Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi

1ª SEDUTA

MERCOLEDI’ 9 OTTOBRE 1996

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

Indice interventi

PRESIDENTE
CASTELLI (Lega Nord-Padania indip.), senatore
GUALTIERI (Sin.Dem.-l'Ulivo), senatore
TASSONE (CCD-CDU), deputato

La seduta ha inizio alle ore 13,10.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anzitutto vorrei dare il benvenuto a tutti voi nella nostra Commissione, anche se per alcuni commissari dovrei dire "bentornato", e forse per questi colleghi potrei cominciare il discorso dicendo heri dicebamus, perché sembra di riprendere un cammino appena interrotto. Non lo posso fare però per il dovuto rispetto ai nuovi membri della Commissione e quindi inizialmente dirò alcune cose per i colleghi che non facevano parte di questa Commissione nella scorsa legislatura.

Gli uffici hanno posto a disposizione di ciascuno di voi un fascicolo di documentazione che, a grandi linee, può servire ad informarvi sul lavoro svolto dalla Commissione negli anni precedenti.

Ricordo che la Commissione è stata istituita nel 1988, prorogata per tre volte, quindi ricostituita con legge n. 499 del 23 dicembre 1992, con gli stessi compiti e finalità ad essa precedentemente assegnati, e che è stata ulteriormente prorogata al 31 dicembre 1996.

I Presidenti di Camera e Senato, nel conferirmi l'incarico di Presidente, hanno ritenuto di doverlo motivare. Informo quindi la Commissione della parte della motivazione che può riguardare i lavori della Commissione stessa. L'incarico della Presidenza mi viene conferito "nella convinzione che, sulla base dell'ampio materiale già acquisito, delle indagini condotte sui diversi filoni di inchiesta e dell'ipotesi di relazione finale da lei formulata" (cioè da me formulata, perché nel dicembre 1995 avevo depositato una proposta di relazione, che però non fu mai discussa dalla Commissione perché nel frattempo l'Ufficio di Presidenza ritenne che lo scioglimento delle Camere non consentisse a una Commissione parlamentare che stava per cessare il proprio mandato di dire una parola almeno parzialmente conclusiva su un'inchiesta che era in corso da tanti anni) "la Commissione stessa possa concludere i suoi lavori nel termine fissato dalla legge n. 538 del 19 dicembre 1995".

Dico subito che personalmente, per quello che riguarda la carica conferitami, non posso non ritenere questo mandato come vincolante. Tuttavia, riconosco che per la Commissione questa possa essere soltanto un'autorevole raccomandazione. In altri termini, dovrà essere la Commissione stessa, dall'inizio, a valutare un suo programma di lavoro, un suo percorso. Questa Commissione ha una sua peculiarità: un ambito d'inchiesta sterminato, oggetti d'inchiesta diversissimi, alcuni collegati tra loro, altri invece abbastanza autonomi. E’ una Commissione che deve indagare contemporaneamente su piazza Fontana, su Gladio e sui fatti della Uno bianca. Il lavoro che è stato compiuto nella scorsa legislatura ha consentito al senatore Gualtieri di avanzare una proposta di relazione, sia pure non conclusiva, sulla Uno bianca.

Quindi ritengo che la Commissione, nella sua autonomia, e tenendo conto di questa autorevole indicazione (ma solo in quanto tale) dei Presidenti delle due Camere, dovrà valutare quali degli oggetti d'inchiesta siano già maturi per un giudizio conclusivo, giudizio che naturalmente dovrà avere, a mio avviso, il carattere proprio di quello dell'inchiesta parlamentare, cioè si dovranno formulare soprattutto un giudizio di carattere politico e proposte di carattere politico. Il tempo trascorso per alcuni degli oggetti dell'inchiesta rende peraltro ineludibile che il giudizio sia insieme politico e storico.

Invece, per altri oggetti d'inchiesta, ritengo che probabilmente la Commissione dovrà prendere atto che i tempi non sono ancora maturi per un giudizio conclusivo. A mio avviso, il caso più evidente in questo senso è la vicenda di Ustica. Però, anche a questo riguardo non potremo far altro che rimetterci alla volontà del Parlamento poiché non è nella nostra facoltà di stabilire una proroga della Commissione, proroga che rientra nella competenza di Camera e Senato in quanto, trattandosi di una Commissione bicamerale, soltanto la legge ci può conferire poteri. Quindi, su quel punto, noi potremmo segnalare ai due rami del Parlamento la necessità che l'inchiesta prosegua, se eventualmente avessimo già concluso su altri aspetti, con una Commissione che abbia un oggetto d'inchiesta più ristretto e determinato. Infatti, la caratteristica propria dell'inchiesta parlamentare dovrebbe essere la sua monotematicità su singole vicende che hanno segnato la vita del paese e che il Parlamento fa oggetto di un'inchiesta che giunge ad una sua conclusione politica, la quale, come tutte le conclusioni politiche, potrà essere sempre aggiornata e rivista nel tempo: non si tratta di verità stabilite una volta per tutte.

