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Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 129 del 10/10/2007


(1818) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010  

-                                     (Tab. 1) Stato di previsione dell’entrata per l’anno finanziario 2008 (limitatamente alle parti di competenza)

-                                     (Tab. 2) Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2008 (limitatamente alle parti di competenza)

(1817) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)  

(1819) Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale

(Rapporti alla 5a Commissione per i disegni di legge nn. 1818 e 1817. Parere alla 5a Commissione per il disegno di legge n. 1819. Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

 

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

 

Preso atto che non vi sono ulteriori iscritti a parlare, il presidente BENVENUTO dichiara chiusa la discussione generale congiunta e concede la parola ai relatori per i rispettivi interventi di replica.

 

Il senatore BARBOLINI (Ulivo), relatore sullo stato di previsione delle entrate (Tabella 1 allegata al disegno di legge di approvazione del bilancio dello Stato per il 2008) e sulle corrispondenti parti del disegno di legge finanziaria, valuta positivamente l’impianto generale della manovra, che risulta pienamente coerente con gli obiettivi programmatici di sostegno dello sviluppo, di risanamento dei conti pubblici e di equità fiscale. Il quadro di finanza pubblica registra un significativo incremento del gettito delle entrate tributarie, riconducibile a diversi fattori, fra i quali una favorevole congiuntura, l’emersione di una maggiore base imponibile e l’adempimento spontaneo dei contribuenti. Rileva quindi la natura strutturale di tale crescita, esprimendo sorpresa per la difforme valutazione operata dalla Corte dei conti. In termini generali, prosegue il relatore, la manovra del Governo pone un freno all’espansione della spesa pubblica, riducendo il disavanzo primario; al contempo, essa reca una serie di misure di tregua fiscale e di interventi volti a favorire la redistribuzione del reddito, nella consapevolezza che occorre prestare attenzione ai ceti socialmente più deboli.

Espresso apprezzamento per la nuova articolazione del bilancio dello Stato e per l’adozione di criteri di spending review, condivide l’obiettivo di una maggiore incidenza sulla linea della povertà, con un’integrazione dei trattamenti pensionistici minimi e delle somme a favore degli incapienti.

In relazione al prelievo sul reddito di impresa, valuta positivamente il disegno di semplificazione alla base della revisione della disciplina sull’IRAP, anche se rimane impregiudicata la questione concernente l’inclusione nel novero dei soggetti passivi dell’imposta dei professionisti che operano senza una stabile organizzazione.

Osservato che occorre chiarire gli effetti delle misure sulla riduzione del cosiddetto «cuneo fiscale», si sofferma sulla revisione della disciplina dell’IRES, condividendone il disegno di razionalizzazione e semplificazione ed evidenziando al contempo che per quanto riguarda l’eliminazione degli ammortamenti anticipati e accelerati, occorre chiarire se l’applicazione delle nuove norme a decorrere dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2007 si riferisca ai contratti di acquisto dei beni ammortizzabili o agli ammortamenti per beni già iscritti nel conto economico.

In relazione al regime di esenzione fiscale per le imprese marginali o minori, esprime l’auspicio che il limite di fatturato per la concessione del beneficio non si trasformi in un freno alla crescita di tali soggetti.

Prendendo atto dell’assenza di misure a favore del reddito familiare e della ripresa demografica, focalizza l’attenzione sulla detrazione d’imposta sulla «prima casa». La previsione di un limite di reddito complessivo per la fruizione del beneficio in sede di versamento dell’ICI pone il problema del trattamento differenziato tra famiglie mono e bireddito, con la necessità di rapportare la misura agevolativa al valore dell’immobile o di trasformare l’aiuto fiscale direttamente sul reddito. Per quanto concerne il prelievo tributario sulla casa, il relatore sottolinea l’opportunità di incrementare il limite di deducibilità della spesa per interessi sui mutui immobiliari, attesa la crescita dei tassi di interesse di natura variabile. In merito alla previsioni di sgravi fiscali per gli inquilini, richiama poi l’ordine del giorno accolto dal Governo in sede di esame del disegno di legge n. 1485, volta ad elevare il limite di reddito per i familiari fiscalmente a carico.

Richiama l’attenzione sulla necessità di recepire una serie di misure già esaminate dalla Commissione, come quelle sul compenso per i centri autorizzati di assistenza fiscale nel caso di dichiarazioni d’imposta con un debito o un credito inferiore a 12 euro, quelle a favore dei giovani e dei gruppi musicali, quelle sul giorno di chiusura delle conservatorie.

Ulteriori osservazioni reputa opportuno inserire nello schema di rapporto sulla riproposizione delle detrazioni per gli asili nido nonché per la clausola di salvaguardia ai fini fiscali per le somme corrisposte a titolo di trattamento di fine rapporto.

Conclude la propria replica, sottoponendo al Governo l’ipotesi di rendere stabile l’assegnazione di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per le attività di volontariato, condividendo al riguardo anche la possibilità di una nuova commisurazione della percentuale delle somme suscettibili di assegnazione.

