Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002



Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro giustizia

(Governo Berlusconi-II)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 settembre 2002, n. 201, recante misure urgenti

per razionalizzare l' amministrazione della giustizia (1713-B)

(presentato in data 06/11/02 )

S.1713 approvato dal Senato della Repubblica; C.3290 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati;

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro Lavoro e polit. soc.

(Governo Berlusconi-II)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, recante disposizioni

urgenti in materia di emersione del lavoro sommerso e di rapporti di lavoro a tempo parziale (1738-B)

(presentato in data 06/11/02 )

S.1738 approvato dal Senato della Repubblica; C.3291 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati;

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Sen. RIPAMONTI Natale

Delega al Governo per l'istituzione presso i tribunali di una sezione specializzata per i reati ambientali (1816)

(presentato in data 06/11/02 )

Sen. CICOLANI Angelo Maria, IOANNUCCI Maria Claudia

Istituzione della "Sabina Universitas Rieti" (1817)

(presentato in data 06/11/02 )

 

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

2ª Commissione permanente Giustizia

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 settembre 2002, n. 201, recante misure urgenti

per razionalizzare l' amministrazione della giustizia (1713-B)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 8° Lavori pubb.

S.1713 approvato dal Senato della Repubblica; C.3290 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 07/11/02 )

11ª Commissione permanente Lavoro

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, recante disposizioni

urgenti in materia di emersione del lavoro sommerso e di rapporti di lavoro a tempo parziale (1738-B)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz.

S.1738 approvato dal Senato della Repubblica; C.3291 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 07/11/02 )

 

 

Disegni di legge, approvazione da parte di Commissioni permanenti

Nella seduta di ieri, la 6a Commissione permanente (Finanze e tesoro) ha approvato il disegno di legge: deputati Spini; Guerzoni ed altri; Lo Presti ed altri; Raisi e Saia; Volontè ed altri; Giovanni Bianchi; Burani Procaccini; Giacco ed altri; Verdini; Bocchino. - "Provvidenze in favore dei grandi invalidi" (1744) (Approvato dalla 11a Commissione permanente della Camera dei deputati), con modificazioni.

 

 

 

Disegni di legge, ritiro di firme

In data 5 novembre 2002, il senatore Ciccanti ha dichiarato di ritirare la propria firma dal disegno di legge: Carella ed altri. - "Norme per la regolamentazione dell'esercizio delle farmacie" (1389).

 

Governo, richieste di parere su documenti

Il Ministro delle politiche agricole e forestali, con lettera in data 4 novembre 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3-bis, comma 4-bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale recante definizione delle caratteristiche delle procedure e delle garanzie integrative dei centri autorizzati di assistenza agricola (n. 157).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, tale richiesta è stata deferita alla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), che dovrà esprimere il proprio parere entro il 27 novembre 2002.

 

Governo, trasmissione di documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 , comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento degli incarichi di dirigente ai dottori Giuseppe Celotto e Nello Martini, nell'ambito del Ministero della salute.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 17 ottobre 2002, ha inviato, ai sensi dell'articolo 82 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, la relazione sull'attuazione delle norme sulla circolazione dei beni culturali e attuazione in Italia e all'Estero degli atti comunitari indicati dalla legge riguardante la restituzione dei beni illegalmente usciti da uno stato dell'Unione europea.

Detta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7a Commissione permanente.

 

 

 

 

Interpellanze

ANGIUS, BRUTTI Paolo - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il giorno 30/10/2002, in risposta ad un'interrogazione degli onorevoli Vianello e Martella sulla posizione del Governo in merito alla realizzazione del passante di Mestre, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ing. Lunardi, dichiarava: "...alla riunione del CIPE di domani il mio Dicastero esporrà una nota informativa sulla realizzazione del passante di Mestre. In particolare, siamo in grado di assicurare, per la fine del mese di novembre 2002, la presentazione al CIPE dei progetti preliminari sia del passante esterno sia del tunnel. Mentre per il tunnel si porterà avanti solo la fase progettuale, per il passante esterno siamo in grado di assicurare, entro il mese di maggio 2003, l'approvazione dell'intervento da parte del CIPE e la gara per l'affidamento ad un general contractor sempre entro il 2003";