Vorrei fare uno solo dei tantissimi esempi tratto dall'esperienza parlamentare: la Commissione Anselmi sulla P2. Di fronte a quel fenomeno, il Parlamento ebbe la forza politica di giungere subito, in pochi mesi, ad un giudizio conclusivo. Certo, il processo sulla P2 è ancora in corso e oggi probabilmente abbiamo una serie di acquisizioni che ci fanno ritenere superato, almeno in parte, il giudizio della Commissione Anselmi; però quella Commissione fece il suo lavoro, il suo dovere e, con le sue conclusioni, segnò un momento importante.

Mi sentivo in dovere di fare questa premessa perché non potrò, come Presidente, prescindere dal mandato che mi è stato conferito, anche se riconosco che poi sarà la Commissione ad essere arbitra del proprio lavoro.

Dopo questa premessa, ricordo che la Commissione è disciplinata da un suo Regolamento interno, tuttora in vigore, che ribadisce il particolare obbligo di riservatezza al quale i commissari sono tenuti.

Dato che comunque il termine finale dell'inchiesta è vicino, vi pregherei di provvedere subito ad individuare i rappresentanti dei Gruppi all'interno della Commissione.

Oggi procederemo all'elezione - me lo auguro - di due Vice Presidenti e di due Segretari, costituendo così l'Ufficio di Presidenza. Tuttavia l'Ufficio di Presidenza allargato è composto anche dai rappresentanti dei diversi Gruppi politici. Pertanto invito questi ultimi a segnalare sollecitamente il nominativo dei rispettivi rappresentanti, perché ruit hora, il termine è brevissimo.

Nel corso della sua attività la Commissione ha formato un archivio composto prevalentemente da documenti provenienti da autorità giudiziarie e da amministrazioni dello Stato. Molti di questi documenti sono ancora soggetti a vincoli di riservatezza e sono quindi consultabili solo in sede, sulla base di indici analitici predisposti dagli uffici.

Avverto che sono disponibili, perché pubblicati a stampa, i resoconti stenografici di tutte le sedute svolte nelle passate legislature, corredati da appositi indici analitici. Delle sedute della Commissione si redige sempre un resoconto stenografico che resta dattiloscritto ad uso interno. Le sedute sono di norma trasmesse tramite circuito televisivo interno con la sala stampa.

Gli uffici, anche su mio consiglio, hanno provveduto a redigere alcune possibili modifiche - prevalentemente formali - al testo del vigente Regolamento, con lo scopo di razionalizzarlo, sulla base dell'esperienza precedente della Commissione, e chiarirne alcune norme che avevano dato luogo ad incertezze interpretative. Mi riferisco, in particolare, a una nuova più completa formulazione dell'articolo 8, che mira a renderlo più aderente alla disciplina dei Regolamenti delle Assemblee in materia di programma e di calendario dei lavori.

Nella formulazione che gli uffici hanno predisposto è previsto che nel caso in cui il programma e il calendario non siano adottati all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza, sia poi la Commissione a decidere sulle eventuali proposte di modifica.

Inoltre è stata predisposta una nuova formulazione dell'articolo 13, sulle sedute segrete; dell'articolo 15, che si riferisce alla delega di compiti particolari a gruppi di lavoro; degli articoli 16, 17 e 18, sulle audizioni e testimonianze. Il testo delle proposte di modifica, con a fronte l'attuale formulazione degli articoli del Regolamento, vi verrà distribuito oggi, affinché possa essere discusso ed eventualmente votato in una delle prossime sedute.

Prima di passare all'elezione dei Vice Presidenti e dei Segretari, do la parola al senatore Gualtieri.

GUALTIERI. Signor Presidente, desidero riferirmi - e la ringrazio perché lei già l'ha fatto - alla lettera dei Presidenti delle Camere che ha accompagnato ancora una volta, e meritatamente, la sua nomina. Desidero che resti a verbale che ritengo abbastanza strano, per non dire improprio, che in una lettera con cui si riattiva una Commissione, le cui funzioni sono attribuite molto chiaramente per legge, vengano posti dei termini di scadenza, oltretutto così ristretti.

