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Legislatura 15ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 119 del 10/10/2007


(1819) Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico - finanziaria, per lo sviluppo e l'equità' sociale

(Rapporto alla 5ª Commissione per i disegni di legge nn. 1818 e 1817. Parere alla 5ª Commissione per il disegno di legge n. 1819. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.

 

Il presidente MARINO dichiara aperta la discussione generale.

 

Dopo un breve intervento del senatore TOMASSINI (FI), il quale dichiara la disponibilità dei Gruppi d'opposizione a terminare lo svolgimento della discussione generale nella seduta in corso, ha la parola il senatore GHIGO (FI), che manifesta in primo luogo dubbi circa la legittimità costituzionale dell'articolo 18 del disegno di legge finanziaria in esame, in rapporto a quanto stabilito dall'articolo 119, sesto comma, della Costituzione. Rammenta a tale proposito che la citata norma costituzionale vincola il ricorso all'indebitamento da parte delle regioni alla necessità di provvedere a spese per investimenti, escludendo la possibilità di garanzie da parte dello Stato. Prosegue sul punto osservando come l'articolo 18 del disegno di legge n. 1817 preveda la garanzia statale sul finanziamento destinato al rientro di disavanzi pregressi. Il  meccanismo previsto è inoltre, a suo avviso, una misura vantaggiosa per le amministrazioni regionali che non sono state in grado di assumere atteggiamenti virtuosi. Rileva quindi particolarmente come non siano rimosse le cause strutturali del disavanzo, per cui non è attualmente prevedibile alcuna soluzione definitiva del problema dell'indebitamento delle regioni.

Fa quindi presente la sussistenza di un divario non irrilevante tra le risorse messe a disposizione delle regioni nell'ambito dell'attuazione del Patto per la salute e il fabbisogno rilevato dalle amministrazioni regionali. Ricorda peraltro che la prevista revisione dei livelli essenziali di assistenza, di cui al Patto per la salute, non può non porre interrogativi rispetto al conseguente prevedibile innalzamento dei costi del sistema, non diversamente da quanto potrà accadere successivamente allo scadere della disciplina sui ticket, in vigore per l'anno in corso, con inevitabili ricadute sul piano del fabbisogno finanziario regionale. Pone successivamente in rilievo ulteriori differenze rispetto alla previsione dei fabbisogni tra Governo e regioni, a partire dalle risorse messe a disposizione dal disegno di legge finanziaria per l'edilizia sanitaria, nonché relativamente alla già in passato auspicata stabilizzazione del personale precario, rispetto al quale, per quanto riguarda il settore della sanità, mancano misure atte ad andare incontro alle aspettative dei lavoratori e circa la questione del rinnovo dei contratti di lavoro.

Osserva inoltre, da un punto di vista più generale, che gli obiettivi di politica sanitaria illustrati in Commissione dal Ministro della salute, per quanto largamente condivisibili, appaiono difficilmente realizzabili a causa di una complessiva insufficienza di risorse disponibili.

 

Il senatore CURSI (AN) ritiene che le amministrazioni regionali non possano evitare nella situazione attuale di constatare la mancanza di risorse adeguate rispetto alla vastità dei peraltro generici obiettivi posti dal Governo a inizio legislatura.

Fa quindi presente come nell'ambito del disegno di legge finanziaria in esame non si trovino misure idonee al conseguimento di un obiettivo considerato prioritario, quale l'abbattimento delle liste d'attesa, né siano prospettate soluzioni alla questione, di prossima attualità, della compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni.

Rileva poi come il Governo abbia disatteso l'impegno pubblicamente assunto in passato per la stabilizzazione dello stato dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione. A suo avviso, le disposizioni di cui all'articolo 92 del disegno di legge n. 1817 risultano di fatto discriminatorie, specie nei confronti del personale amministrativo delle strutture sanitarie, ponendo tra l'altro il sistema di fronte al rischio della cessazione di una serie di servizi, attualmente assicurati grazie alle prestazioni di personale precario. Dopo aver espresso perplessità circa la legittimità della previsione relativa della nomina del commissario ad acta da parte del Governo nelle regioni che risentono di una grave situazione debitoria, di cui al decreto-legge n. 159 in esame, ritiene al momento eccessivo l'ottimismo dimostrato in Commissione dal Ministro della salute riguardo all'effettivo controllo negli anni futuri dell'andamento della spesa sanitaria regionale. Ulteriori dubbi emergono a suo parere in relazione all'opera di revisione dei livelli essenziali di assistenza, tuttora in corso con i conseguenti possibili problemi di copertura finanziaria, nonché rispetto alle previsioni contenute nel disegno di legge finanziaria sull'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico delle strutture, in quanto probabilmente non adeguatamente finanziate.

