Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

PASTORE. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PASTORE. Signor Presidente, io mi trovo in qualche modo tirato per i capelli in questo dibattito, perchè le affermazioni del senatore Pellegrino possono portare ad una valutazione distorta di quanto affermato soprattutto da ultimo dal collega Gasperini, le cui conclusioni io condivido totalmente.

Le intercettazioni non previamente autorizzate non sono legittime, non possono essere usate nei riguardi del parlamentare che è stato intercettato. (Applausi dal Gruppo FI). Ma, chiaramente, le intercettazioni compiute nei confronti di un terzo soggetto rispettando i canoni dei nostri codici sono intercettazioni pienamente utilizzabili.

Voglio ricordare al collega Pellegrino che esiste un adagio che si applica a queste situazioni giuridiche (mi spiace usare il latino, ma è molto efficace): utile per inutile non vitiatur, cioè, laddove vi è un contenuto valido, questo contenuto resta tale ancorché una parte dell'atto, in questo caso l'intercettazione nei confronti del parlamentare, sia risultata illegittima e quindi inutilizzabile.

Per questo io ritengo che l'autorizzazione successiva non sia ammissibile. Naturalmente voterò contro il parere della Giunta e ritengo che il collega Camber potrà utilizzare in suo favore le risultanze delle intercettazioni, quando naturalmente siano state compiute nei confronti del terzo.

Voglio anche ricordare ai colleghi che quando si discusse di questo argomento il 14 luglio dell'anno scorso, allorché tale argomento venne risolto con un voto, diciamo, sfavorevole all'autorizzazione, credo che ognuno di voi, colleghi, abbia fatto mente alla situazione personale in cui si sarebbe trovato ove fosse stato possibile in qualsiasi località, in qualsiasi momento della propria vita trovarsi nelle proprie vicinanze una microspia, un registratore, un intercettatore, perchè l'autorizzazione era stata concessa non da questo Parlamento ma nei confronti di un soggetto con il quale il parlamentare potrebbe avere una frequentazione continua.

Chiedo quindi fortemente che questo ramo del Parlamento si pronunci nel senso di negare l'autorizzazione all'utilizzo di colloqui fra presenti e se a seguito della richiesta del collega Camber o per qualche altra motivazione i colleghi dovessero ritenere di sentirsi più liberi adottando il voto segreto, avanzo la richiesta di votazione a scrutinio segreto su questo Documento, che credo coinvolga la coscienza di tutti noi. (Applausi dal Gruppo FI).