nella medesima risposta il ministro Lunardi si esprimeva a favore della complementarietà delle due infrastrutture, affermando esplicitamente, contro ogni evidenza, che non erano assolutamente da temere interferenze negative con la concessione in essere e con quella da stipulare con le società di gestione (Venezia-Padova, Autovie Venete e Società Autostrade), dicendo fra l'altro: "Per accelerare le procedure di realizzazione dell'intervento, l'ANAS segnala di aver previsto l'inserimento dell'intervento per quota parte negli strumenti convenzionali delle predette società autostradali. Tale inserimento non prevede alcuna modifica degli attuali rapporti di concessione della società in questione in quanto restano fermi i periodi di durata delle singole concessioni; tant'è che il 20 settembre 2002 l'ANAS ha approvato la modifica dei piani finanziari delle tre società, prevedendo la realizzazione del passante largo in tre parti ugualmente ripartite tra le stesse";

sulla compatibilità delle due infrastrutture, sotto il profilo economico e sotto quello ambientale, esistevano invece profonde divergenze, tra il Ministro, le istituzioni locali, le forze economiche e le stesse concessionarie autostradali (si vedano in proposito le dichiarazioni del presidente della giunta regionale del Veneto, del presidente della Commissione attività produttive del Consiglio regionale e quelle del presidente degli industriali del Veneto),

nella giornata del 31/10/2002 il CIPE deliberava positivamente sul passante in superficie, prevedendo una corposa compartecipazione delle concessionarie autostradali e delle banche, superiore all'80% del costo delle opere, e non forniva alcun beneplacito sulla realizzazione del tunnel sotterraneo, rafforzando la tesi dell'incompatibilità delle due soluzioni;

immediatamente dopo il Ministro ribadiva la sua volontà di procedere comunque, attraverso l'ANAS, alla progettazione del tunnel sotterraneo, facendo ricorso a risorse interamente pubbliche;

a tutt'oggi l'ANAS non ha espresso alcuna valutazione sulla utilità e compatibilità del tunnel sotterraneo, in tal modo avallando nella sostanza il punto di vista del ministro Lunardi;

poiché è cosa ben nota che:

il ministro Lunardi è il principale consulente tecnico e geotecnico per le verifiche progettuali sulla realizzazione del tunnel autostradale di Mestre (si veda l'incarico relativo dell'ANAS del 23/2/2001) con contributi primari anche alla progettazione della "talpa" che dovrebbe scavarlo;

l'attuale Amministratore delegato di ANAS, ing. Pozzi, deve al ministro Lunardi la sua nomina al vertice dell'ANAS, nonostante non ricorressero nei suoi confronti le condizioni di legge;

sono intercorsi rapporti professionali e d'affari tra l'Amministratore delegato di ANAS e il ministro Lunardi, sin dal ripristino del traforo del Monte Bianco e successivamente quando l'attuale Amministratore delegato di ANAS, in qualità di Amministratore delegato di RAV (società concessionaria del raccordo autostradale della Valle d'Aosta), affidava alla società dell'ing. Lunardi la progettazione e il monitoraggio delle opere in galleria del raccordo autostradale,

si chiede di sapere:

se non sia evidente il conflitto di interessi in cui si trova il ministro Lunardi mentre indirizza l'ANAS a realizzare comunque la progettazione del tunnel autostradale di Mestre, in aggiunta al raccordo in superficie, nonostante le obiezioni universalmente sollevate a questo riguardo;

se il silenzio-assenso su tutta la vicenda dell'Amministratore delegato di ANAS non sia censurabile sotto il profilo della vigilanza e del controllo, essendo l'ANAS responsabile dell'asseverazione della congruità e della rispondenza operativa e progettuale degli interventi infrastrutturali del tipo di quello in questione;

se non si ravvisi nel comportamento del Ministro l'obiettivo di indurre le società concessionarie a recedere dalla partecipazione al progetto del passante in superficie, per l'antieconomicità dell'opera stessa, a causa del duplicamento delle infrastrutture di attraversamento;

cosa intenda fare il Governo per impedire che tale stato di cose si realizzi e si determinino ulteriori ritardi e un dispendio ingente di denaro pubblico;

quali provvedimenti il Governo intenda assumere nei confronti della negligenza, spinta fino alla soglia della connivenza, di cui si è reso responsabile l'Amministratore delegato di ANAS;

cosa intenda fare il Governo per far cessare lo stato di conflitto di interessi cui soggiace il ministro Lunardi e che causa evidenti, continue e dannose distorsioni sull'allocazione degli investimenti infrastrutturali.

