Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000
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CALLEGARO, relatore. Sì, signor Presidente, intendo illustrare la relazione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il quotidiano "Il Messaggero" dell'11 dicembre 1997 riportava un articolo in cui erano contenute alcune affermazioni del senatore Pera. Tale articolo si soffermava sull'inchiesta concernente il tema dei casi di corruzione che si sarebbero verificati presso gli uffici giudiziari di Roma, vicenda nella quale ha avuto un ruolo importante la deposizione testimoniale della signora Ariosto.
Una frase riportata in detto articolo così recitava: "giorno e notte è seguita - "la signora Ariosto" - da una scorta, che è l'equivalente milanese dei programmi di protezione palermitani accordati ai pentiti di pari rango.". In tale affermazione la signora Ariosto ha ravvisato una lesione del proprio onore, in quanto sarebbe stata a suo avviso paragonata ai mafiosi siciliani.
L'inchiesta sui giudici romani è stata ovviamente oggetto di discussione sia a livello di opinione pubblica, sia in Parlamento. A tale riguardo, ricordo che il senatore Pera intervenne sull'argomento nel corso di un dibattito svoltosi in Aula il 17 giugno 1997, cui seguì la presentazione di un'interrogazione; rammento altresì un'ulteriore discussione cui partecipò il senatore Pera che ebbe luogo nel corso della seduta del 2 luglio 1997 e la presentazione di un'altra interrogazione il successivo 9 luglio.
Ritengo quindi che la posizione del senatore Pera sull'episodio fosse evidente, dal momento che l'articolo cui ho fatto riferimento conteneva esclusivamente quanto dichiarato dal collega sia in quest'Aula che nei testi delle interrogazioni presentate.
Mi pare quindi evidente il nesso funzionale tra l'attività parlamentare del senatore Pera e quanto poi riportato nell'articolo, il cui contenuto altro non è che il riflesso esterno di quanto affermato dal collega Pera in questa sede.
Non spetta a noi naturalmente entrare nel merito, ma debbo dire che a me pare evidente l'interpretazione di questa frase proprio perché univoca. Infatti, non è possibile che essa possa essere equivocata, dal momento che la critica del senatore Pera non era rivolta tanto alla figura della signora Ariosto, quanto al fatto che per seguire e proteggere una teste venisse scomodata una scorta così numerosa quale quella generalmente utilizzata per i pentiti di mafia siciliani.
Come ripeto, la critica non era rivolta alla posizione di teste della signora Ariosto, nei confronti della quale non è stato espresso alcun giudizio, quanto al fatto che una teste venisse protetta allo stesso modo di un pentito di mafia.
Per questi motivi, la Giunta ha ritenuto di proporre all'Aula l'insindacabilità delle affermazioni del senatore Pera contenute dal sopracitato articolo.