Fa quindi presente come nell'ambito del disegno di legge finanziaria in esame non si trovino misure idonee al conseguimento di un obiettivo considerato prioritario, quale l'abbattimento delle liste d'attesa, né siano prospettate soluzioni alla questione, di prossima attualità, della compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni.
Rileva poi come il Governo abbia disatteso l'impegno pubblicamente assunto in passato per la stabilizzazione dello stato dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione. A suo avviso, le disposizioni di cui all'articolo 92 del disegno di legge n. 1817 risultano di fatto discriminatorie, specie nei confronti del personale amministrativo delle strutture sanitarie, ponendo tra l'altro il sistema di fronte al rischio della cessazione di una serie di servizi, attualmente assicurati grazie alle prestazioni di personale precario. Dopo aver espresso perplessità circa la legittimità della previsione relativa della nomina del commissario ad acta da parte del Governo nelle regioni che risentono di una grave situazione debitoria, di cui al decreto-legge n. 159 in esame, ritiene al momento eccessivo l'ottimismo dimostrato in Commissione dal Ministro della salute riguardo all'effettivo controllo negli anni futuri dell'andamento della spesa sanitaria regionale. Ulteriori dubbi emergono a suo parere in relazione all'opera di revisione dei livelli essenziali di assistenza, tuttora in corso con i conseguenti possibili problemi di copertura finanziaria, nonché rispetto alle previsioni contenute nel disegno di legge finanziaria sull'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico delle strutture, in quanto probabilmente non adeguatamente finanziate.
Dopo essersi soffermato sull'importanza dell'effettivo avvio della campagna di vaccinazione contro il carcinoma della cervice uterina, lamenta l'insufficienza delle risorse stanziate, ai sensi del decreto-legge n. 159, per la corresponsione di indennizzi a soggetti danneggiati da emotrasfusioni e da emoderivati infetti, notando come in concreto risultino disattese le garanzie già in passato fornite dagli esponenti dell'Esecutivo ai membri della Commissione. Si esprime quindi favorevolmente circa taluni aspetti della disciplina posta dall'articolo 5 del decreto-legge n. 159 in materia di spesa farmaceutica, osservando la sussistenza di previsioni non punitive nei confronti dell'industria farmaceutica, utili in modo particolare a scongiurare il pericolo della delocalizzazione degli impianti di produzione e a non scoraggiare l'innovazione nel settore. Prosegue sottolineando l'importanza del previsto fondo per la non autosufficienza, esprimendo l'auspicio di un adeguato finanziamento in sede di emanazione del preannunciato disegno di legge collegato alla manovra finanziaria. A fronte degli innovativi compiti attribuiti all’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ed in considerazione delle caratteristiche delle omologhe agenzie europee, giudica opportuno un incremento della pianta organica, dalle attuali 190 unità a 250. Deludente è invece, a suo avviso, l'entità dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 42 del disegno di legge finanziaria, in favore del Centro nazionale per i trapianti al fine di promuovere la sicurezza della rete trapiantologica, pari a 700 mila euro annui, in quanto del tutto inadeguata.
Dopo aver notato criticamente l'assenza di stanziamenti a beneficio degli enti impegnati nell'assistenza ai sordomuti ed aver sottolineato l'importanza di disporre di misure idonee ad incentivare la creazione di società a partecipazione pubblica e privata, al fine di una maggiore razionalizzazione della rete di servizi destinati al sistema sanitario, manifesta l'auspicio che gli atti in esame possano essere migliorati in virtù di un costruttivo confronto in sede di esame parlamentare degli stessi e preannuncia in proposito la presentazione di specifiche proposte emendative.