(2-00264)

Interrogazioni

DE PETRIS - Ai Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

a seguito di analisi effettuate presso il Laboratorio chimico della Camera di Commercio di Torino, commissionate dal mensile "Il Salvagente", è stata riscontrata la presenza del mais geneticamente modificato 'Mon 810' nel prodotto alimentare denominato "Casa Fiesta", attualmente commercializzato in Italia;

il suddetto laboratorio ha inoltre accertato la presenza di soia geneticamente modificata, non dichiarata in etichetta, nel latte sostitutivo per la prima infanzia denominato "Alsoy Nestlè", anch'esso distribuito in tutto il Paese;

il mais "Mon 810" è stato sospeso in via cautelativa, con provvedimento del Ministro della salute del 4 agosto 2000, in relazione ai sospetti di pericolosità per la salute umana;

a seguito di sentenza del TAR del Lazio n.1233 del 2002 è stato imposto ai produttori di cibi per la prima infanzia di indicare in etichetta la presenza di materiale geneticamente modificato, anche se presente in percentuale inferiore all'1%;

le situazioni riscontrate nei prodotti di cui sopra configurano pertanto una violazione della normativa vigente sui prodotti alimentari e un possibile rischio sanitario per i consumatori;

in particolare la prima infanzia richiede una tutela specifica in relazione alla vulnerabilità dei soggetti interessati,

si chiede di sapere:

se non si ritenga necessario disporre immediatamente i necessari controlli a cura delle strutture pubbliche competenti in ordine alla composizione dei prodotti "Casa Fiesta" e "Alsoy Nestlè";

se non si ritenga opportuno disporre in via cautelativa il ritiro dal commercio dei due prodotti sopracitati sull'intero territorio nazionale onde prevenire possibili rischi per la salute pubblica ed assicurare il rispetto della vigente normativa.

(3-00703)

GUERZONI - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Posto che:

in materia di liquidazione in favore degli istituti bancari che vantano crediti verso cooperative in dissesto, con l'art. 126 della "finanziaria" 2001 sono stati destinati 230 miliardi di lire;

con un precedente stanziamento erano già stati liquidati i crediti per 317 posizioni su un totale di 749 come risulta dall'elenco n. 1 del decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2/1/96;

considerato che:

vi sono soci di cooperative dissestate - in genere piccoli imprenditori agricoli - e le loro famiglie in forti difficoltà poiché hanno da numerosi anni bloccati i loro patrimoni e non possono ricorrere a crediti bancari;

dal 1996, da ben sei anni, oltre quattrocento pratiche certificate per la liquidazione sono in attesa dell'attuazione delle "liberatorie";

tenuto conto che non si ha notizia dell'erogazione dei 230 miliardi di lire stanziati con la legge finanziaria 2001, art. 126, nonostante siano trascorsi ormai due anni,

si chiede di conoscere se quanto sopra descritto corrisponda a verità ed in caso affermativo quali cause abbiano ostacolato l'attuazione del citato articolo di legge e quanto stia facendo il Governo per risolvere rapidamente la grave situazione denunciata.