 

Il senatore Paolo ROSSI (Ulivo), relatore sullo stato di previsione delle spese del Ministero dell’economia e delle finanze (Tabella 2 allegata al disegno di legge di bilancio per il 2008) e sulle corrispondenti parti del disegno di legge finanziaria, non condivide il tono estremamente pessimistico delle osservazioni svolte dai Gruppi dell’opposizione, in particolare i rilievi critici del senatore Cantoni. In proposito, osserva che la crescita del debito pubblico è una costante storicamente presente nell’ambito dell’operato di numerosi Esecutivi: semmai il Governo del centrodestra dovrebbe assumersi la responsabilità per non aver promosso un processo di inversione della tendenza e di ripresa dell’economia.

Il ciclo della spesa pubblica rappresenta da un lato il tema centrale dell’analisi, mentre dall’altro, secondo la prospettazione del senatore Pegorer, occorre inquadrare la situazione della finanza pubblica nell’ambito degli obiettivi del programma di Governo (sostegno allo sviluppo, risanamento ed equità fiscale). Espresso apprezzamento per l’ampio dibattito svolto, condivide in particolare le considerazioni del senatore Balboni sui costi della politica nonché quelle della senatrice Thaler Ausserhofer.

Conclude il proprio intervento, rilevando che il quadro di finanza pubblica evidenzia importanti segnali per l’avvio di un’inversione di tendenza. 

 

La senatrice THALER AUSSERHOFER (Aut), relatrice sul decreto-legge n. 159 del 2007, apprezza le misure di favore per gli incapienti, anche se rileva l’esigenza di valutare adeguatamente l’ipotesi di un accrescimento della misura del bonus previsto oltre all’opportunità di rendere stabile tale provvidenza. Dopo aver evidenziato la necessità di adottare misure più efficaci per il sostegno del reddito familiare e osservato che occorre ripristinare la detrazione per gli asili nido, esprime condivisione per il disegno di unificazione degli enti previdenziali, che risponde a una logica di razionalizzazione dell’organizzazione amministrativa e di conseguimento di un consistente risparmio di spesa. Dopo aver valutato positivamente le modificazioni alla disciplina sulla dichiarazione dei redditi in relazione all’eliminazione dell’obbligo di indicare taluni dati relativi all’ICI nonché la semplificazione dei criteri di calcolo dell’acconto dell’IRPEF, si sofferma sulla previsione contenuta nell’articolo 39, che al comma 3 stabilisce che per certificare la spesa sanitaria relativa all’acquisto dei medicinali (effettuata a decorrere dal 1° gennaio 2008), utile al fine della deduzione o detrazione prevista, non è più utilizzabile l’allegazione allo scontrino fiscale della documentazione contestualmente rilasciata dal farmacista specificante la tipologia dei medicinali venduti. Commenta criticamente il tenore di tale previsione oltre alla norma transitoria prevista nella legge finanziaria per il 2007.

Convenendo con le osservazioni del senatore D’Amico riguardo alla necessità di una riallocazione degli stanziamenti previsti per il programma delle celebrazioni dell’unità d’Italia (nella prospettiva di razionalizzare la spesa pubblica) per coprire gli oneri di un incremento del limite di detraibilità dei costi dei mutui, manifesta un consenso in linea teorica alla trasformazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, esprime infine l’auspicio che vengano destinate all’Amministrazione finanziaria e alla Guardia di finanza adeguate risorse finanziarie e di personale per il potenziamento della strategia antievasiva e antielusiva.

 

            Il vice ministro VISCO sottolinea in premessa che la manovra sottoposta alla valutazione del Parlamento rispetta e migliora gli obiettivi concordati in sede europea e, nello stesso tempo, pone le basi per affrontare alcuni capitoli essenziali della politica economica, quali la ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture e la riqualificazione della spesa sociale. L’uscita della fase di emergenza dei conti pubblici, nella quale versava il Paese all’avvio della legislatura - e che giustificava ampiamente la terapia d’urto posta in essere l’anno scorso - è stata conseguita grazie ad una crescita importante e strutturale del gettito erariale, a sua volta derivante da un sostanziale mutamento delle aspettative dei contribuenti. Come è noto, prosegue, una combinazione equilibrata di controlli e sanzioni riduce la convenienza ad evadere. Il Governo quindi ha avviato un’opera di riduzione del prelievo e di ridefinizione della base imponibile. Non vi è dubbio inoltre che, ricorrendo ad un’ulteriore manovra correttiva nel prossimo esercizio, potrà essere poi conseguito l’obiettivo del pareggio di bilancio nei tempi già programmati.

            Rispetto agli strumenti che il Governo può utilizzare, certamente la pressione fiscale, che ha raggiunto livelli pressoché ineguagliati nella storia del dopoguerra, non può essere più incrementata. Quanto alla spesa corrente, viceversa, più che l’Esecutivo sarà il Parlamento, a dover individuare le misure per eliminare la spesa corrente improduttiva e ridurre drasticamente gli sprechi.

