LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il collega D'Alia non ha letto un altro testo. Stiamo esaminando questo testo forse con una leggera omissione, che è comunque rilevante. L'autorità, individuata nella Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, è composta da cinque membri nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, previo - questo è un passaggio importante - parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti. La disposizione, quindi, non prevede «sentite le Commissioni», ma «previo parere favorevole» delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti. Pertanto, sotto l'aspetto dell'autonomia il percorso mi sembra offrire delle garanzie.
Ciò che rimane, tale da dare adito a profondi dubbi, è il fatto che la Commissione oggi individuata quale Autorità di contrasto nazionale alla corruzione ha già attualmente dei compiti corposi. È infatti scritto che la Commissione definisce con propri regolamenti le norme concernenti il proprio funzionamento e determina altresì i contingenti di personale di cui avvalersi, entro il limite massimo di 30 unità, per le attività che già svolge. Ora le si assegnano molte altre attività. Nei limiti della disponibilità del bilancio, la Commissione può altresì avvalersi di non più di dieci esperti di elevata professionalità ed esperienza sui temi della misurazione e della valutazione della performance, della prevenzione e della lotta alla corruzione, con contratti di diritto privato e di collaborazione autonoma. Il cordone della borsa è quindi rilevante: si lascia un organismo con le dotazioni che ha e con gli incarichi, attuali e gli si danno nuovi e gravosi incarichi, estremamente essenziali per la lotta a ciò che noi riteniamo un pericolo veramente mortale per la nostra economia - la corruzione - il cui ammontare è stimato dai 60 ai 100 miliardi di euro l'anno. La Corte dei conti sostiene che ognuno di noi paga un costo di 1.000 euro all'anno a causa della corruzione esistente nel nostro Paese.
Ciò che mi preoccupa, relativamente all'istituzione della Commissione cui vengono conferite queste ulteriori attività, è come potrà lavorare. Con quali strumenti? Si tratta di attività di controllo della pubblica amministrazione. Nella legge istitutiva della Commissione che oggi noi individuiamo quale Autorità si prevede quanto segue: «Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di organizzazione, le norme regolatrici dell'autonoma gestione finanziaria della Commissione e fissati i compensi per i componenti». Ciò significa che l'autonomia di questo organismo è condizionata dal rubinetto, che può essere aperto o chiuso proprio da una di quelle amministrazioni che è soggetta al controllo dell'autorità nominata, perché è il Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia, che stabilisce le modalità di organizzazione della commissione e la sua autonomia finanziaria e fissa addirittura i compensi per i componenti. Ossia, il controllato paga il proprio controllore e gli stabilisce il compenso!
Obiettivamente, è vero, è un passo avanti rispetto all'esistente: è comunque un'altra autorità che si individua, che non è quella di riferimento della Presidenza del Consiglio: ma, così com'è, abbiamo una Commissione in libertà vigilata, che potrà lavorare se, come e quando chi la potrà far funzionare attraverso le risorse economiche lo vorrà. Questo è un grosso limite della soluzione adottata.
In coerenza con il voto che l'Italia dei Valori ha espresso sulla proposta del collega D'Alia, pur prendendo atto delle sagge considerazioni della presidente Finocchiaro, e apprezzandole, esprimiamo un voto di astensione. (Applausi dal Gruppo IdV).