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Legislatura 16ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 136 del 21/12/2009


IN SEDE CONSULTIVA 

(1791-B e 1791-ter) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010 - 2012, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati  

 

- Tab. 14-ter. Stato di previsione del Ministero della salute per l'anno finanziario 2010 (limitatamente alle parti di competenza)

 

(1790-B) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Rapporto alla 5a Commissione. Esame congiunto. Rapporto favorevole)

 

 

Il relatore GHIGO (PdL) riferisce congiuntamente sui disegni di legge in titolo, rilevando in primo luogo, quanto all'Atto Senato 1790-B, il comma 44 dell'articolo 2, che, nel confermare il testo approvato nel corso dell'esame in Senato, dispone le risorse per finanziare progetti riguardanti la produzione di farmaci biotecnologici. Dà quindi conto del comma 46 dell'articolo 2 -riguardo al quale la Camera ha operato una modifica esclusivamente formale -  il quale reca un'autorizzazione di spesa per la diffusione di defibrillatori semi automatici e automatici esterni, ponendo quindi fine ad una questione, di primaria importanza, rispetto alla quale si attendeva da lungo tempo una soluzione definitoria.  Passa quindi ad illustrare le disposizioni introdotte nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati riguardanti il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, soffermandosi in particolare sulle disposizioni che attengono ai disavanzi strutturali nel settore sanitario, all'edilizia sanitaria e al personale delle strutture sanitarie pubbliche.

            Con particolare riferimento alle Regioni che presentano diseconomie di bilancio, osserva come l'intesa raggiunta con la sottoscrizione del nuovo  Patto per la salute per il triennio 2010-2012 costituisca un'adeguata risposta da parte del Ministero dell'economia e delle finanze alle esigenze rappresentate in sede di Conferenza Stato-Regioni, per certi versi anche al di sopra delle aspettative: sono infatti state stanziate significative quantità di risorse nonostante la delicata congiuntura economica in atto, a dimostrazione dell'ampia attenzione che il Governo attuale dedica in particolare alle tematiche di rilevanza sociale.

Si sofferma infine sulle ulteriori disposizioni dirette a ridisegnare le procedure di contenimento e riduzione dei disavanzi sanitari, nell'attuazione di una politica orientata all'equilibrio di bilancio, attraverso meccanismi di commissariamento, nonché mediante il ricorso ad altre forme sanzionatorie, quali l'incremento automatico dell'aliquota regionale IRAP e dell'addizionale IRPEF.

            Alla luce delle considerazioni svolte, presenta e illustra una proposta di rapporto favorevole, pubblicata in allegato al resoconto.

 

Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione.

           

Il senatore COSENTINO (PD), nel preannunciare il voto contrario sul rapporto favorevole illustrato dal relatore, ritiene che, al di là di alcune disposizioni, certamente apprezzabili - come ad esempio quelle che prevedono risorse per la diffusione dei defibrillatori - la Commissione dovrebbe interrogarsi sul complessivo quadro dei rapporti tra lo Stato e le Regioni che viene a configurarsi per effetto di molte norme presenti nel disegno di legge finanziaria. In particolare, ravvisa la necessità che la Commissione possa sviluppare una riflessione sulla definizione dei piani di rientro e dei commissariamenti, sui quali non si è registrato alcun confronto di merito nelle aule parlamentari.

D'altro canto, proprio sul tema dei disavanzi regionali, emerge una stridente contraddizione, che, ad esempio, riguarda la regione Lazio: da una parte, il Governo ha valutato il non completo raggiungimento degli obiettivi contenuti  nel piano di rientro, con conseguente attivazione dei meccanismi punitivi; dall'altro canto, all'attuazione degli obiettivi di tali piani di rientro è ora chiamato l'attuale Commissario nominato dal Governo, il professor Guzzanti. Sarà pertanto difficile imputare alle diverse parti politiche che si accingono ad affrontare la campagna elettorale, i risultati e le scelte derivanti da questa complessa situazione.