            In merito alle analisi svolte dalla Corte dei conti sulla manovra, il Vice ministro puntualizza che le spese previste con il decreto-legge sono integralmente coperte con le maggiori entrate certificate del 2007. Puntualizza, inoltre, che le stime dell’andamento del gettito erariale nel 2007 fanno ragionevolmente ipotizzare un surplus complessivo annuale rispetto alle previsioni di circa 9 miliardi di euro.

            Dopo aver analiticamente illustrato i fattori che hanno inciso sull’extragettito realizzatosi nel 2006, di cui circa un terzo deriva dall’accresciuto adempimento dei contribuenti, sottolinea che tale crescita ha un carattere strutturale e quindi si è riproposta anche nel 2007. Inoltre, fa presente che le stime effettuate dal Governo sono calcolate utilizzando un fattore di elasticità prudenziale del gettito rispetto al PIL, cifrato di poco inferiore all’unità, e che tali stime sono sostanzialmente convalidate dall’analisi del gettito aggiornato a settembre. Passando a commentare le misure concernenti la tassazione fortettaria per le microimprese, dopo aver dato conto della platea dei contribuenti interessati, sottolinea l’enorme semplificazione degli adempimenti realizzata con la misura in commento, non escludendo peraltro che un’analisi successiva di tale norma possa tener conto dei rilievi avanzati nel corso della discussione generale sugli effetti del limite dei 30 mila euro per rientrare nel regime opzionale. In particolare, ritiene possibile immaginare un meccanismo di indicizzazione di tale limite.

            Per quanto riguarda, invece, la revisione dell’imposta sui redditi delle società, sottolinea il rilievo dell’allargamento della base imponibile e l’azione di razionalizzazione operata, soprattutto in riferimento alle interferenze tra bilancio civilistico e bilancio ai fini fiscali. Ribadisce poi che l’allargamento della base imponibile e la riduzione di 5,5 punti dell’aliquota non ha un effetto reale, ma solo finanziario. Le piccole imprese invece trarranno un immediato beneficio dalla riduzione dell’aliquota dell’IRAP. In generale, quindi, la manovra sull’IRES ha un forte effetto sulla competitività delle imprese e incentiva gli investimenti.

Tuttavia l’oratore ritiene possibile valutare una lieve revisione della disciplina degli ammortamenti, con la previsione di una fase transitoria per il nuovo regime (potrebbe essere un triennio). Per quanto riguarda, invece, le erogazioni a favore dei soggetti fiscalmente "incapienti" - misura che risponde all’esigenza di tener conto degli strati meno abbienti della società - l’intervento rappresenta certamente un primo passo ma, più in generale, va segnalata l’esigenza di rivedere la struttura dell’imposta sulle persone fisiche, razionalizzandone e semplificandone il carattere.

            Dopo aver ricordato che le modifiche delle aliquote IRPEF sono state rese necessarie lo scorso anno per riequilibrare i conti pubblici, si sofferma in particolare sulla riduzione dell’imposta comunale sugli immobili sulla casa di abitazione, ricordando che la scelta di intervenire su tale comparto costituisce un’indicazione politica e che, allo stesso modo, rappresenta il risultato di un confronto politico, la limitazione di tale beneficio a coloro che posseggono un reddito annuo non superiore ai 50 mila euro. Per quanto riguarda il settore casa, avrebbe preferito un incremento della detrazione per la spesa per interessi sui mutui ipotecari; più in generale, il Vice ministro ritiene che l’eventuale approvazione definitiva della riforma del catasto potrà costituire la base per una revisione del prelievo sugli immobili.

            Sulla trasformazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in agenzia, puntualizza poi che le opzioni tra agenzia e ente pubblico economico rimangono ancora aperte e che il problema maggiore è rappresentato dall’opportunità di conservare o meno l’unitarietà di tale organismo. Dopo aver dichiarato di condividere la sollecitazione a incrementare gli stanziamenti a favore dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di finanza per l’assunzione di personale altamente qualificato, conclude il proprio intervento riepilogando le modalità attuative della disposizione relativa al 5 per mille, confermando che tra pochi giorni verranno pubblicati i dati degli organismi beneficiari delle scelte compiute l’anno scorso dai contribuenti. Ribadisce quindi l’orientamento favorevole del Governo a prevedere una disposizione relativa all’anno d’imposta 2007, nei limiti delle disponibilità di bilancio.

 

            Dopo un intervento del senatore EUFEMI (UDC), il vice ministro VISCO assicura che verrà trasmessa nei prossimi giorni al Parlamento la relazione che definisce i risultati derivanti dalla lotta all’evasione e la quantificazione delle maggiori entrate destinate a riduzione della pressione fiscale.

 

            Su specifica richiesta del senatore GIRFATTI (DCA-PRI-MPA), il vice ministro VISCO ribadisce l’opinione espressa in materia di trasformazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

 

            Il presidente BENVENUTO, avverte che l’esame dei disegni di legge in titolo proseguirà disgiuntamente nelle sedute di domani con la valutazione e la votazione dei rapporti e del parere.

 

 

            La seduta termina alle ore 17,20.