(3-00704)

PEDRINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:

            che l'incidente aereo di Linate dell'8 ottobre 2001 è stato uno dei più gravi occorsi nell'aviazione civile italiana;

            che le cause e le concause dell'incidente, a quanto si è appreso dagli organi di informazione, non sono imputabili a fatti imprevedibili, quanto piuttosto a gravissime omissioni degli organi preposti ad assicurare le misure di prevenzione stabilite dalle norme internazionali;

            che tecnici dell'aviazione civile di paesi stranieri, dopo un sopralluogo a Linate, avrebbero denunciato il mancato adeguamento delle misure di sicurezza e la non avvenuta rimozione delle carenze esistenti al momento dell'incidente;

            che la commissione di inchiesta ministeriale, istituita il 10 ottobre 2001, ha prontamente consegnato al Ministro le proprie conclusioni dopo soli 20 giorni di lavoro;

            che detta relazione della commissione d'inchiesta amministrativa non è stata portata a conoscenza della Commissione parlamentare bicamerale istituita per far luce sull'incidente di Linate, in quanto "segretata" dal Ministro;

            che detta relazione è stata, invece, acquisita dal pubblico ministero di Milano che conduce l'inchiesta penale;

            che il presidente della commissione ministeriale, all'epoca capo dipartimento dell'Aviazione civile, è stato rimosso dall'incarico, apparentemente in forza dell'applicazione del principio dello spoil system, benché il Tribunale del Lavoro abbia dichiarato nullo il decreto del Presidente della Repubblica di revoca dalle funzioni dello stesso;

            che risulterebbero, dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla Magistratura di Milano e pubblicate dalla stampa dopo l'incidente di Linate, manovre dei dirigenti ministeriali, indagati per le responsabilità nel disastro e per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, volte a far rimuovere il capo dipartimento dell'Aviazione civile,

        si chiede di conoscere:

            i motivi che hanno consigliato il Ministro a "segretare" un documento che, viceversa, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza degli organi dell'aviazione civile internazionale (I.C.A.O.) per le necessarie precauzioni da adottare nell'aeroporto di Linate;

            le ragioni della rimozione del capo dipartimento dell'Aviazione civile e le motivazioni che hanno consigliato la nomina del sostituto;

            quali interventi di risanamento dell'aviazione civile, con particolare riferimento alla sicurezza del volo, il Ministro intenda attuare e i criteri che ha adottato e che intende adottare nelle nomine già disposte ed in quelle che si accinge a fare nell'ENAC e nell'ENAV;

            quale sia stato, infine, il ruolo del superispettore proposto dal Governo come garante della sicurezza del trasporto aereo.

(3-00705)

PELLICINI - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:

il Comune di Valganna (Provincia di Varese), ed in particolare l’abitato di Ganna, non riceve i programmi televisivi perché trovasi in un cono d’ombra rispetto ai ripetitori esistenti, in quanto quello di Monte Marzio è rivolto verso la Svizzera, mentre quello di Campo dei Fiori è rivolto verso Varese;

che neppure l’installazione di antenne paraboliche vale a garantire la ricezione dei programmi, sicché l’abitato di Ganna è privo di ogni collegamento televisivo;

che i cittadini del Comune di Valganna non usufruiscono di alcun servizio, con grave disagio e con giustificato disappunto;

che a nulla sono valse le proteste dei cittadini e del Sindaco, espresse anche attraverso gli organi di stampa, che hanno denunziato l’assurda situazione del Comune di Valganna;

che i cittadini del Comune pagano regolarmente il canone di abbonamento televisivo, senza ricevere alcun programma,

si chiede di conoscere quale iniziativa urgente il Ministro delle comunicazioni intenda adottare per consentire ai cittadini del Comune di Valganna e di Ganna di ricevere i programmi RAI, per i quali pagano inutilmente il canone di abbonamento, all’uopo installando nel più breve tempo possibile altro idoneo ripetitore che valga a permettere il collegamento televisivo.

(3-00706)

Interrogazioni a risposta scritta

SCALERA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la legge n. 381 del 1991 riconosce una particolare disciplina nella concessione di appalti di lavoro da parte delle pubbliche amministrazioni alle cooperative sociali di tipo B, che inseriscono nel mondo del lavoro persone disabili ed in stato di disagio;

tale agevolazione, motivata dall'alto valore sociale di tali iniziative economiche, trova riscontro nella stessa normativa comunitaria,

si chiede di sapere:

se risponda a verità che con una interpretazione estensiva della legge n. 488 del 1999 la Consip è subentrata agli enti pubblici nella gestione degli appalti, senza considerare la specificità della legge n. 381 del 1991, sottraendo in tal modo le quote riservate e decretando la fine di importanti esperienze di integrazione sociale e lavorativa;

quali iniziative si intenda assumere per assicurare il rispetto della citata legge finalizzata a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.