            In generale, le disposizioni illustrate permettono di svolgere ulteriori riflessioni anche sul più complessivo quadro dei rapporti tra lo Stato centrale e le regioni, rapporto che, al di là delle riforme di ordine costituzionale più volte ventilate, ma mai realizzate, sembra essere modificato sulla base di norme ordinarie. L'insieme delle disposizioni presenti nel disegno di legge finanziaria si caratterizza certamente per la severità: difatti, si prevede la decadenza automatica dei direttori generali, il blocco del turn over del personale senza ulteriori deroghe. Inoltre, sono individuati meccanismi punitivi che, tuttavia, ricadranno sulle tasche dei cittadini, senza prevedere alcuna forma di compensazione in termini di sussidiarietà.

            Tuttavia, mentre il Governo esibisce la propria faccia feroce  nel momento in cui si adopera con tanta severità nella tutela dell'equilibrio dei conti pubblici, colpisce quanto disposto dall'articolo 2, comma 100, il quale proroga al gennaio 2011 il termine entro il quale le regioni devono garantire la cessazione degli accreditamenti provvisori delle strutture sanitarie private. Non si comprende infatti come, attraverso il blocco del turn over si preferisca ancora una volta penalizzare i dipendenti pubblici, mentre si mostra molta più indulgenza nei confronti delle strutture private.

            Anche sulla base di tali argomentazioni, quindi, esprime il forte auspicio che la Commissione possa aprire una riflessione sui mutati assetti istituzionali tra Stato e regione, sulla base delle disposizioni in precedenza richiamate, anche per ovviare ad una debolezza culturale insita nei piani di rientro che molto spesso risultano incoerenti ed incapaci di perseguire gli obiettivi prefissati. Ad esempio, emergono gravi carenze nella definizione dei budgets riferiti al settore privato, oltre all'assenza di una valutazione dei sistemi di controllo sulla spesa farmaceutica. Peraltro, sarebbe assai utile introdurre un'analisi anche sulla effettiva capacità di risposta dei sistemi sanitari regionali ai bisogni di salute manifestati dai cittadini.  In quest'ottica, a suo avviso, lo strumento del piano di rientro non può essere legato esclusivamente ad una logica di controllo e contenimento della spesa, tanto più quando questa finalità è perseguita attraverso misure che non possono non avere una valenza del tutto eccezionale ed emergenziale, come ad esempio il più volte ricordato blocco del turn over del personale. Anche lo stesso intervento rappresentato dalla chiusura degli ospedali, dovrebbe essere inserito in un più vasto disegno di riorganizzazione della rete e dei servizi, disegno che però è del tutto assente nei piani di rientro.

In conclusione, ribadisce che la Commissione possa divenire la sede privilegiata di un confronto, fra le varie forze politiche, anche con l'approvazione di uno specifico atto di indirizzo, sull'attuale situazione dei sistemi sanitari regionali, mediante l'interlocuzione del responsabile del tavolo tecnico del Ministero dell'economia e l'acquisizione della necessaria documentazione.

 

            La senatrice BASSOLI (PD), nel condividere le considerazioni svolte dal senatore Cosentino, esprime la preoccupazione che negli ultimi mesi, in molte regioni, sta divenendo difficile l'accesso dei malati ad alcune prestazioni e servizi: si sta in questo modo delineando una privatizzazione strisciante che danneggia soprattutto le persone con redditi bassi. Inoltre, le risorse stanziate per la definizione del nuovo Patto per la salute sono ridotte rispetto all'accordo sottoscritto dalle regioni. Ciò induce a ritenere che sarà necessario disporre risorse aggiuntive, anche nel settore degli investimenti, dell'innovazione tecnologica e dell'ammodernamento delle strutture, in quanto il quadro di risorse previsto dall'articolo 2, comma 69, oltre che insoddisfacente, è provvisorio.