Dopo essersi soffermato sull'importanza dell'effettivo avvio della campagna di vaccinazione contro il carcinoma della cervice uterina, lamenta l'insufficienza delle risorse stanziate, ai sensi del decreto-legge n. 159, per la corresponsione di indennizzi a soggetti danneggiati da emotrasfusioni e da emoderivati infetti, notando come in concreto risultino disattese le garanzie già in passato fornite dagli esponenti dell'Esecutivo ai membri della Commissione. Si esprime quindi favorevolmente circa taluni aspetti della disciplina posta dall'articolo 5 del decreto-legge n. 159 in materia di spesa farmaceutica, osservando la sussistenza di previsioni non punitive nei confronti dell'industria farmaceutica, utili in modo particolare a scongiurare il pericolo della delocalizzazione degli impianti di produzione e a non scoraggiare l'innovazione nel settore. Prosegue sottolineando l'importanza del previsto fondo per la non autosufficienza, esprimendo l'auspicio di un adeguato finanziamento in sede di emanazione del preannunciato disegno di legge collegato alla manovra finanziaria. A fronte degli innovativi compiti attribuiti all’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ed in considerazione delle caratteristiche delle omologhe agenzie europee, giudica opportuno un incremento della pianta organica, dalle attuali 190 unità a 250. Deludente è invece, a suo avviso, l'entità dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 42 del disegno di legge finanziaria, in favore del Centro nazionale per i trapianti al fine di promuovere la sicurezza della rete trapiantologica, pari a 700 mila euro annui, in quanto del tutto inadeguata.

Dopo aver notato criticamente l'assenza di stanziamenti a beneficio degli enti impegnati nell'assistenza ai sordomuti ed aver sottolineato l'importanza di disporre di misure idonee ad incentivare la creazione di società a partecipazione pubblica e privata, al fine di una maggiore razionalizzazione della rete di servizi destinati al sistema sanitario, manifesta l'auspicio che gli atti in esame possano essere migliorati in virtù di un costruttivo confronto in sede di esame parlamentare degli stessi e preannuncia in proposito la presentazione di specifiche proposte emendative.

 

Il senatore TOMASSINI (FI) esprime contrarietà sul complesso della manovra economica, che giudica debole, contraddittoria e senza alcuna capacità di incidere sulle principali criticità del Paese.

Entrando nel merito delle disposizioni che riguardano più direttamente gli aspetti sanitari, manifesta perplessità in ordine alle riserve finalizzate a porre sotto controllo la spesa sanitaria. In proposito, non condivide la scelta di destinare un’anticipazione finanziaria, pari a 9,1 miliardi di euro, in favore delle regioni che hanno sottoscritto i piani rientro per estinguere i debiti contratti sino al 31 dicembre 2005. La previsione di una restituzione nell’arco temporale trentennale risulta a suo avviso irrealistica.

Rispetto agli obiettivi che il Ministro della salute ha come ribadito nel corso del suo intervento nella seduta di ieri, quali l’abbattimento delle disuguaglianze sociali e il rafforzamento della tutela della salute, i provvedimenti in titolo risultano a suo giudizio del tutto inadeguati.

Né ritiene condivisibili le novità introdotte all’articolo 5 del decreto-legge in esame in materia di spesa per l’assistenza farmaceutica territoriale, che giudica inadeguate anche in considerazione delle difficoltà in cui versa il settore farmaceutico, che ha registrato un significativo ridimensionamento negli ultimi anni.

Il senatore avrebbe poi ritenuto opportuna una maggiore attenzione al tema della distribuzione dei farmaci, in particolare attraverso le farmacie ospedaliere, e, più in generale, l’introduzione di un efficace sistema di farmacovigilanza.

Inoltre, ritiene che occorrerebbe una riflessione più approfondita del meccanismo del pay-back a carico del settore farmaceutico, volto ad evidenziarne benefici in termini di risparmio di risorse e limiti.