(4-03296)

SCALERA, MANZIONE, FORMISANO, SODANO Tommaso, VILLONE - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

la società Alenia Aeronautica ha reso noto ai sindacati il provvedimento che prevede 10 giorni di cassa integrazione ordinaria per i circa 3000 lavoratori degli stabilimenti campani;

il provvedimento riguarderà circa 1800 dipendenti dell'impianto capofila di Pomigliano d'Arco e degli stabilimenti di Nola, Casoria e Capodichino,

si chiede di conoscere quali interventi il Governo intenda avviare per promuovere una corretta informazione delle organizzazioni sindacali da parte dell’azienda.

(4-03297)

SCALERA, LAURIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Per sapere:

se risponda a verità che secondo una nota società di indagine statistica sono notevolmente aumentati gli spazi acquistati dalla Presidenza del Consiglio per gli spot istituzionali con particolare riferimento alle reti Mediaset;

se tali notizie sono vere, se non si ritenga opportuno spiegare quali siano i motivi a base di tale incremento, vista anche la delicatezza della questione alla luce del dibattito tuttora in corso sulle tematiche del conflitto d’interesse.

(4-03298)

CHINCARINI, FRANCO Paolo, STIFFONI, VANZO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a seguito della dimissione presentata nel Comune di Lavagno in data 3 giugno 2002 da parte di nove Consiglieri Comunali, il Prefetto di Verona ha disposto la sospensione del Consiglio Comunale e il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell'interno, lo scioglimento in data 2 luglio 2002;

avverso tali atti sia il Sindaco sia il Vice Sindaco hanno proposta ricorso innanzi al T.A.R. del Lazio sostenendo che in data 3 giugno le dimissioni erano state volontariamente presentate da solo otto Consiglieri Comunali in quanto uno di essi, Enzo Bonifacio, con dichiarazione resa nella stessa giornata dinnanzi al Comando Stazione dei Carabinieri, aveva espressamente dichiarato non solo di avere firmato il documento circa 20 - 30 giorni prima, ma che non era assolutamente sua intenzione provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale e quindi presentarle al Protocollo Comunale, ma solamente sollevare un dibattito politico. Tale dichiarazione veniva dallo stesso Enzo Bonifacio confermata in data 7 giugno;

solamente in data 11 giugno tutti e nove gli interessati presentavano nuovamente, e si presume spontaneamente, dimissioni, questa volta firmate nella stessa giornata;

nei ricorsi presentati innanzi al T.A.R. del Lazio il Sindaco e il Vice Sindaco hanno sostenuto che quelle del 3 giugno dovevano intendersi le dimissioni di solo otto Consiglieri Comunali e non anche del nono, e cioè di Enzo Bonifacio, in quanto, mancando la volontà di quest'ultimo di presentare le dimissioni, le stesse dovevano considerarsi nulle. Tale interpretazione è stata integralmente recepita dal T.A.R. del Lazio, Sez. I-ter, in data 25 luglio 2002 con un'ordinanza talmente motivata da assumere il significato di una sentenza;

entro i 10 giorni previsti dall'art. 38 del Testo Unico 267/2000 il Sindaco provvedeva, come suo dovere, alla surroga dei nove Consiglieri dimissionari con altri eletti nelle rispettive liste;

nel frattempo sia l'Avvocatura Generale dello Stato, sia i nove interessati, proponevano appello innanzi al Consiglio di Stato, il quale, informato di tutti i fatti, sia quelli antecedenti all'ordinanza del T.A.R. nonchè quelli successivi (la surroga dei nove Consiglieri dimissionari) con ordinanza del 24 settembre rivendicava "la prevalenza dell'interesse pubblico alla conservazione dello status quo conseguente all'ordinanza del T.A.R. al fine di evitare ulteriori sconvolgimentei nella guida della gestione dell'Amministrazione";

