Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

Seguito della discussione del disegno di legge:

(4339) Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 4339. Ricordo che nella seduta antimeridiana di oggi si è conclusa la discussione generale e hanno avuto luogo le repliche del relatore e del Governo.

Ricordo altresì che il senatore Pieroni aveva avanzato la proposta di non passare all'esame degli articoli. Chiedo quindi se rinnova tale richiesta.

SARTO. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SARTO. Signora Presidente, è stato presentato dal relatore un emendamento sostitutivo dell'articolo 17. Pertanto, non rinnoviamo la proposta di non passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente.

TABLADINI,segretario. "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo (con esclusione dell'articolo 13) sotto il profilo della copertura finanziaria e della conformità alla legislazione vigente e alla risoluzione approvativa del Documento di programmazione economico-finanziaria, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126-bis, comma 2-quater, del Regolamento, sentito il rappresentante del Governo, esprime parere favorevole a condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, che la somma delle autorizzazioni di spesa di cui agli articoli 19 e 20 non superi, in ciascun esercizio, gli importi delle disponibilità del Fondo speciale di parte capitale del Ministero delle comunicazioni, pari a 211,8 miliardi per il 2000, 216,8 miliardi per il 2001 e 220,8 per il 2002 e ad eccezione che sull'articolo 9, che non appare omogeneo al contenuto proprio del disegno di legge".

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sentito il parere della 5a Commissione permanente dichiaro inammissibile, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-quater, del Regolamento, l'articolo 9 del testo proposto dalle Commissioni riunite.

 

TABLADINI, segretario. "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi, per quanto di propria competenza, esprime parere di nulla osta ad eccezione che sugli emendamenti 8.215, 8.241 e 10.200, per i quali il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il parere di nulla osta sull'emendamento 14.0.203 è condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione all'inserimento al comma 4 della decorrenza della disposizione dall'esercizio 2001; il parere di nulla osta sull'emendamento 15.0.200 è altresì condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla riformulazione quale autorizzazione di spesa per il solo esercizio 2000. Il parere di nulla osta sull'emendamento 17.350, comma 1-quater, è nel presupposto che gli eventuali oneri siano posti a carico del fondo di garanzia.

Esprime, infine, avviso contrario sull'emendamento 21.0.1 nella parte relativa alla previsione della utilizzabilità del ricavo della cessione dei crediti di imposta per usi alternativi, secondo quanto previsto dal comma 3".

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il provvedimento in esame è collegato alla manovra finanziaria, gli emendamenti sui quali la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario con riferimento all'articolo 81 della Costituzione risultano inammissibili.

Onorevoli colleghi, il fascicolo degli emendamenti non comprende alcuni emendamenti presentati dai seguenti senatori: Baldini, Castelli, Germanà, Mazzuca Poggiolini, Minardo, Napoli Roberto, Pieroni, Sarto e Scivoletto, nonché dallo stesso Governo.

Si tratta di emendamenti che non sono stati respinti nel corso dell'esame presso le Commissioni competenti o che non si trovano in correlazione con modificazioni proposte dalle Commissioni stesse. Pertanto, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-quinquies del Regolamento, essi non possono essere presentati in Assemblea.

Analogamente, non può ritenersi ammissibile l'emendamento 5.200 del Governo, stampato nel fascicolo, che riguarda in generale la materia del risarcimento del danno biologico e morale e non può considerarsi correlato al contenuto dell'articolo 5, introdotto dalle Commissioni riunite, concernente unicamente la materia assicurativa.

MANTICA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANTICA. Signora Presidente, vorrei chiedere una cortesia, considerato che ormai l'ora è tarda. Su questo provvedimento è stata appena letta una serie di valutazioni; è stato anche presentato un emendamento sostitutivo dell'articolo 17: quest'ultimo era stato ampiamente discusso in Commissione bilancio per verificarne la congruenza, ma viene riformulato. Chiedo alla cortesia della Presidenza di comprendere che, prima di procedere all'esame degli emendamenti, i senatori debbono essere messi in condizione di capire qual è il provvedimento di cui si sta discutendo. Peraltro, mi risulta che il relatore chieda anche di esaminare l'articolo 13 al termine dell'articolato, in quanto domani è convocava una riunione di Commissione in cui il Governo deve presentare una relazione tecnica.

Credo dunque che non siamo nelle condizioni di operare nella maniera più serena: le chiedo cortesemente di consentirci di capire qual è il provvedimento e di esaminare i documenti che sono stati consegnati alla Presidenza in questo momento. Chiedo dunque una sospensiva fino a domani mattina.

PRESIDENTE. Invito il relatore ad esprimere il suo parere in proposito.

LARIZZA, relatore. Signora Presidente, per quanto riguarda la questione dell'articolo 13, non ho formalizzato alcuna richiesta: se n'è parlato in Commissione bilancio perché c'è una relazione tecnica del Governo e si è deciso che deve essere ulteriormente precisata, ma non siamo ancora giunti all'articolo 13, per cui quando vi arriveremo valuteremo: nel caso non ci sia la relazione, chiederò che si sospenda l'esame di quell'articolo, ma, per quanto mi riguarda, fino all'articolo 13 si può procedere.