Pur giudicando positivamente l’individuazione di specifiche risorse a favore di alcuni soggetti operanti nel settore sanitario, valuta negativamente il contributo riconosciuto alla fondazione European Brain Research Institute (EBRI), la quale sino ad oggi non ha a suo parere svolto un’attività in linea con l’ammontare complessivo delle risorse ricevute.

Critica inoltre le disposizioni di cui all’articolo 46, commi 3, 4 e 5 in materia di reimpiego di confezioni di medicinali in corso di validità, nonché le norme, di carattere generale, che impongono la riduzione delle cilindrate delle autovetture di servizio e che limitano di fatto l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, nonché l’opportuna attività di manutenzione delle strutture.

Nella manovra economica, prosegue l’oratore, mancano poi i finanziamenti volti ad assicurare la diffusione di importanti vaccini, al fine di contrastare gravi patologie, come ad esempio la meningite, e non si fa chiarezza in merito alla questione dei ticket sanitari, nonché alle effettive risorse del fondo per l’autosufficienza. Dopo aver manifestato contrarietà nei confronti del sistema di finanziamento dei dispositivi medici, valuta negativamente le esigue risorse destinate ai danneggiati da sangue o emoderivati infetti, nonché la scarsa attenzione all’esigenza di assicurare un efficace turn over del personale e la necessaria flessibilità dei turni di lavoro.

Fra le altre questioni che avrebbero meritato a suo avviso una maggiore attenzione, vi sono il potenziamento dell’assistenza territoriale, la revisione dei DRG, l’educazione continua in medicina, la revisione della legge n. 180 del 1978.

Critica indi le misure adottate per far fronte al deficit sanitario delle regioni meno virtuose, nonché l’inadeguatezza del sistema di controllo, paventando il rischio di un peggioramento della qualità del servizio sanitario, con particolare riferimento all’ulteriore incremento delle liste di attesa.

In conclusione, ribadisce la propria contrarietà nei confronti della manovra economica, che è a suo avviso destinata a determinare situazioni di conflittualità fra Stato e Regioni, fra le Regioni stesse e fra le Regioni ed i cittadini.

 

 

Il presidente MARINO ritiene anzitutto doveroso precisare, con riferimento all'intervento del senatore Cursi riguardante le norme in materia di promozioni e sicurezza della rete trapiantologica, che la spesa di 700 mila euro prevista dall'articolo 42 della legge finanziaria è concessa a favore del Centro nazionale per i trapianti, costituito presso l'Istituto superiore di sanità, ed è finalizzata allo svolgimento di controlli ed interventi per la verifica della sicurezza della rete trapiantologica. Ricorda che l'attuale misura di finanziamento si aggiunge a quello annuo già previsto a favore del Centro, pari a circa due milioni e mezzo di euro. Si tratta, precisa il Presidente, di predisporre le misure per evitare episodi di particolare gravità, come quello avvenuto in Toscana, quando sono stati fatti degli espianti a un soggetto affetto da HIV. Precisa come sia emerso che la rete trapiantologica è priva dei necessari laboratori certificati chiamati ad effettuare gli esami necessari prima dei trapianti. Rileva che gli stanziamenti non sono diretti ai singoli centri, per i quali ogni regione è chiamata ad adottare le necessarie misure organizzative. Ricorda poi come in altri Paesi, dove vi è una particolare attenzione alla spesa ed all'efficienza, esiste un ridotto numero di laboratori di analisi specializzati, al fine di aumentare la sicurezza e diminuire i costi.

Si sofferma poi sulla disposizione di cui all'articolo 46 del disegno di legge finanziaria, relativo alla spesa e all'uso dei farmaci, in cui si prevede, tra l'altro, che il medico curante può prescrivere un medicinale di cui non è autorizzato il commercio, qualora siano disponibili almeno dati favorevoli di sperimentazioni cliniche di fase seconda. Ritiene opportuno a tal proposito armonizzare tali disposizioni con quelle previste dal disegno di legge n. 1249, del quale la Commissione igiene e sanità ha recentemente concluso l'esame in sede referente. Auspica quindi che vi sia, in definitiva, una normativa che consenta la prescrizione di farmaci che possano funzionare sulla base di comprovate conoscenze. Dopo aver ripercorso le numerose occasioni in cui la Commissione ha avuto modo di interessarsi delle vicende e delle istanze di coloro che sono stati danneggiati a seguito di trasfusioni di sangue infetto, ricorda di aver richiamato, nel corso di un suo intervento in Aula in occasione della discussione della scorsa finanziaria, la gravità del problema e la necessità di rifondere i danni in modo adeguato. Richiama quindi l'esigenza di appoggiare proposte emendative ai documenti di bilancio che consentano, pur in un arco pluriennale, di risolvere i problemi di coloro che sono stati ingiustamente danneggiati.

