Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 846 del 31/05/2000

GRECO. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRECO. Signor Presidente, se già questa mattina, nell'esaminare un altro episodio di insindacabilità che riguardava lo stesso collega Pera, era più che giustificabile e giustificato l'intervento svolto dal senatore Fassone, debbo ora esprimere la mia meraviglia per il fatto che anche per l'episodio cui si riferisce il Documento in esame (che pensavo non richiamasse ulteriormente l'attenzione dell'Assemblea, dopo la particolare attenzione già ad esso rivolta dalla Giunta) si è giunti al punto che il senatore Russo ha dovuto far presenti alcuni suoi rilievi per convincere l'Assemblea a votare in maniera difforme rispetto al parere espresso dalla Giunta.

Ritengo, invece, che l'Assemblea, come ha già fatto la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, debba porre particolare attenzione a questa nuova vicenda, con particolare riferimento alla posizione di questa nota signora milanese, Stefania Ariosto, che sta impegnando, purtroppo, molto del nostro tempo, anche per altri episodi.

Ritengo innegabile il fatto che la posizione della signora Ariosto è già stata ampiamente oggetto di dibattiti parlamentari. Anzi, in un momento particolare della vita parlamentare l'attenzione è stata attirata dalle questioni poste anche dalle deposizioni processuali che la stessa ha reso a Milano davanti all'autorità giudiziaria: questioni che sono state poi esaminate e analizzate in vari dibattiti, dentro e fuori il Parlamento, ma sempre da parlamentari che hanno collegato la figura di questa signora con alcune interferenze in taluni processi "politici".

Queste affermazioni, allora, intendono proprio dimostrare che tutto ciò che viene legato alla signora Ariosto ha un innegabile carattere politico e importanza, anche in questo caso, "parlamentare".

Non vorrei poi ripetere ciò che ha già ribadito attraverso la sua relazione il senatore Callegaro, dimostrando che le affermazioni e le dichiarazioni rese dal senatore Pera non erano rivolte alla signora Ariosto; piuttosto, egli intendeva richiamare l'attenzione dei media sul sistema dei collaboratori di giustizia.

Noi tutti sappiamo che il dibattito politico si è accentrato di recente e a tutt'oggi sulla questione dei collaboratori di giustizia, su tutto ciò che ruota attorno alla loro protezione e sulle massicce scorte che costano molto all'erario dello Stato. Il senatore Pera, quindi, intendeva criticare soprattutto il sistema dei collaboratori di giustizia facendo quel paragone fra la scorta che si occupava della protezione - non so da che cosa la dovessero proteggere - della signora Ariosto e le scorte - quelle sì giustificate - che si vedono spesso nelle città siciliane e che esercitano attività di protezione dei pentiti.

Ho voluto esprimere questi brevi rilievi proprio per richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulla necessità di condividere l'operato della Giunta. Per questo motivo, è opportuno esprimere un voto favorevole al parere comunicato a questa Presidenza il 1° dicembre 1999 dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari che ha ritenuto insindacabili le opinioni espresse dal senatore Pera.