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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 567 del 15/06/2011


LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, sarò molto breve. Sollecito quest'Aula a considerare se è mai possibile che si introduca la categoria della incandidabilità, precisando per quali reati ma aggiungendo che, con delega, sarà il Governo a stabilire «se del caso» anche altre ipotesi (e non indichiamo quali). Inoltre, consentiamo al Governo stesso di stabilire quanto debba durare l'incandidabilità: in tal modo, il Governo potrebbe anche decidere una durata di 15 giorni, e avrebbe comunque rispettato la delega.

Ancora, deleghiamo il Governo a «valutare (...) l'introduzione di ulteriori ipotesi di incandidabilità» per le cariche di cui alla lettera f) e a «individuare (...) le ipotesi di incandidabilità alle elezioni regionali e di divieto di ricoprire cariche negli organi politici di vertice delle regioni conseguenti a sentenze definitive di condanna».

Deleghiamo quindi al Governo una serie di decisioni, ma senza stabilire i principi - che devono essere contenuti nella delega - cui deve attenersi il delegato. Dare una delega non significa consentire che il delegato faccia ciò che vuole in una determinata materia.

Con questo articolo, si introduce il principio di incandidabilità, e poi si prevede che sarà il Governo a decidere come applicarla. Ma non possiamo fare in questo modo! Colleghi, stiamo legiferando in una materia delicatissima, quella dell'elettorato passivo: le regole deve stabilirle il Parlamento, non possiamo lasciare che lo faccia il Governo! E poi attribuiamo all'Esecutivo anche il compito di decidere se l'incandidabilità dura un mese, 45 giorni o 7 giorni, come per l'avviso di licenziamento.

Insomma, facciamo le cose per bene. Per favore, ritirate questo emendamento: è veramente indecente! (Applausi dai Gruppi IdV e PD).