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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-09213


Atto n. 4-09213

Pubblicato il 28 luglio 2005
Seduta n. 857

MURINEDDU - Ai Ministri degli affari esteri e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

“Il Sole 24 ore" in data mercoledì 29 giugno 2005 ha dato notizia, con titolo in grosso rilievo, che dieci ONG italiane, per iniziativa dell’Ufficio antifrode della Commissione europea, sarebbero sotto indagine per presunte frodi sui finanziamenti erogati dall’Unione europea;

l’indagine sarebbe stata estesa, stando alle notizie di stampa, ad altre 32 organizzazioni per accertamenti sugli acquisti e le rendicontazioni dei progetti;

tra le ONG citate in presunto difetto di trasparenza figurano il CESVI di Bergamo, una organizzazione attiva da 20 anni nella cooperazione allo sviluppo, Movimondo ed Alisei, altre realtà molto note ed attive;

l’inchiesta, che vede impegnati l’OLAF, l’ufficio antifrode europea precedentemente citato, e la Guardia di finanza, sarebbe stata avviata a seguito di segnalazioni anonime che, in modo un po’ sorprendente, hanno trovato la eco più vistosa nel giornale “Il Sole 24 ore”, nel quale si riflettono notoriamente posizioni e interessi della Confindustria;

considerato che:

le 163 ONG aderenti all’associazione italiana ONG godono di una quota di finanziamenti pubblici pari al 65 per cento, di cui buona parte provenienti dal Ministero degli affari esteri, 13 per cento, e dell’Unione europea, 38 per cento;

la quota dei finanziamenti nazionali ed europei, in questi ultimi anni, ha subito una drastica riduzione, per cui si può facilmente ipotizzare che tra le organizzazioni in attività sia insorta una forma di competizione sulla quale le influenze di poteri politici ed economici possono determinare la sopravvivenza di quelle più protette e l’eclisse di quelle più deboli,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano in possesso di informazioni dirette sulle presunte irregolarità lamentate relativamente ad acquisti e rendicontazioni;

se non ritengano che la dimunizione delle disponibilità finanziarie per la cooperazione allo sviluppo abbia generato tensioni pregiudizievoli della encomiabile e insostituibile opera degli organismi di cui sopra, con la conseguenza di creare una forte crisi operativa quale quella sofferta recentemente da Movimondo;

se non ritengano più giusto che le ONG, che restano un patrimonio prezioso della società civile, debbano sentirsi rassicurate da adeguati finanziamenti e da regolari e sistematiche misura di verifica, giusto per evitare di andare soggette ad anonime delazioni, dettate da interessi di natura diversa dallo spirito che anima le organizzazioni di cui sopra, e recepite nei loro statuti.