Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000
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CONTESTABILE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTESTABILE. Signor Presidente, il senatore Pellegrino ha sollevato, come gli è consueto, un problema serio, quello dei rapporti fra la decisione di un ramo del Parlamento sull'insindacabilità delle dichiarazioni di un proprio membro e le decisioni della Corte costituzionale.
Dobbiamo innanzitutto rilevare che nella giurisprudenza della Corte costituzionale c'è stato un cambiamento radicale a questo proposito; infatti, nella giurisprudenza della Corte fino al 1997 il concetto di funzione parlamentare era assai più esteso di quello poi definito nella giurisprudenza della stessa Corte dal 1998 in poi. Questo significa che la decisione della Corte è ancorata, più che a criteri normativi, a decisioni di tipo politico.
Vi è poi da rilevare che lo stesso giudizio sui conflitti fra poteri dello Stato è figlio non della norma, ma di un'elaborazione giurisprudenziale da parte della stessa Corte. Sono leciti molti motivi di perplessità su tale elaborazione giurisprudenziale.
Il Parlamento farebbe bene ad emanare una legge subcostituzionale di applicazione dell'articolo 68 della Costituzione, altrimenti si continuerà ad assistere ad un'assurdità - lo affermo con il massimo rispetto per la Corte costituzionale - e cioè che le decisioni di un ramo del Parlamento eletto direttamente dai cittadini della Repubblica italiana saranno ritenute minusvalenti rispetto alle decisioni della Corte costituzionale, organo, ça va sans dire, autorevolissimo, ma non frutto di elezione diretta e perciò non sede delle libertà e dei presidi democratici del nostro Paese.
Il Parlamento farebbe bene, perciò, ad emanare in tutta urgenza - ripeto - una legislazione subcostituzionale di applicazione della norma prevista dall'articolo 68 della Carta costituzionale, altrimenti si continuerà ad assistere a questa situazione assurda sotto il profilo della democrazia: un organo di alta giurisdizione, ma eletto in secondo grado e nominato, potrà giudicare sui deliberati dell'organo, il Parlamento, ove è posto il massimo presidio delle libertà democratiche.
Credo che debba essere riaffermata la preponderanza delle decisioni di questo ramo del Parlamento; voterò pertanto a favore della decisione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. (Applausi dai Gruppi FI, CCD e AN).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Senese. Ne ha facoltà.