La nostra Commissione, che sta iniziando i propri lavori a metà ottobre, dovrebbe concludere la propria attività nel mese di dicembre, cioè tra un mese e mezzo, quando si hanno problemi parlamentari enormi e non sono state ancora concluse alcune delle grandi inchieste attribuiteci per legge. Quando si sostiene, come in questa lettera, che la nostra Commissione può concludere i propri lavori nel termine fissato dall'ultima legge, ci si dimentica che essa è già stata prorogata più di una volta nel corso degli anni (non ha mai avuto scadenze fisse).

Signor Presidente, desidero ricordare, come lei ha già fatto, che la nostra Commissione quando è nata aveva un preciso ed unico obiettivo: indagare sul terrorismo. Successivamente il Parlamento, con ulteriori interventi legislativi, ci ha assegnato - potrei dire ci ha appiccicato addosso - altre inchieste, come quella su Gladio (che in base ad un ordine del giorno doveva essere svolta da una Commissione della Camera) e su Ustica. Come possiamo concludere tra circa un mese l'inchiesta su Ustica, quando ci troviamo nel pieno della fase conclusiva di accertamento? Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto - e credo che sia bene che ne prendano conoscenza tutti i colleghi - la sentenza depositata per l'archiviazione di una parte dell'inchiesta su Gladio, in quanto sono scaduti i termini per l'intervento giudiziario. Tuttavia, lo stesso magistrato ha sottolineato (come risulta dall'ordinanza di deposito) che i problemi sono rimasti aperti in quanto sono stati rinviati a giudizio tutti coloro che hanno distrutto scientemente e volutamente la documentazione per ingannare sia la magistratura sia il Parlamento. In sostanza, vi è una struttura dello Stato la cui attività doveva cessare nel 1972, ma che si è protratta fino al 1993 (addirittura non si sa se sia ancora attiva), perché la distruzione scientifica di tutti i documenti è stata programmata dagli organi a cui lo Stato aveva attribuito la funzione di controllo.

L'inchiesta di Milano sui Nuclei di difesa dello Stato è nel pieno di un dibattito tra la magistratura, in quanto la Procura l'ha divisa in due filoni. Proprio in questi giorni sta arrivando alla nostra Commissione tutta la documentazione relativa all'inchiesta su questa organizzazione che è accusata di abusi e di concorso in stragi.

Per tutti questi motivi trovo incongruo che vengano fissati dei limiti all'attività della nostra Commissione. Desidero che ciò risulti a verbale e invito il Presidente, quando si procederà alla discussione del programma della nostra Commissione, di darci modo di chiarire questo aspetto in un dibattito. Personalmente ritengo che la norma che limita il nostro mandato alla fine del 1996 sia addirittura inapplicabile. Se è necessario cambiare qualcosa nel testo della legge che proroga l'attività di questa Commissione, lo faremo e lo dovremo fare. Però noi non possiamo sentirci come lei, signor Presidente, vincolati a concludere tra un mese e mezzo la nostra attività; non potrei mai accettare questo vincolo di autolimitazione.

PRESIDENTE. Senatore Gualtieri, mi sembra che su questo problema fondamentale non ci sia contrasto tra quanto lei ha sostenuto e quanto io ho dichiarato. Ho detto che io mi sento vincolato dal mandato che ho ricevuto e non potrebbe essere diversamente. Ho riconosciuto comunque che per la Commissione questo è soltanto un autorevole input che la Commissione stessa è libera di valutare. Comunque penso che su tale problema debba decidere l'Ufficio di Presidenza allargato. E’ opportuno che i componenti della Commissione, soprattutto coloro che ne fanno parte per la prima volta e che per ventura della vita non si sono mai interessati di tali questioni, acquisiscano la nostra documentazione per leggerla e studiarla. Ricordo che la mia ipotesi di relazione conclusiva faceva un discorso ad ampio spettro su quasi tutti gli oggetti di inchiesta della Commissione. Comunque nella fase iniziale dei nostri lavori è importante chiarire, e penso che sia giusto che tale decisione venga assunta dal plenum della Commissione, e non dall'Ufficio di Presidenza, dopo un ampio dibattito, il rapporto che vi deve essere tra inchiesta parlamentare ed inchiesta giudiziaria. Mi rifaccio al caso di Gladio citato dal senatore Gualtieri: il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, ma il giudice per le indagini preliminari potrebbe deciderne l'archiviazione. Tutto ciò però non esclude che nel tempo questa indagine possa essere riaperta, perché l'archiviazione non determina la preclusione del giudicato. Può darsi anche che il giudice per le indagini preliminari decida il rinvio a giudizio, ma non possiamo tenere aperta l'inchiesta parlamentare su Gladio finché non si forma il giudicato. Sono due piani diversi: quello della valutazione giudiziaria e quello della valutazione politica. Per questo ho voluto fare l'esempio della P2, su cui è ancora in corso il processo, ma la Commissione Anselmi concluse il suo lavoro in sette-otto mesi. Questo però non significa che dobbiamo concludere il nostro lavoro su tutti i filoni d'inchiesta. Vi sono vicende - esprimo un'opinione personale che però in quell'ipotesi di relazione è chiarita - che secondo me, in base alle acquisizioni che abbiamo, sono mature per la formulazione di un giudizio parlamentare che rientri nell'ambito proprio di quest'ultimo. Per altri casi invece non è così. Quindi, forse è opportuna una distinzione; poi sarà volontà del Parlamento che la Commissione riparta ma con un oggetto più ristretto, semmai anche più ravvicinato temporalmente. Siamo una delle poche Commissioni che indaga su fatti che sono accaduti quaranta o cinquant'anni fa, su materie su cui gli studenti universitari già scrivono tesi di laurea; spesso sono venuti a trovarmi e abbiamo avuto scambi di idee.

