Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

DIANA Lino. Signor Presidente, colleghi, credo possa essere condivisa, ma solo in parte, la proposta che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari presenta a quest'Assemblea nel caso di specie.

A mio giudizio, l'espressione proferita dal senatore Pera e che ha attirato le "attenzioni" della signora Ariosto - che ha proposto istanza di punizione in sede penale ritenendone il contenuto diffamatorio - si compone di una prima parte che certamente consiste nella manifestazione di un'opinione legata all'esercizio del mandato parlamentare, stante che il parlamentare Pera rileva criticamente e lamenta che al teste di accusa di un procedimento penale sia riservata la protezione di una scorta numerosa tanto quanto quelle che si sogliono riservare ai pentiti di mafia palermitana. Tuttavia, è il caso di dire che, in cauda venenum, nella parte finale dell'espressione vi è un concetto che non può certamente rientrare nella manifestazione di un'opinione che possa considerarsi rientrante nell'esercizio della funzione parlamentare, quando si parla di pentito di pari rango. Indubbiamente, in questo caso, l'opinione del senatore Pera trasmoda in una valutazione di carattere personale che nulla ha a che vedere con l'interesse pubblico che un parlamentare può avere nel criticare la concreta applicazione in sede amministrativa delle provvidenze, che l'ordinamento predispone per la protezione dei testi d'accusa in delicati procedimenti penali.

Quindi, rilevare che la concreta applicazione di un'imponente misura amministrativa a difesa e a protezione di un teste di accusa può essere una critica rientrante in un'opinione non sindacabile perché il parlamentare ha interesse a evidenziare che, nel caso concreto, si fa cattivo governo delle provvidenze che l'ordinamento stabilisce. Ciò nonostante, il parlamentare non può invocare, a mio modesto parere, la stessa guarentigia della non sindacabilità quando si permette di definire un teste d'accusa in un procedimento penale ordinario alla stregua di un pentito di rango pari a quello dei processi di mafia palermitana.

Pertanto, alla luce di questa seconda parte, che non ritengo coperta dalla tutela prevista dall'articolo 68 della Costituzione, esprimerò voto contrario sul parere della Giunta.