in data 16 settembre i nove Consiglieri Comunali hanno proposto nuova azione giudiziaria innanzi al T.A.R. del Veneto, sostenendo che illegittimamente il Sindaco del Comune di Lavagno aveva proceduto alla loro surroga;

il T.A.R. del Veneto con ordinanza emessa nella Camera del Consiglio del 16 ottobre 2002 ha rigettato l'istanza di sospensiva presentata dagli interessati, sul presupposto che il ricorso non appare allo stato sorretto da sufficiente "fumus boni iuris" e ciò in quanto "l'ordinanza del T.A.R. del Lazio, Sez. I n. 4471/02 - successivamente confermata in grado d'appello - ha disposto la sospensione delle determinazioni inerenti lo scioglimento del Consiglio Comunale, ritenendo, in sostanza, che le dimissioni presentate il 3 giugno 2002 da Enzo Bonifacio, contestualmente a quelle di altri otto Consiglieri, non fossero valide e questo Tribunale altro non può che prendere atto del provvedimento giurisdizionale assunto, qualificando pertanto le predette dimissioni collettive come presentate da otto Consiglieri soltanto",

gli interroganti chiedono di conoscere se il Ministro dell'interno, alla luce delle decisioni del T.A.R. del Lazio e del Consiglio di Stato, che hanno affrontato in modo approfondito la materia, non ritenga di proporre al Presidente della Repubblica di procedere, in sede di autotutela, all'annullamento del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale, facendo in tal modo definitiva chiarezza sulla materia e garantendo il pacifico e proficuo svolgimento delle attività del Comune di Lavagno.

(4-03299)

SODANO TOMMASO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

i temi della messa in sicurezza del territorio e della prevenzione sono ritornati drammaticamente di attualità con il terremoto che ha colpito San Giuliano in Puglia e altri Comuni del Molise allungando la catena di dolore e di morte dopo Sarno, Quindici, Soverato, l'Irpinia, il Belice, il Friuli, le Marche e l'Umbria;

ad Isernia da anni viene richiesto, anche attraverso interrogazioni parlamentari, di verificare la staticità degli edifici dell’IACP tuttora abitati nonostante siano state riscontrate violazioni della normativa antisismica, mancanza di agibilità e abitabilità, esistenza di falda acquifera superficiale, plinti fuori terra, lesioni;

è stata sollecitata, inoltre, una verifica sui risultati della Riattazione sisma del 7 e 11 maggio 1984 che presenta:

a) inopportuni appesantimenti di solai derivanti da tonnellate di cemento armato su costruzioni nate oltre un secolo fa ed edificate in muratura, nel centro storico di Isernia ma anche nei comuni più piccoli della provincia;

b) opere che anche "a occhio nudo" si vede non sono eseguite a regola d’arte, soprattutto rispetto all’entità dei fondi erogati;

c) segnalazioni di appalti truccati all’epoca in cui era in corso la riattazione o ricostruzione;

d) in particolare si riscontrano gravi ritardi, inchieste e lati oscuri irrisolti nella vicenda della città di Isernia in merito alla concessione di molti comparti (PEU) alla impresa Lodigiani;

sono stati segnalati, altresì, disagi nel liceo scientifico "E. Majorana" di Isernia rispetto alle garanzie di sicurezza dello stabile. L'edificio, che peraltro non era sorto come sede scolastica, è stato solo adattato a tale destinazione ed è frequentato da 830 studenti oltre il personale. Si registra, e sono stati più volte denunciati, un sovraffollamento rispetto allo spazio disponibile, la mancanza di uscite di sicurezza esterne, la violazione della normativa inerente l’abbattimento delle barriere architettoniche per i portatori di handicap tanto che il preside ha vietato la sosta degli studenti durante la ricreazione nell’atrio interno al secondo piano proprio per il timore di eventuali cedimenti strutturali,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano disporre, nella provincia di Isernia, ferma restando la priorità per l’emergenza in corso nel Basso Molise, una inchiesta ministeriale sulla mancanza di sicurezza degli edifici dell’IACP, degli edifici scolastici e sui lavori di riattazione post-sisma 1984 per verificarne la rispondenza effettiva alla normativa antisismica;