Con riferimento al problema del finanziamento della ricerca, rammenta alla Commissione i vincitori italiani di premi Nobel per la medicina e per la fisica degli ultimi cento anni, sottolineando che questi, tranne Marconi e Golgi, hanno ottenuto l'importante riconoscimento per un'attività di lavoro e di ricerca non svolta in Italia. Ritiene tale circostanza non casuale e particolarmente espressiva della necessità di creare le condizioni per favorire la ricerca. A tal proposito valuta opportuno che si intervenga per facilitare l'accesso ai fondi sulla base di un reale merito. Informa che le disposizioni introdotte durante la manovra di bilancio 2006-2007 per favorire l'accesso ai fondi per la ricerca biomedica ai giovani ricercatori consentiranno l'uscita di un primo bando. Stima particolarmente significativo che i beneficiari potranno anche scegliere il laboratorio da utilizzare, innescando così un virtuoso processo di competizione fra i centri di ricerca. Preannuncia la sua intenzione di presentare, nelle sedi opportune, proposte emendative volte a portare dal 5 al 10 la percentuale di fondi per la ricerca biomedica destinati ai giovani ricercatori e di estendere tale meccanismo alle altre discipline.

Esprime poi apprezzamento per la disposizione contenuta nell'articolo 4 del decreto-legge in esame, che disciplina l'ipotesi di potere sostitutivo statale nei confronti delle regioni, prevedendo la nomina di un commissario ad acta, quando si prefiguri la mancata realizzazione dei piani di rientro dal deficit sanitario. Considera infatti necessario adottare per le regioni inadempienti efficaci misure che consentano, nell'interesse dei cittadini, una corretta gestione dei fondi destinati alla spesa sanitaria, anche disponendo gli opportuni provvedimenti nei confronti dei dirigenti rivelatisi inefficienti. Evidenzia infine come nel disegno di legge finanziaria sarebbe opportuno prevedere una disposizione che, per le figure apicali stabilisse un unico limite di età per il pensionamento, sia per il personale ospedaliero che per quello universitario. Al fine di rispettare le diverse esigenze di garantire l'accesso ai giovani e di valorizzare le professionalità, riterrebbe equo stabilire un'età massima di 65 anni da elevare di due a richiesta, prevedendo tre anni aggiuntivi soltanto in caso eccezionali e su richiesta dell'istituzione nella quale l'attività lavorativa viene prestata.

 

Il senatore GRAMAZIO (AN), dopo aver rilevato come solo la voce del presidente Marino si sia levata in difesa di una manovra finanziaria, a suo parere discutibile, e destinata ad essere forse l'ultima dell'attuale Governo, si sofferma sull'articolo 42 del disegno di legge finanziaria che prevede di destinare la somma di 700 mila euro al Centro nazionale trapianti, somma che giudica irrisoria. Dopo alcuni cenni al sistema sanitario della regione Lazio che a suo avviso si trova in una situazione di particolare difficoltà, fa riferimento alla questione del risarcimento dei danni per trasfusioni di sangue infetto e utilizzo di emoderivati, evidenziando che i 5.000 cittadini danneggiati, che attendono ancora soddisfazione, troveranno misure insufficienti nella manovra finanziaria in esame, senza peraltro nulla aver ricevuto in quella precedente. In merito poi all'intervento del ministro Turco svoltosi nella seduta di ieri, ritiene che il richiamo al Patto per la salute del luglio 2006 si sia risolto in una mera enunciazione di vuoti obiettivi, senza un autentico rispetto delle esigenze della sanità. Dopo aver auspicato che, riguardo ai ticket, vi sia una chiara presa di posizione per una loro esclusione anche nell'anno 2008, si sofferma sul difficile rapporto fra Stato e regioni riguardo alla spesa sanitaria. Richiama in particolare le difficoltà del soccorso alle regioni che hanno superato i limiti di spesa, alla lunga durata del debito che queste assumeranno con lo Stato e alle questioni che potranno sorgere dalle disposizioni in materia di interventi sostitutivi dello Stato e di nomina di commissari ad acta, nell'ambito di un settore di competenza regionale.