            Inoltre, solleva forti perplessità la misura del blocco del turn over  del personale ai fini della riduzione dei costi, poiché in tal modo si procede ad una privatizzazione all'interno delle strutture pubbliche con conseguente precarizzazione dei servizi.

            Più in generale, concorda con l'auspicio espresso dal senatore Cosentino circa l'esigenza che la Commissione non si riduca ad essere un notaio degli accordi sottoscritti tra il Governo e le Regioni, per quanto riguarda i meccanismi di superamento dei disavanzi, meccanismi che poi di fatto vengono pagati soltanto dai cittadini. Ritiene che tale spazio di riflessione rivesta una indubbia utilità perché consentirebbe di ragionare su questioni di prioritaria importanza: la riforma del sistema sanitario nazionale, senza che ciò incida sulla qualità dei servizi e sul valore universalistico di tale sistema; l'introduzione di correttivi nei Diagnosis Related Group (DRG), al fine di superare alcune anomalie, come l'aumento di DRG nell'ambito della chirurgia o il forte numero di parti cesarei. Analoga lente di ingrandimento dovrebbe essere riservata anche alla discussione dei rapporti tra il settore sanitario pubblico e quello privato, nonché alla riorganizzazione dei servizi territoriali in rapporto alla rete ospedaliera. Per le ragioni esposte, preannuncia il proprio voto contrario sul rapporto favorevole illustrato dal relatore.

 

Nessun altro senatore essendo iscritto a parlare, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione.

 

            Previa verifica del prescritto numero legale, la Commissione approva il rapporto favorevole illustrato dal relatore.

 

            Il senatore CALABRO' (PdL) interviene incidentalmente per sottolineare come, alla luce degli spunti offerti dal senatore Cosentino nel corso del suo intervento in discussione, occorra che la Commissione svolga una riflessione attenta riguardo alle modalità con cui le Regioni con disavanzi strutturali definiscono i propri percorsi di rientro. In particolare, e' necessario a suo avviso superare l'approccio di tipo economicistico e contabilistico diretto alla mera riduzione della spesa, che molto spesso si traduce in una riduzione della qualità assistenziale e nell'aumento della spesa privata a carico del cittadino,  privilegiando invece un'analisi di tipo qualitativo concernente le potenzialità riorganizzative della rete ospedaliera e della medicina territoriale.  Al riguardo sarebbe opportuno elaborare proposte mediante la definizione di uno specifico atto di indirizzo, nell'auspicio che si possa offrire un utile contributo per la definizione delle strategie per l'attuazione dei piani di rientro da parte delle Regioni.

 

            Il PRESIDENTE , alla luce di quanto emerso nel corso del dibattito, ricorda che le tematiche attinenti al blocco del turn over, l'accreditamento provvisorio delle strutture sanitarie private e del sistema dei DRG - di cui sottolinea la rilevanza anche in ragione della pregressa esperienza professionale in qualità di medico - costituiscono problemi che da lungo tempo attendono una definizione. Ciò nondimeno, concorda con l'esigenza di avviare una riflessione di ampio respiro sull'evoluzione dei rapporti istituzionali con le Regioni: in particolare, oltre all'audizione del Ministro per la salute, come proposto dal senatore Bosone per le vie brevi, l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi - che sarà convocato il prossimo martedì 12 gennaio 2010  - potrebbe valutare l'opportunità di prevedere l'assegnazione di un affare al fine di svolgere approfondimenti e elaborare proposte, non tanto finalizzate alla valutazione di provvedimenti in itinere, quanto piuttosto dirette ad una riflessione sulle riforme istituzionali in corso di definizione nel rapporto tra i diversi livelli di Governo, con riferimento al settore sanitario, nell'auspicio che la Commissione possa fornire un contributo costruttivo all'azione di Governo.

 

La seduta termina alle ore 11,25.