Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000
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FASSONE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FASSONE. Signor Presidente, colleghi, è mio dovere, oltre che mia abitudine, accettare le decisioni prese da un organismo deputato ad adottarle. Quindi, prendo atto delle conclusioni raggiunte dall’Aula nelle due vicende che ci hanno occupato. Ma ritengo altresì mio dovere, oltre che mia abitudine, continuare ad illustrare i princìpi inderogabili ai quali le decisioni devono uniformarsi per essere costituzionalmente corrette.
Nelle due vicende che abbiamo affrontato ha continuato a riecheggiare l’equivoco che ha caratterizzato gran parte delle decisioni di quest’Aula, cioè il ritenere attività e funzione parlamentare sinonimo di attività e funzione politica. Questo non è esatto, perché lo stabiliscono la Costituzione e tutte le sentenze della Corte costituzionale che questa mattina ho richiamato e che si sono risolte in una sostanziale censura all’attività dei due rami del Parlamento. Mi basta ricordare che l’interpretazione del primo comma dell’articolo 68 della Costituzione porta ad escludere, per non trasformare la prerogativa in un privilegio personale, che sia compresa nell’insindacabilità tutta la complessiva attività politica che il singolo membro del Parlamento pone in essere, rientrandovi invece soltanto quella che si manifesta attraverso l’esercizio delle funzioni parlamentari.
Molti senatori hanno affermato che noi non dobbiamo entrare nel merito, e ciò è esatto e condivisibile, ma proprio perché non dobbiamo entrare nel merito lo spettro della nostra indagine deve appuntarsi essenzialmente sul fatto che una certa attività costituisca esercizio di funzione parlamentare. Come è stato detto ripetutamente, gli articoli di stampa, le interviste, le trasmissioni televisive non sono tali, rientrando nel concetto di attività politica ma non in quella di funzione parlamentare, a meno che in esse non venga riprodotto, con sostanziale identità, il contenuto di un’attività svolta nell’esercizio della funzione parlamentare.
Qui siamo in un ambito di trasmissione televisiva, in uno scambio di accuse hinc et inde pesanti e gravi, che formano l’oggetto appunto di quella situazione di eventuale reciprocità che la giurisdizione è chiamata ad appurare, al fine di sancire l’eventuale non punibilità di uno o di entrambi i contendenti. Il nostro esame deve limitarsi soltanto all’oggetto di cui ho detto.
Per queste ragioni, ritengo che la conclusione della Giunta non sia corretta e non debba essere approvata.