo 2)/16, che riguarda l'incandidabilità dei magistrati, appare estranea alla materia della lotta alla corruzione.

Gli emendamenti 10.1 (testo corretto) e 10.2 risultano respinti.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Dichiara voto favorevole all'emendamento 10.3 che propone di estendere il regime relativo alla confisca dei beni dei mafiosi ai proventi di attività delittuose contro la pubblica amministrazione. La previsione di verifiche in ordine alla situazione economica e patrimoniale di chi svolge funzioni pubbliche è concreta misura di trasparenza e lotta alla corruzione; inoltre, determinando effetti sul diritto di elettorato attivo e passivo, è più efficace delle norme sulla incandidabilità dell'emendamento Malan.

BALBONI (PdL). Ritira l'emendamento 10.250.

Gli emendamenti 10.3 e 10.251 (testo 2)/1 risultano respinti.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.251 (testo 2)/2, 10.251 (testo 2)/3, 10.251 (testo 2)/4 e 10.251 (testo 2)/5 sono stati ritirati.

Gli emendamenti da 10.251 (testo 2)/6 a 10.251 (testo 2)/12, nonché gli emendamenti 10.251 (testo 2)/14 e 10.251 (testo 2)/15 risultano respinti.

Il Senato approva l'emendamento 10.251 (testo 2)/13.

SALTAMARTINI (PdL). Ritira l'emendamento 10.251 (testo 2)/16. (Applausi del senatore Legnini).

BOSCETTO (PdL). Per disciplina di Gruppo voterà a favore dell'emendamento 10.251 (testo 2) di cui non condivide tuttavia il contenuto. Il concetto di incandidabilità, infatti, è estraneo alla Costituzione che, all'articolo 65, afferma che la legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Carrara).

MAZZATORTA (LNP). Dichiara il convinto voto favorevole del Gruppo all'emendamento 10.251 (testo 2). Il concetto di incandidabilità è già presente nell'ordinamento, all'articolo 58 del testo unico degli enti locali. Le obiezioni dell'opposizione sull'utilizzo della delega sono infondate e del resto emendamenti e disegni di legge presentati dallo stesso senatore Li Gotti in tema di incandidabilità prevedono la delega legislativa al Governo, che effettivamente appare lo strumento normativo adeguato per regolare nel loro complesso le cause di ineleggibilità, incompatibilità e incandidabilità, attualmente fonte di distonie e palesi contraddizioni. (Applausi dal Gruppo LNP).

CECCANTI (PD). Sulla materia elettorale la Costituzione prevede una riserva di legge: la limitazione del diritto di elettorato passivo non può dunque avvenire attraverso una delega e il Parlamento non deve abdicare al proprio ruolo. L'esempio invocato dal senatore Mazzatorta non è calzante, avendo la delega esercitata in materia di elezione degli enti locali natura meramente ricognitiva sulla legislazione vigente. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e dei senatori Astore e Pistorio).

BIANCO (PD). Si associa alle considerazioni del senatore Ceccanti. La delega per il testo unico degli enti locali era finalizzata a riordinare le norme, senza alcuna facoltà di innovazione. (Applausi del senatore Gasbarri).

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Conferendo una delega in bianco al Governo, l'emendamento 10.251 (testo 2) viola l'articolo 65 della Costituzione, che prevede una riserva assoluta di legge in materia elettorale, e l'articolo 76, che impone la determinazione di precisi criteri direttivi: l'emendamento invece affida genericamente al Governo il compito di stabilire la durata e i casi di incandidabilità. Inoltre, per coerenza con la decisione di stralciare alcuni articoli del provvedimento riguardanti gli enti locali, l'Assemblea dovrebbe rinviare alla Carta delle autonomie anche la materia dei requisiti di accesso alle cariche elettive locali. Infine, la proposta emendativa rischia di generare confusione perché introduce il concetto di incandidabilità senza specificare a quali organi spetti la relativa valutazione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e del senatore Pardi).

