PEDICA (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signor Presidente, leggo la prima parte di una lettera dell'associazione antimafia "Antonino Caponnetto" dove mi si chiede di intervenire. La loro preoccupazione è che, se dovessero risultare veritiere le interpretazioni di minacce velate al giudice Aielli, che conduce i lavori della corte che sta giudicando presso il tribunale di Latina gli imputati di Fondi dell'inchiesta Damasco, vorrebbe dire che ormai nella provincia di Latina sono stati superati tutti i picchi della criminalità. Non sarebbe la prima volta che i magistrati pontini sono sotto attacchi di tutte le specie; già in passato sono stati sparati colpi di pistola contro la macchina della consorte di un giudice, senza considerare i continui insulti che essi ricevono da esponenti politici. Non vogliamo parlare inoltre dei continui attentati ai danni delle rappresentanze delle Forze dell'ordine, sempre nell'area Fondi-Monte San Biagio: autovetture bruciate e colpi di pistola contro le abitazioni. Potrei fare un elenco lunghissimo dell'appunto che mi ha mandato l'associazione "Antonino Caponnetto". La cosa che mi preoccupa su questo argomento è che non vi è né un'interrogazione, né una mozione, e neanche una richiesta forte di intervento da parte del Ministro dell'interno, che io mi adopererò a fare e rappresentare.
Su questo argomento, circa due settimane fa avevo denunciato un'anomalia per quanto riguarda la consegna di un plico da parte dei Carabinieri per notificarmi una denuncia a mio nome, pervenuta in un'abitazione che non è la mia residenza in quanto appunto residente nella stessa via da trent'anni. Ebbene, io avevo denunciato una forte preoccupazione per il fatto che un carabiniere di Fondi (ho anche indicato il suo nome e cognome) ha dato la notizia di un indirizzo sbagliato.
È come se io, signor Presidente, e lo ripeto a lei come lo dissi in altra occasione al Presidente di turno...
PRESIDENTE. Anche nella precedente occasione, senatore Pedica, ero io a presiedere la seduta.
PEDICA (IdV). Bene, signor Presidente, allora le ripeto che è come se io venissi a casa sua più volte a settimana e li trovassi una lettera da parte dei Carabinieri a me indirizzata. Dopo quel fatto, al quale ancora non c'è stata né risposta né tantomeno una sollecitazione, ho ricevuto una bella lettera da parte del presidente Schifani, che sottolineava la gravità del fatto e mi assicurava che avrebbe approfondito la vicenda. Ad oggi, non vi è stata alcuna risposta, mentre vi sono stati già tre o quattro avvisi, in quell'appartamento, a testimoniare presenze diverse da quella che è la quotidianità in quell'appartamento.
Ma se sono costretto, e sarò costretto, a rivolgermi all'autorità giudiziaria per dire che, da quel giorno, in quell'appartamento, dove io non risiedo, stanno avvenendo fatti strani, allora mi rivolgerò all'autorità competente. Io mi sono però rivolto in prima istanza al Presidente del Senato, che spero prenda a cuore questa situazione, perché ne va della mia vita personale e anche dell'esigenza di sapere come, e da chi, quel carabiniere ha ricevuto l'indirizzo per inviare un chiaro segnale di attenzione, e uso solo questo termine, e per darmi un segnale chiaro su quanto ho fatto contro la criminalità a Fondi e su quanto essi stanno preparando proprio perché ho lottato contro la criminalità a Fondi.