Schema di direttiva per l'anno 2010 concernente gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge n. 440 del 1997, recante l'istituzione del fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi (n. 231)
(Parere al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi dell'articolo 2 della legge 18 dicembre 1997, n. 440. Esame e rinvio)
Riferisce alla Commissione il relatore BEVILACQUA (PdL), il quale osserva che lo schema di direttiva concernente gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni per il monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi, previsto dalla legge n. 440 del 1997 sull'offerta formativa, è un appuntamento annuale di questa Commissione. Si tratta infatti dell'atto con cui ogni anno il Ministero distribuisce fra le diverse finalità le somme stanziate in Tabella C della legge finanziaria a sostegno dell'autonomia scolastica.
Registra tuttavia con rammarico che quest'anno lo stanziamento complessivo è ulteriormente sceso rispetto all'anno precedente (da 140,5 milioni di euro a circa 129), pur dovendosi rilevare positivamente che la riduzione non è pesante come l'anno passato (quando era diminuito di 45 milioni). Ritiene del resto evidente che, nella difficilissima congiuntura economica in atto, i sacrifici sono imposti a tutti i comparti e dunque, a malincuore, anche all'offerta formativa delle scuole.
Fa notare comunque che il Ministero non si è limitato a recepire passivamente i tagli, ma ha cercato di elaborare indicazioni più stringenti per ciascun settore di intervento, in coerenza con la riforma scolastica in corso, e di ridistribuire le ridotte risorse, concentrando l'impegno sui comparti giudicati più strategici. Ricorda quindi gli interventi prioritari individuati, quali: l'ampliamento dell'offerta formativa; la formazione e il sostegno all'innovazione; la scuola digitale; il miglioramento dell'offerta formativa nelle scuole paritarie; l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap o ospedalizzati; l'istruzione post-secondaria e per gli adulti; la valutazione degli apprendimenti; la promozione, il sostegno e la documentazione dell'innovazione.
Con riferimento al primo obiettivo (ampliamento dell'offerta formativa), sottolinea che le iniziative nazionali devono essere svolte nel rispetto delle esigenze e delle particolarità locali, come richiesto da questa Commissione nel parere espresso l'anno scorso. Inoltre, manifesta soddisfazione per il recepimento anche dell'altra indicazione contenuta nel parere dello scorso anno ed evidenzia che i progetti volti a rafforzare l'apprendimento della lingua italiana devono riservare specifica attenzione alla crescente presenza di alunni stranieri nelle scuole. Registra quindi con favore la disponibilità del Governo a venire incontro ai suggerimenti del Parlamento. Precisa altresì che sono state introdotte alcune misure aggiuntive, come i progetti finalizzati a tutelare le diversità linguistiche e culturali, nel rispetto dei principi di democrazia e tolleranza, nonché il sostegno all'editoria elettronica. Sono stati poi inseriti in questa sezione i programmi relativi ad Olimpiadi multidisciplinari tra studenti del primo ciclo e delle scuole superiori, precedentemente afferenti ad un distinto obiettivo (valorizzazione delle eccellenze), ora soppresso. Segnala inoltre che il Ministero prefigura la confluenza delle iniziative concernenti le cosiddette "educazioni trasversali" (alimentare, stradale, alla salute) in azioni il più possibile unitarie fra Dicasteri onde ottimizzare le risorse e realizzare al contempo interventi più incisivi.
Passando al secondo obiettivo (formazione e sostegno all'innovazione), il relatore fa presente che le iniziative a sostegno del personale scolastico saranno legate prioritariamente al processo di riforma in atto, con particolare riferimento alla formazione in lingua inglese dei docenti di scuola primaria. Sono state altresì previste misure di formazione in ingresso e in servizio per i dirigenti scolastici, per promuovere modalità di espletamento delle funzioni sempre più attive, consapevoli e responsabili, in un'ottica di continuo miglioramento del funzionamento amministrativo e contabile delle scuole.
Rileva poi che nessuna modifica è stata invece apportata, rispetto all'anno precedente, al terzo obiettivo (la scuola digitale), mentre esprime stupore per la soppressione dell'obiettivo relativo alla valorizzazione delle eccellenze. Pur riconoscendo che i summenzionati progetti connessi all'organizzazione di Olimpiadi multidisciplinari sono stati inglobati nella prima sezione di interventi (ampliamento dell'offerta formativa), manifesta infatti dubbi sull'opportunità di tale scelta, tanto più che, oltre alle Olimpiadi multidisciplinari, la sezione comprendeva anche altre misure di valorizzazione del merito ad esempio attraverso procedure oggettive di valutazione finalizzate all'erogazione di borse di studio agli studenti e l'avvio di progetti pilota per la valutazione delle competenze. Invita perciò l'Esecutivo a motivare il proprio orientamento.
