BRUNO (Misto-ApI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO (Misto-ApI). Signora Presidente, siamo al cuore del provvedimento, e questo è il pronunciamento che orienterà anche il voto finale, per cui in qualche modo lo anticipo, e mi scuserà se utilizzerò qualche secondo in più. La questione sta tutta qua: se questa Authority che deve controllare un giro di affari che vale 60 miliardi di euro all'anno riesca ad essere efficiente, efficace e indipendente. Le obiezioni sollevate sono state di due ordini di natura, uno dei quali riguardante i costi. Vi faccio osservare che rispetto a quello che viene proposto (ossia la CiVIT) c'è un Ministro di questo Governo - il ministro Rotondi - che sostiene che la CiVIT è solo una duplicazione di un organismo già esistente, con una piccola differenza: il Comitato che sta in capo al Ministero presieduto da Rotondi costa 60.000 euro all'anno, mentre la CiVIT costerebbe, a sentire il Ministro, 8 milioni di euro all'anno. Quindi, basterebbe venire incontro a quello che dice un Ministro di questo Governo - sciogliere la CiVIT - e avremmo anche le risorse per costruire un'Autorità indipendente.
Perché un'Autorità indipendente e non la CiVIT? Per più ordini di problemi. Non ricordo quando soggetti e forze politiche, rispetto alle vicende che riguardavano la CiVIT, abbiamo sollevato un problema di merito quando il presidente della CiVIT, il magistrato Antonio Martone, a detta di questi soggetti politici che a quei tempi denunciavano la cosa, faceva cene a casa del coordinatore del PdL, Denis Verdini, durante le quali si discuteva delle possibili future peripezie del lodo Alfano davanti ai giudici della Corte costituzionale. Non mi interessa sollevare tale questione; non mi interessa sollevare il lavoro che altri colleghi parlamentari hanno fatto rispetto alla CiVIT.
C'è un mio collega parlamentare che ha sollevato con più interrogazioni questioni di fondo. Una di queste è la seguente: la CiVIT dovrebbe consegnare a un altro Ministero, e non al Dipartimento della funzione pubblica, una relazione a fine anno. Per scrivere quella relazione, guarda caso, ha chiamato un consulente. Lo dico ai colleghi: per scrivere quella relazione ha chiamato il consulente giuridico del Ministro a cui doveva rendere la relazione. Il collega che ha presentato l'interrogazione aggiunge, per precisione, che lo ha fatto pagando 50.000 euro. Non vi cito le altre interrogazioni presentate dal collega Ichino, ma ricordo solo un'altra questione e concludo.
Cito il passo conclusivo della lettera di dimissioni di Pietro Micheli, nominato alla CiVIT su segnalazione del centrosinistra (perché c'è un tacito accordo rispetto alla CiVIT). Micheli, che lasciò il suo lavoro in Gran Bretagna come professore universitario e consulente per dare una mano, da quest'altra parte rispetto al ministro Brunetta, a una riforma importantissima, concluse scrivendo quanto segue: «Quanto all'indipendenza della CiVIT, come può esserci indipendenza quando il Governo si riserva ogni potere di determinare nomine, compensi e ambiti di operatività della Commissione stessa? Per di più, opera quotidianamente trattando la CiVIT come parte del proprio staff».
Mi rivolgo ai colleghi: se in cuor vostro, per la vostra coscienza questo è un organismo indipendente, allora votate come vi verrà indicato; altrimenti pensateci bene, perché questo è un errore madornale. (Applausi dal Gruppo Misto-FLI e dei senatori D'Alia e Pistorio).