Quindi, con la provvisorietà di ogni giudizio politico e di ogni giudizio storico, ritengo, come ho già detto, che su alcune materie la Commissione possa concludere i suoi lavori, mentre probabilmente su altre non potrà farlo.

TASSONE. Signor Presidente, se mi consente, vorrei intervenire in relazione all'ordine del giorno di questa seduta. Non ho capito infatti se dobbiamo proseguire questo dibattito.

PRESIDENTE. Il dibattito è informale poiché non è all'ordine del giorno.

TASSONE. Vorrei capire - ripeto - se il dibattito è aperto, e presentare una mozione d'ordine, signor Presidente. Ho ascoltato la sua introduzione...

PRESIDENTE. Un saluto e un'introduzione insieme.

TASSONE. Noi oggi dobbiamo votare per l'elezione dei due Vice Presidenti e dei due Segretari. Ci rivedremo poi per ascoltare la sua relazione, almeno per quanto riguarda il lavoro compiuto, e ritengo che in quella sede potremo esprimere tutte le valutazioni possibili ed immaginabili sull'opportunità o meno di chiedere un altro intervento legislativo per prorogare la Commissione.

Ritengo che oggi dobbiamo procedere esclusivamente alla votazione per l'elezione dei due Vice Presidenti e dei due Segretari. Se vogliamo riaprire il dibattito sulla base delle comunicazioni fatte nel suo saluto dal Presidente e dell'intervento del senatore Gualtieri, possiamo anche farlo, però ci aggiorniamo ad altra seduta con un ordine del giorno ben preciso, per un ordinato svolgimento dei nostri lavori fin dalla prima seduta.

PRESIDENTE. Personalmente ritengo che sia giusto quanto affermato dall'onorevole Tassone.

CASTELLI. Signor Presidente, vorrei intervenire anch'io. Prendo atto che questa seconda Presidenza del senatore Pellegrino è collegata al lavoro svolto nella precedente legislatura. Se i colleghi mi consentono, e soprattutto se il Presidente mi consente, visto che l'argomento sollevato dal collega Gualtieri non mi sembra di secondaria importanza, vorrei aggiungere alcune considerazioni su tale questione.

PRESIDENTE. Onorevole Castelli, non potremmo rinviare il suo intervento - come giustamente suggerisce il collega - ad altra seduta, quando si procederà alla lettura della documentazione?

CASTELLI. No, signor Presidente, perché secondo me vi è un problema di carattere tecnico.

Lei, signor Presidente, sostanzialmente ha detto che, se acceleriamo i lavori, forse riusciremo ad arrivare ad una conclusione almeno su alcuni punti. Però vorrei far presente alcune questioni - ripeto - di carattere tecnico. La nostra è una Commissione bicamerale. Oggi di fatto siamo già in fase di esame della finanziaria, quindi avremo enormi difficoltà anche solo per la convocazione della Commissione: poiché i commissari fanno parte di un ramo o dell'altro del Parlamento, per lunghi lassi di tempo non sarà possibile convocare la Commissione stessa. Fra l'altro la sentenza della Corte costituzionale relativa ai decreti-legge costringerà come minimo il Parlamento ad un superlavoro.

