BALDASSARRI (Misto-FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALDASSARRI (Misto-FLI). Signora Presidente, come sa, non sono un giurista, però riesco a leggere attentamente un testo in lingua italiana. E il testo che ho letto mi pare in tutto e per tutto quello cui faceva riferimento il collega D'Alia, non altri testi cui hanno fatto riferimento diversi colleghi.
Mi permetto di far notare che il Presidente della Repubblica nomina anche i Ministri del Governo, ovviamente su indicazione del Presidente del Consiglio dei ministri. Quindi il fatto che il Presidente della Repubblica ratifichi una proposta dell'Esecutivo non caratterizza l'indipendenza di questa autorità. La cosa che sta accadendo in quest'Aula è che saremo l'unico Paese che introduce un'autorità dipendente - non indipendente - contrariamente a quanto previsto dalla Convenzione ONU.
Chiudo con due osservazioni. Personalmente non accetto una delle valutazioni della collega Finocchiaro (mentre le altre sono legittime, anche se non le condivido): quella nella quale faceva riferimento alla possibilità che, andando alla Camera, riappaia il testo originario del Governo. Credo che due errori, uno commesso in Senato in questo momento e uno futuribile, possibile, che potrebbe commettere in termini peggiorativi la Camera, non fanno certamente una cosa giusta. La decisione autonoma del Senato non può avere retropensieri rispetto alla Camera: semmai ha il concreto risultato, che appare nel colore dei voti del tabellone, concordato nell'anticamera.
Mi viene soltanto una battuta, signora Presidente. Nella mia regione, per uno sparuto gruppo di cittadini della città di Pesaro - poca gente rispetto alla nobiltà di quella città - che svolgono attività illecite di furto si utilizza un antico proverbio: di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme. È questo quel che vedo in questa Aula oggi. (Applausi del senatore De Angelis. Commenti dal Gruppo PD).