BOSCETTO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOSCETTO (PdL). Signor Presidente, desidero evidenziare che la mia posizione sul piano concettuale è in contrasto con quella contenuta nell'emendamento del senatore Malan. Poi, ovviamente, per disciplina di Gruppo, lo voterò, però mi pare che si stia dimenticando tutto il contesto dogmatico nell'ambito del quale da anni si sta discutendo sul concetto di incandidabilità. Poiché l'articolo 65 della Costituzione, come è noto a tutti, parla di ineleggibilità e di incompatibilità, la molto prevalente dottrina sostiene che per far entrare a livello costituzionale nei confronti di deputati e senatori la categoria della incandidabilità bisogna cambiare l'articolo 65 della Costituzione e quindi aggiunge, per i deputati e i senatori, alle categorie della ineleggibilità e dell'incompatibilità anche quella della incandidabilità. Questo perché è diversa - come è ovvio - la posizione di chi è ineleggibile da quella di chi non può neppure candidarsi. E allora bisogna che questo concetto entri a livello costituzionale.
Su questa base tutti i tentativi che negli anni si sono proposti per fare rientrare questa categoria a livello di legge ordinaria - tra l'altro con riferimento ai deputati e ai senatori e non ai consiglieri regionali, provinciali, comunali e via dicendo - non hanno mai avuto un esito favorevole. E infatti l'emendamento del quale sto parlando nella sua prima versione, senatore Malan, riguardava, per i deputati e i senatori, soltanto la ineleggibilità.
Ora, nel testo 2 si trova il concetto di incandidabilità e io ritengo che stiamo facendo un'operazione non compatibile costituzionalmente, come ha ricordato anche il senatore Sanna quando ha citato una sentenza della Corte costituzionale che si doleva del fatto che non ci fosse a livello costituzionale la categoria della incandidabilità.
Per ovviare a tutto questo probabilmente saremmo ancora in tempo per espungere questo concetto dall'emendamento del senatore Malan. Ci troviamo ad un punto nel quale è fondamentale non dimenticare questi principi e io ho voluto, dopo aver sostenuto i principi medesimi per tanti anni, sia al Senato sia alla Camera, non lasciar passare questa novità fra capo e collo in un secondo testo di un emendamento, perché non sarebbe compatibile con tutto quello che negli anni io e tanti colleghi abbiamo sostenuto.
In conclusione, ripeto, voterò a favore dell'emendamento per disciplina di Gruppo, ma il mio voto sarà concettualmente non conforme, salvo che non si realizzino condizioni di modifica. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Carrara).