PRESIDENTE. Onorevole Mantica, credo che possiamo cominciare la discussione sui primi articoli. Tra l'altro, il tempo rimasto a nostra disposizione non è molto, per cui penso che si potranno esaminare soltanto i primi articoli, sui quali mi pare non vi siano problemi di interpretazione rispetto al testo di cui discutere. Pertanto, se da parte sua non c'è un'opposizione formale, sulla quale occorre appellarsi all'Aula, iniziamo l'esame dell'articolo 1 per poter poi, nel prosieguo dei nostri lavori, comprendere qual è il testo di cui stiamo discutendo.

MANTICA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANTICA. Signora Presidente, non le rivolgo una richiesta formale; intendo solo far rilevare che stiamo trattando un provvedimento collegato alla manovra finanziaria e non un qualsiasi disegno di legge, per così dire, di poco conto.

Comunque, si può procedere, anche se a mio giudizio è un modo un po' particolare per farlo; infatti, il testo è suddiviso in Capi e siamo partiti dagli articoli da 1 a 6, che riguardano gli interventi nel settore assicurativo.

Se mi si passa l'espressione, abbiamo una "sentenza" del Presidente del Senato in merito ad alcuni emendamenti presentati all'articolo 5: procediamo pure, anche se non credo che questo sia un modo corretto per farlo.

PRESIDENTE. Senatore Mantica, posso senz'altro essere d'accordo con lei sul modo complicato del nostro agire, visto che ci troviamo di fronte a questioni di non poco spessore, ma - ripeto - mi sembra che l'articolo 1 possa essere esaminato o almeno che possiamo iniziare l'illustrazione degli emendamenti ad esso riferiti e poi fermarci dopo tale fase procedurale. Cioè, possiamo iniziare a percorrere un tratto dell'iter del provvedimento per le questioni che già in questa sede possiamo cominciare a discutere. Nel momento stesso in cui ci accorgeremo (e ognuno di noi potrà farlo) che le difficoltà da lei prospettate saranno divenute congrue, interromperemo la discussione.

VEGAS. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VEGAS. Signora Presidente, vorrei che fossero chiariti alcuni termini della questione, che francamente mi sfuggono.

All'inizio della discussione un senatore della componente verde ha chiesto se era stato presentato un certo emendamento, sembra di capire, al quale era subordinato l'atteggiamento della sua parte politica. Vorrei allora capire qualcosa al riguardo; infatti, la copia fotostatica dell'emendamento testé distribuito in Aula, pur essendo ampiamente scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, è firmata dal relatore (o almeno così appare, scritto in stampatello) e il fax, ancorché cancellato in modo un po' grossolano, risulta provenire dal Ministero per i rapporti con il Parlamento.

Mi chiedo, allora, se si tratti di un emendamento governativo o del relatore, se sia ammissibile o no e se ci sia qualcosa sotto, rispetto a questo emendamento, che gli italiani hanno il diritto di sapere. (Applausi dai gruppi FI, LFNP e CCD). Che il Parlamento sia sotto ricatto da parte di qualche parte politica mi sembra francamente indecente. (Applausi dai Gruppi FI, LFNP, CCD e AN).

PRESIDENTE. Senatore Vegas, cercherei di essere più cauto nell'usare la parola "ricatto", perché credo che in quest'Aula ogni componente, senatore o parte politica abbia il diritto-dovere di avanzare le proprie proposte. (Applausi dal Gruppo Verdi). L'hanno fatto i colleghi Verdi, così come tante altre volte l'hanno fatto legittimamente i colleghi di Forza Italia.

La Presidenza ha davanti a sé un emendamento che è stato fatto proprio dal relatore e che è stato presentato dal relatore. Lei sa meglio di me, essendo un fine conoscitore del nostro Regolamento, che il relatore può proporre emendamenti in qualsiasi fase procedurale. Non credo che dobbiamo giudicare o valutare certe questioni in base alle cancellazioni presenti su un foglio: tra l'altro, tra noi c'è chi ha una vista più acuta e chi una vista meno acuta e credo che questo interessi veramente molto poco.

VISERTA COSTANTINI, relatore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VISERTA COSTANTINI, relatore. Signora Presidente, voglio soltanto precisare, se può risultare utile, che si è discusso della riformulazione dell'articolo 17, con la collaborazione della signora Ministro per i rapporti con il Parlamento, negli uffici esistenti presso il Senato: ciò giustifica l'intestazione che è stata cancellata.

Non so, poi, se in questa fase procedurale posso affrontare la sostanza dell'emendamento, signora Presidente.

PRESIDENTE. No, senatore Viserta Costantini, perché l'emendamento si riferisce all'articolo 17: quando saremo nell'idonea fase procedurale, lo illustrerà.

MORANDO. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORANDO. Signora Presidente, avevo chiesto di intervenire poco fa, ma sulla questione posta dal senatore Mantica, che mi pare già risolta sulla base di una discussione di merito sull'emendamento 17.1000.

