BALDASSARRI (Misto-FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALDASSARRI (Misto-FLI). Signor Presidente, quanto al giudizio che diamo su questo provvedimento, non faccio altro che richiamare le precedenti dichiarazioni.
Al di là del fatto che una legge che confermi che anche nella pubblica amministrazione non si dovrebbe rubare mi pare quantomeno imbarazzante, certamente il tema di fondo è quale sia il controllore rispetto ai soggetti controllati. Come già ho avuto modo di dire, è proprio questo il punto sul quale cade la legge. Infatti, se l'Authority non è indipendente, che senso ha varare una legge del genere? E non mi si venga a dire, signor Presidente, che poiché è il Presidente della Repubblica che, su proposta dell'Esecutivo, nomina i membri dell'Authority, allora si modifica radicalmente la versione iniziale, dove era ancora più palese che l'Autorità era inserita nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Come ho già detto, non sono un giurista: leggo però attentamente, e credo di capire la lingua italiana. Apprezzo gli sforzi di arrampicamento sugli specchi per giustificare quel delicato passaggio di prima, che ho definito inciucio, coerente con precedenti inciuci con i quali ci si garantiva il malloppo della spesa pubblica, soprattutto in termini di spesa regionale e di spesa nel settore della sanità. Con questa legge si dà quasi l'assicurazione che, oltre a garantire il malloppo, ci si garantisce in parte l'immunità, visto che l'Autorità che dovrebbe controllare non è indipendente.
Il giudizio su quanto questo sia coerente con la Convenzione ONU non posso lasciarlo ai giuristi, ma lo lascio al buon senso. Fuori da questo Paese la parola indipendenza significa cose precise. Forse in questo Paese qualcuno interpreta la parola indipendenza come "dipende", "ma anche". Non credo di poter condividere, e annuncio il voto contrario del mio Gruppo. (Applausi dai Gruppi Misto-FLI e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).