Credo poi che debba essere considerata anche una questione di par condicio nei confronti dei colleghi nuovi: io sono nuovo della Commissione, vedo molti colleghi che sono addirittura nuovi di legislatura, per cui ritengo che questa Commissione non sia assolutamente in grado, stando così le cose, di esprimere liberamente il proprio giudizio perché, da un lato, avrà enormi difficoltà anche solo per convocarsi e, dall'altro, molti commissari non avranno il tempo materiale per analizzare i documenti.

Ritengo che la prima questione che dovrà affrontare l'Ufficio di Presidenza, che ci accingiamo a formare, sia lo studio di un documento da trasmettere immediatamente alle Presidenze di Camera e Senato affinché questo problema venga messo in evidenza. Credo infatti che la Commissione prima dell'inizio del 1997 probabilmente non riuscirà nemmeno ad avviare in maniera concreta i lavori.

PRESIDENTE. Onorevole collega Castelli, vorrei fare un'osservazione. Cerchiamo sempre di tenere distinti i due ruoli che abbiamo: quello di membri della Commissione e quello di parlamentari. Infatti, quanto lei ha detto poc'anzi non solo è giusto, ma autorizzerebbe immediatamente da parte sua l'iniziativa di presentazione di un disegno di legge. Voglio dire che la Commissione non è arbitra: la Commissione ha un termine entro cui conclude o non conclude il proprio lavoro. Poi semmai sarà il Presidente che, nel redigere la relazione finale, dovrà precisare che, date tutte le varie circostanze (i tempi brevi, la finanziaria, gli impegni, la vastità enorme della materia), la Commissione non ha potuto concludere. Però il discorso della Commissione finisce lì: il 1° gennaio dell'anno prossimo, alle ore 0,01 già non vi posso più convocare perché è scattato il termine previsto dalla legge. Allora, solo un'iniziativa legislativa (che però naturalmente non può prendere corpo al nostro interno perché non abbiamo come Commissione un potere di iniziativa legislativa) può far scattare un termine diverso.

Il suo discorso, onorevole Castelli, lo recepisco e mi sembra anche fondato. Ma non può essere nemmeno il presidente della Commissione ad assumere l'iniziativa legislativa: mi sembrerebbe assai improprio perché finirebbe per chiedere al Parlamento una proroga del suo incarico. Tuttavia, se i Gruppi condividono questa valutazione, si può assumere una iniziativa legislativa in tal senso. Teniamo distinti questi due aspetti.

 

ELEZIONE DEI VICE PRESIDENTI

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: "Votazioni per l'elezione dei Vice Presidenti e dei Segretari".

Per la elezione, rispettivamente, dei due Vice Presidenti e dei due Segretari ciascun componente della Commissione potrà scrivere sulla propria scheda un solo nome e sono eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto il più anziano di età.

A norma di Regolamento, procedo immediatamente alla costituzione del seggio, chiamando a ricoprire l'incarico di Segretari provvisori i deputati Delbono e Ruzzante, che risultano i più giovani di età fra i presenti.

Passiamo innanzi tutto alla votazione per l'elezione dei due Vice Presidenti.

Dichiaro aperta la votazione.

Vi invito a consegnare ai Segretari provvisori le schede votate da inserire nelle urne e a comunicare contestualmente il vostro nome ai funzionari che prenderanno nota dell'avvenuta espressione di voto.

Chiusura di votazione

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito i Segretari provvisori a procedere allo spoglio delle schede.

Risultato di votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei due Vice Presidenti. Hanno ottenuto voti i senatori e i deputati:

Manca .................................................12

Grimaldi ...............................................15

Voti dispersi ..........................................4

Schede bianche .....................................2

Proclamo eletti il deputato Grimaldi ed il senatore Manca.

 

ELEZIONE DEI SEGRETARI

PRESIDENTE. Passiamo ora alla votazione per l'elezione dei due Segretari.

Dichiaro aperta la votazione.

Vi invito a consegnare ai Segretari provvisori le schede votate da inserire nelle urne e a comunicare contestualmente il vostro nome ai funzionari che prenderanno nota dell'avvenuta espressione di voto.

Chiusura di votazione

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito i Segretari provvisori a procedere allo spoglio delle schede.

Risultato di votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei due Segretari. Hanno ottenuto voti i senatori:

Bonfietti ..........................................................17

Palombo .........................................................10

Voti dispersi .....................................................5

Schede bianche ................................................1

Proclamo eletti i senatori Bonfietti e Palombo.

Rivolgo i miei auguri agli eletti.

La seduta termina alle ore 13,50.

Home page Commissione stragi