Non era di ciò che volevo parlare, ma del parere espresso dalla 5a Commissione permanente su certi articoli approvati dalla Commissione: una discussione che avevamo già svolto in quella sede e che in parte era stata riproposta, all'inizio, dal senatore Mantica.

Siccome rilevo che sul quel punto egli non insiste, rinuncio a svolgere il mio intervento in merito.

PRESIDENTE. Procediamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalle Commissioni riunite.

Passiamo all’esame dell’articolo 1 sul quale sono stati presentati alcuni emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

LAURO. Signora Presidente, do per illustrati tutti i nostri emendamenti.

Mi riservo però di intervenire su di essi in sede di dichiarazione di voto.

WILDE. Signor Presidente, rinuncio all'illustrazione degli emendamenti da me presentati.

NOVI. Signor Presidente, do per illustrato l'emendamento 1.212, presentato dal senatore Mungari, al quale aggiungo la mia firma.

GUBERT. L'emendamento 1.213 intende porre rimedio, attraverso un decreto legislativo, ad una disfunzione che attualmente si verifica a danno degli assicurati che debbono ottenere riparazione per i veicoli danneggiati.

Le assicurazioni di solito si basano sui prontuari per calcolare il valore del veicolo e spesso arrivano alla conclusione che questo vale meno della riparazione da effettuare; pertanto, mettono il danneggiato nella condizione di subire sia il danno che la beffa, di ottenere cioè un risarcimento irrisorio rispetto al danno subìto.

Naturalmente l'attuale legge consente di adire al contenzioso per sostenere che il danno quantificato non è congruo, ma l'onere di tale contenzioso a carico dell'utente è veramente elevato.

Pertanto, l'emendamento 1.213 intende conferire al Governo una delega per individuare alcuni criteri correttivi, il primo dei quali dovrebbe stabilire che il valore del veicolo sia determinato con riferimento allo specifico veicolo e non ai listini e ai valori medi pubblicati dalle riviste.

Io sono assicurato per i danni arrecati ad altri veicoli e se questi hanno un certo valore, che deve essere meglio calibrato, il grado di manutenzione documentata dal quale il veicolo è seguito potrebbe rappresentare, ad esempio, un'indicazione del valore del veicolo stesso. In pratica, ridurre ad una media il valore di mercato dell'autovettura danneggia chi la cura con maggiore attenzione e premia chi circola con veicoli scalcinati privi di manutenzione.

Il secondo criterio riguarda la possibilità offerta a chi ha subìto il danno di richiedere la sostituzione del veicolo danneggiato con un altro in condizioni analoghe. Infatti, sovente capita che le assicurazioni sostengano che in base ai listini un veicolo o una motocicletta valgono una miseria e quindi concedono questa miseria al danneggiato, che può accontentarsi o andare in causa.

Credo che questo sia un comportamento scorretto. Infatti, se è vero quanto sostiene l'assicurazione, cioè che quel veicolo ha uno scarso valore, deve almeno prevedersi la sostituzione con un veicolo analogo senza concedere la miseria calcolata in base ai listini. L'assicurazione stessa probabilmente si accorgerà del fatto che il veicolo in condizioni analoghe ha un diverso valore rispetto a quello da essa stabilito per il veicolo danneggiato.

Il terzo criterio richiama il cosiddetto valore "di affezione". Questo Parlamento ha approvato un disegno di legge con il quale si consentiva di rottamare veicoli immatricolati da più di dieci anni; ad esempio, tutti i veicoli in mio possesso hanno più di dieci anni. Esiste un valore di affezione al veicolo vecchio che non è quantificabile attraverso una svalutazione meccanica del prezzo del veicolo sulla base dell'anno di immatricolazione.

L'assicurazione, valuta il veicolo in base all'anno di immatricolazione: oltre un certo numero di anni non si va. Si calcola automaticamente che ogni anno che passa comporta un'ulteriore svalutazione automatica, arrivando ben presto a valori quasi nulli. In pratica, il soggetto danneggiato non è tutelato.

Allora, il terzo criterio è che si possa valutare anche il valore di affezione, non per il singolo ma di mercato, il valore cioè che sul mercato potrebbe essere ottenuto, ad esempio, da una vecchia Seicento, da una vecchia Cinquecento o da una vecchia Guzzi Galletto, al di là del fatto che abbia venti o trent'anni di età.

Mi auguro che questi problemi, che dovrebbero essere risolti con un'attenzione maggiore delle assicurazioni verso le ragioni degli assicurati ma che invece non trovano soluzione e affliggono molta parte della nostra popolazione quando si trova in determinate circostanze, vengano presi in considerazione dal relatore e dal Governo, tenuto conto che si tratta di una delega, che lascia quindi un margine sufficiente per calibrare bene le norme.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LARIZZA, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 1.

DE PICCOLI, sottosegretario di Stato per l'industria, e per il commercio e l'artigianato. Signora Presidente, il Governo si conforma al parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200.

LAURO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAURO. Signora Presidente, poiché si tratta di variare in qualche modo il problema delle condizioni personali del conducente assicurato, vorrei che quest'Aula fosse attenta. Per questo motivo chiedo la verifica del numero legale.