Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

GASPERINI. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPERINI. Signor Presidente, personalmente ho fatto come il gallo pigro che mentre l'altro cantava si limitava a dire di sì, infatti mi sono limitato a dire sempre di sì a quanto affermava il senatore Russo. Tuttavia devo fare una notazione. È stata sollevata in questa sede una questione importante dal senatore Senese, il quale in pratica vorrebbe chiamare il nostro amico senatore Palmiro Contestabile, se ho ben capito, facendo una fusione dei concetti che furono svolti a suo tempo in sede di Corte costituzionale. (Ilarità).

Il senatore Senese dice: state attenti, signori senatori, parlamentari, perché la Corte costituzionale boccia tutti i vostri conflitti; state accorti, perché la giurisprudenza è questa; ergo seguite la giurisprudenza della Corte costituzionale. Ebbene, a questo indirizzo io mi ribello come cittadino, come uomo, consentitemi, di Stato e come giurista. Noi qui non siamo in un'Aula di giustizia ove il giudice è tenuto ad applicare la giurisprudenza dei maggiori. (Applausi dai Gruppi LFNP, FI e AN). Il giudice unico, che una volta meglio si chiamava pretore, seguiva l'indirizzo della Corte regolatrice nel caso concreto perché la giurisprudenza unificava le decisioni che i giudici prendevano sull'intero territorio della nostra Repubblica.

Ma qui il caso è ben diverso: noi siamo in un libero Parlamento, presidio delle libertà di ogni cittadino, come giustamente osservava il senatore Palmiro Contestabile. (Ilarità). Noi non siamo affatto tenuti a seguire la giurisprudenza della Corte costituzionale. È vero, quest'ultima stabilisce caso per caso e ci invita ad emanare una legge esplicativa dell'articolo 68 della Costituzione; non lo abbiamo ancora fatto e la Corte costituzionale ci sollecita a dare finalmente un'interpretazione autentica a questo articolo. Questo fa la Corte: decide sul caso concreto; domani deciderà se la nostra decisione è annullabile perché incoerente con il dettato costituzionale; potrà decidere in un senso o nell'altro giacché sappiamo che la giurisprudenza della Corte costituzionale oscilla come le foglie al vento a seconda che questo vada da una parte o dall'altra. (Applausi dei senatori Tomassini e Biasco). La sua decisione non ha certamente valore per l'eternità, non è una tavola divina; la Corte costituzionale decide giorno per giorno perché è composta da uomini come noi. Questo ha il potere di fare perché la legge costituzionale le affida questo compito.

Ma noi, signori, che domani affronteremo la legge interpretativa dell'articolo 68 della Costituzione, da questi lavori parlamentari avremo l'indirizzo per fare una buona legge perché dal dibattito sui casi concreti trarremo il giusto ed equo per fare finalmente una legge che rappresenti la libertà del parlamentare.

Sono quindi completamente in disaccordo con quanto affermava certamente meglio di me, con alate parole, il senatore Senese. Noi siamo principi in casa nostra e decidiamo secondo scienza e coscienza dando peraltro un indirizzo al futuro legislatore che dallo studio approfondito dei lavori parlamentari saprà trarre una legge che rappresenti veramente il presidio di libertà del Parlamento in sé come istituzione e del singolo parlamentare. (Applausi dai Gruppi LFNP, FI, CCD e AN e del senatore Gubert).