Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

BESOSTRI. Signor Presidente, colleghi, è con disagio che stamattina ho partecipato alla votazione. Ho espresso tale disagio astenendomi, pur sapendo che per il nostro Regolamento l'astensione ha lo stesso effetto di un voto contrario.

Il disagio non deriva dal merito della questione, di cui tutti diciamo che non dobbiamo occuparci, ma della quale poi di fatto ci occupiamo, visto che la signora Ariosto è stata più volte evocata per un fine o per l'altro. Deriva dal fatto che sono assolutamente convinto, dalla lettura dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, che la mediazione della Giunta e dell'Aula per stabilire se io abbia o meno esercitato le mie funzioni e perciò se le opinioni da me espresse ricadano nelle previsioni di cui a tale primo comma dell'articolo 68 non sia necessaria.

Con la legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3, è stata abolita ogni forma di autorizzazione a procedere. Non possiamo reintrodurla sotto forma di un voto della Camera di appartenenza, la quale stabilisce a maggioranza, su proposta della Giunta assunta anch'essa a maggioranza, se io abbia o meno esercitato le mie funzioni di parlamentare.

La norma di cui al primo comma dell'articolo 68 della Costituzione è chiarissima e non ha bisogno di interpretazioni, è di diretta ed immediata applicazione. Per di più, è una norma, a differenza del secondo comma, posta non a tutela del Parlamento come organo e della sua integrità, ma del singolo parlamentare.

E se è posta a tutela del singolo parlamentare, non c'è nessuna maggioranza che può stabilire, per valutazioni che possono essere anche politiche, se io rientri o non rientri nelle previsioni del primo comma.

Questa, a mio avviso, è l'unica interpretazione che è possibile dare del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione. Infatti, si è tentato di regolare con legge la questione: l'apposito provvedimento prevedeva questo tipo di passaggio, ma non è mai andato in porto. Però, sopravvive un passaggio che era previsto in quel disegno di legge.

Chiedo ancora una volta, di fronte ad una norma che è chiara e perciò di diretta applicazione, che non ha bisogno di nessuna mediazione normativa, per quale fatto si debba decidere a maggioranza. E' un pericolo che verrà aggravato, visto che siamo tutti d'accordo - più o meno, per una volta - sull'adozione del sistema maggioritario per l'elezione del Parlamento, perché lo stesso potrebbe portare alla formazione di maggioranze omogenee che, in odio alla minoranza, potrebbero, anche quando un parlamentare ha esercitato le sue prerogative, negargli con un voto a maggioranza che le abbia o meno esercitate.

Se questo è l'unico filtro, vuol dire che in sede di dibattimento non potrò più invocare l'articolo 68 della Carta costituzionale, perché la mia Camera di appartenenza ha dichiarato che non ho esercitato le mie funzioni quando ho votato, quando ho presentato un'interrogazione o un'interpellanza. Mi sembra che ciò contrasti con ogni principio di diritto e soprattutto con la norma costituzionale. Quella di cui al primo comma dell'articolo 68 della Costituzione è una norma posta alla tutela del singolo parlamentare, tant'è che non è prevista l'espressione "senza autorizzazione", presente invece in altre norme. In questo modo, dando un parere sul fatto che un parlamentare abbia o meno esercitato le sue funzioni, in realtà introduciamo in una materia che non la prevede un'autorizzazione che è stata abolita, mentre permane per quanto riguarda le perquisizioni, l'arresto e la detenzione.

L'esercizio delle funzioni parlamentari non è assoggettabile a nessun voto di maggioranza proprio per sua natura. Pertanto, non parteciperò alla votazione.

DIANA Lino. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.