Affronta poi il tema del rapporto di lavoro precario nell'ambito della sanità e rileva come, anche per quanto riguarda la regione Lazio, a fronte di infondate dichiarazioni ottimistiche da parte del Presidente della Regione stessa, vi è il rischio di una situazione di particolare gravità. Ritiene egualmente critici i punti riguardanti la revisione dei LEA, dei DRG, sotto il profilo tecnico e finanziario, nonché il tema del ricorso ai fondi per l'edilizia sanitaria, spesso non utilizzati dalle regioni.

Dopo aver espresso apprezzamento per le osservazioni svolte dal Presidente circa l'opportunità di introdurre limiti di età omogenei per il personale ospedaliero e universitario, auspica, infine, in merito ai temi dei danneggiati da sangue infetto e ai non autosufficienti, un concreto intervento del Governo che sia adeguato anche dal punto di vista finanziario.

 

La senatrice MONACELLI (UDC) rileva che nel dibattito sono intervenuti solo i senatori dell'opposizione, a parte l'intervento del presidente Marino, del quale dichiara di condividere l'impostazione, preannunciando la propria adesione riguardo ad eventuali iniziative emendative. Esprime un giudizio negativo su un disegno di legge finanziaria a suo parere non convincente, nonostante i tentativi, del resto estesi ad altri settori, di far apparire bello ciò che bello non è. Ritiene in particolare che con riferimento al ripiano della spesa sanitaria delle regioni si è ricorsi ad interventi di carattere selettivo, nonostante le promesse che quelli adottati con la decretazione di urgenza dovessero essere gli ultimi. Giudica discutibili in proposito le modalità di finanziamento che, lungi dal contenere misure concrete e risolutive, sembrano orientate verso forme di consolidamento del debito delle Regioni. Dopo aver ribadito la necessità che si assuma una chiara posizione in merito alla esclusione dell'introduzione dei ticket anche per l'anno 2008, si sofferma sull'articolo 36 del disegno di legge finanziaria, relativo, tra l'altro, all'edilizia sanitaria, interrogandosi sulla coerenza degli stanziamenti ivi previsti con il fabbisogno rilevato anche da questa Commissione nell'indagine conoscitiva sull'attività intramuraria e sulle liste di attesa. In merito poi all'articolo 92, sempre del disegno di legge finanziaria, ove si prevede il contenimento degli incarichi, del lavoro flessibile e straordinario nelle pubbliche amministrazioni, esprime le proprie perplessità per iniziative che, superando la situazione attuale, non forniscono risposte ed indirizzi chiari e sicuri.

Esprime apprezzamento per le osservazioni del presidente Marino circa la necessità di favorire in Italia lo svolgimento della ricerca da parte di eminenti studiosi e ritiene opportuno che i necessari finanziamenti giungano sulla base di ponderati giudizi di merito e non come premi alla carriera, secondo un meccanismo che potrebbe addirittura rappresentare un sistema di favore e di scambio. Riguardo al tema doloroso di coloro che versano in stato vegetativo ritiene opportuno che vi sia un approfondimento della situazione in atto a livello regionale e vengano adottate delle linee uniformi nella cura, al fine di trovare efficaci risposte che prescindano dall'emotività suscitata dai singoli casi. Conclude sottolineando come debba essere efficacemente affrontato il tema dei farmaci off label nei casi in cui vi sia sufficiente evidenza scientifica riguardo alla loro efficacia, mentre peraltro giudica misure limitate e poco incisive quelle relative alla consegna dei farmaci non utilizzati, di cui all'articolo 46, commi 3 e seguenti del decreto-legge in esame.

 

Il presidente MARINO  constatato che non vi sono altre richieste di intervento, dichiara chiusa la discussione generale.

 

Dopo brevi interventi dei senatori CURSI(AN), BODINI (Ulivo) e TOMASSINI(FI), il PRESIDENTE propone di fissare alle ore 18 di oggi il termine per la presentazione di eventuali ordini del giorno ai disegni di legge di bilancio e finanziaria, nonché di emendamenti alla tabella di bilancio.

 

Conviene la Commissione.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.