LI GOTTI (IdV). L'emendamento 10.251 (testo 2) è inaccettabile, in quanto contiene una delega al Governo eccessivamente ampia su un tema delicato qual è quello dell'incandidabilità, senza prevedere adeguati principi e criteri direttivi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

PRESIDENTE. Comunica che l'Ufficio stampa del Senato ha corretto nella Rassegna agenzie per l'Aula l'erroneo riferimento al senatore Palma.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 10.251 (testo 2), nel testo emendato interamente sostitutivo dell'articolo 10, con conseguente preclusione degli emendamenti 10.252 e 10.11.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti all'articolo 10 erano stati ritirati.

Gli emendamenti 10.0.2 (testo 2) e 10.0.3 risultano respinti.

POLI BORTONE (CN-Io Sud). Chiede al rappresentante del Governo se è favorevole ad un'eventuale trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 10.0.252.

VIESPOLI (CN-Io Sud). L'emendamento 10.0.252 non è stato ancora ritirato, in attesa di sapere se il Governo è disponibile ad accogliere un eventuale ordine del giorno.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accoglierebbe un ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento 10.0.252.

POLI BORTONE (CN-Io Sud). Trasforma l'emendamento 10.0.252 nell'ordine del giorno G10.0.252 (v. Allegato B).

L'emendamento 10.0.4 risulta respinto.

PRESIDENTE. L'emendamento 10.0.250 è stato ritirato.

POLI BORTONE (CN-Io Sud). Ritira l'emendamento 10.0.251.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 11 (Modifiche all'articolo 58 del testo unico), precedentemente accantonato. Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 11, ad eccezione dell'emendamento 11.400, interamente soppressivo, verrà messo ai voti il mantenimento dello stesso articolo 11.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere favorevole alla soppressione dell'articolo.

Il mantenimento dell'articolo 11 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 12 (Modifiche al codice penale), precedentemente accantonato.

VALENTINO (PdL). Ritira tutti gli emendamenti a sua firma.

PRESIDENTE. Tutti gli altri emendamenti riferiti all'articolo 12 sono stati ritirati, ad eccezione degli emendamenti 12.252 e 12.0.2.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Invita a ritirare anche gli emendamenti 12.252 e 12.0.2.

BRUNO (Misto-ApI). Ritira l'emendamento 12.252.

Il Senato approva l'articolo 12.

L'emendamento 12.0.2 risulta respinto.

DELLA MONICA (PD). Il Gruppo PD ha ritirato tutti gli emendamenti all'articolo 12 perché ritiene che il provvedimento sia stato svuotato di significato e non serva più a nulla.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si riserva di riconsiderare le modifiche al codice penale in materia di corruzione propria e impropria, concussione, istigazione alla corruzione e traffico di influenze illecite nel corso dell'esame del provvedimento presso la Camera dei deputati, anche alla luce di un impegno assunto con l'OCSE. Rileva comunque come sul provvedimento in esame i Gruppi abbiano dimostrato positive capacità di confronto costruttivo e di correzione in corso d'opera.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Ricorda di aver comunicato in precedenza il ritiro degli emendamenti del suo Gruppo riferiti all'articolo 12, per la stessa ragione espressa dalla senatrice Della Monica.

Il Senato approva l'articolo 13 (Clausola di invarianza).

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'ordine del giorno G101, precedentemente accantonato.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Accoglie l'ordine del giorno G101, a condizione che vengano apportate alcune modifiche al testo (v. Resoconto stenografico).

BRUNO (Misto-ApI). Accetta le modifiche proposte dal rappresentante del Governo (v. testo 2 nell'Allegato A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G101 (testo 2), accolto dal Governo, non viene posto ai voti.

Sospende brevemente i lavori.

La seduta, sospesa alle ore 19,50, è ripresa alle ore 20.