Non si riscontrano cambiamenti neanche per l'obiettivo legato al potenziamento dell'offerta formative nelle scuole paritarie.
Esaminando le risorse destinate a questi primi quattro obiettivi, il relatore rileva anzitutto che l'entità diminuisce non solo in termini assoluti ma anche percentuali. Anziché 82 milioni di euro su 140 (58 per cento), ne vengono infatti assegnati circa 71 su circa 129 (55 per cento). All'interno delle voci complessive, si notano inoltre forti inversioni di tendenze. Alla realizzazione del Piano per l'offerta formativa vengono infatti destinati ben 48,5 milioni di euro (anziché 43), un milione di euro viene per la prima volta assegnato a progetti relativi ai licei musicali e ben 12 milioni di euro (anziché appena 4) sono devoluti alla formazione e all'aggiornamento del personale scolastico. Inoltre, 4,5 milioni di euro (in luogo di 2) sono riservati alla diffusione delle innovazioni tecnologiche, mentre le attività connesse all'editoria digitale vedono un incremento di 0,5 milioni di euro (2,5 anziché 2). Parallelamente, sono invece ridotti gli stanziamenti per lo sviluppo di programmi multimediali, nonché per la prosecuzione dei progetti volti al potenziamento della cultura scientifica, della lingua italiana e della lingua inglese nella scuola primaria (da 11 a 4 milioni di euro). Al riguardo, registra peraltro una contraddizione fra la contrazione delle risorse e l'affermazione di principio a favore di un potenziamento della formazione in lingua inglese dei docenti di scuola primaria. Sollecita perciò il Governo a fornire delucidazioni in proposito. Dà poi conto della riduzione delle somme assegnate alle Olimpiadi multidisciplinari (da 3 a 2,5 milioni), nonché di quelle destinate alle "educazioni trasversali", ai giochi sportivi studenteschi, alla cultura della legalità, all'educazione alla cittadinanza attiva e al funzionamento di alcuni organismi associativi (complessivamente passati da 15 a 7,4 milioni). In proposito, pur condividendo l'obiettivo di razionalizzare gli stanziamenti rivolti alle "educazioni trasversali" a carico delle diverse Amministrazioni statali, in nome di una maggiore unitarietà, segnala invece l'assoluta esigenza di non abbassare la guardia rispetto all'educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e di tenere quindi questi settori al riparo rispetto ai tagli.
Comunica indi che il successivo obiettivo (integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap o ospedalizzati) non subisce mutamenti rispetto all'anno scorso, né negli interventi né nelle somme a disposizione (sempre 10 milioni di euro); diminuisce invece l'ammontare indirizzato all'istruzione post-secondaria e degli adulti, che scende da 46 a 40 milioni di euro, in linea con la riorganizzazione dei Centri per l'istruzione degli adulti, all'esame della Commissione (atto n. 194). In merito, rammenta che gli interventi per l'istruzione post-secondaria sono rivolti in particolare ad accompagnare il riordino degli istituti tecnici e professionali, mentre l'offerta formativa per gli adulti mira soprattutto all'acquisizione delle competenze-chiave di cittadinanza, ivi compreso l'apprendimento della lingua italiana da parte degli adulti immigrati. Precisa peraltro che, nell'ambito di questa sezione, restano invariati i 30 milioni destinati all'alternanza scuola-lavoro, con particolare riferimento agli istituti professionali, mentre si contraggono le altre voci (educazione permanente, istituti tecnici superiori).
Ritiene quindi positiva la crescita degli stanziamenti dedicati alla valutazione degli apprendimenti (da 1,5 a 5 milioni di euro) e all'innovazione (da 1 a 3 milioni). Quanto a quest'ultimo obiettivo, segnala che gli interventi previsti potranno estendersi alla ricerca sui processi di trasformazione degli ambienti di apprendimento anche attraverso l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche, dei libri digitali, degli ambienti interattivi.
Riferisce altresì che la direttiva indica il riparto interno delle somme fra Amministrazione centrale e istituzioni scolastiche; puntualizza, ad esempio, che dei 71 milioni di euro destinati ai primi quattro obiettivi, 30 sono devoluti immediatamente alle scuole per essere utilizzati, nella misura di due terzi, per la realizzazione dei piani dell'offerta formativa e, per il restante terzo, per la formazione, mente 40 milioni sono assegnati all'Amministrazione centrale per le attività nazionali, ivi comprese quelle in favore delle scuole paritarie. Fa presente poi che 1 milione è riservato agli Uffici scolastici regionali per attività di formazione. Conclude quindi precisando che gli stanziamenti destinati all'istruzione post-secondaria e per gli adulti sono utilizzati dall'Amministrazione centrale solo per il 5 per cento, mentre la restante somma è ripartita fra scuole e Uffici regionali.
Il seguito dell'esame è rinviato.
La seduta termina alle ore 16,10.