se, per le valutazioni suddette, non ritengano indispensabile avvalersi delle nuove mappe antisismiche, che ancora non sono state adottate, e che i criteri risultanti dalle nuove mappe vengano estesi anche agli edifici preesistenti (non solo a quelli futuri);

se non ritengano, così come avvenuto in occasione del dopo sisma in Umbria, che la ricostruzione venga affidata alle istituzioni pubbliche locali affinché venga garantita la gestione diretta-pubblica dei lavori "post-sisma", per rendere più celere e trasparente il sistema degli appalti a privati, sia per la ricostruzione del Basso Molise che per i danni provocati dal sisma negli altri Comuni del Molise, al fine di evitare che passino i consueti 10 o 20 anni per il ripristino della normalità, per sventare la pratica più volte denunciata delle contabilità in danno alla qualità e quantità dei lavori, per garantire possibilità di controllo e intervento diretto da parte degli enti preposti e dei cittadini.

(4-03300)

COSTA - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso:

che le grandinate e gli acquazzoni che si sono verificati a ripetizione

nel corso di tutta l’estate 2002 hanno provocato danni gravissimi

alla produzione olivicola nel Salento;

che si delinea uno stato di crisi senza precedenti;

che infatti il raccolto è andato distrutto per oltre il 30 %;

che olivicoltori ed aziende agricole sono esasperati ed impotenti davanti alle pessimistiche previsioni dei risultati di campagna, che sono ulteriormente aggravate da altri fattori negativi come l’azzeramento totale del ricavato del sottoprodotto di lavorazione, l’aumento vertiginoso degli oneri derivanti dall’annoso irrisolto problema dello smaltimento delle acque reflue di lavorazione e l’aumento indiscriminato dei prezzi dei fattori della produzione;

che le provvidenze contemplate dal decreto-legge di recente emanazione, recante misure urgenti a favore del comparto agricolo per le eccezionali grandinate e gli eventi alluvionali dei mesi di luglio e agosto 2002, in attuazione con modificazione della legge 14 febbraio 2002, n. 185, non sembra abbiano quella efficacia ed effetto immediato di cui si abbisogna;

che sono quindi necessari degli interventi che consentano agli operatori del settore di ricevere almeno respiro sul piano finanziario,

l’interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire prorogando ope legis le rate di prestiti agrari di miglioramento e di esercizio in scadenza 30/06/2002- 30/06/2004 per almeno quattro anni, riaprendo il condono per i contributi previdenziali dovuti almeno per il triennio 2000/2003, da estinguere con piano di ammortamento decennale a bassissimo tasso di interessi, stabilendo ope legis tariffe differenziate per i consumi di energia a favore di aziende agricole singole e/o associate e ripristinando il bonus fiscale a sostegno delle nuove assunzioni, beneficio introdotto dall’art. 7 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, bloccato per esaurimento degli stanziamenti di bilancio dall'art. 5 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138.

(4-03301)

BEVILACQUA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso:

che presso il Centro Europeo per la Ricerca Nucleare (CERN) di Ginevra, diretto dal gennaio 1999 dal Prof. Luciano Maiani, è in avanzata fase di realizzazione il progetto denominato Large Hadron Collider (LHC), dal costo complessivo di 2600 milioni di franchi svizzeri ( 1 Sfr = 0.682 euro), il cui completamento era inizialmente previsto per il 2005;

che all’inizio del 2001 apparve evidente che il costo del progetto era stato sottostimato per un importo non inferiore al 18% ai prezzi attuali, ma il fatto venne tenuto nascosto dal Management alla stampa e alla comunità scientifica del CERN ed internazionale fino al settembre 2001;

che il Consiglio del CERN, formato dai rappresentanti dei 20 Stati membri dell’Organizzazione, decise nel dicembre 2001 d’istituire una commissione d’inchiesta esterna al CERN, presieduta dal Dr. R. Aymar, con l’obiettivo di accertare le responsabilità della grave crisi finanziaria e gestionale e suggerire misure atte a ripristinare il giusto clima di fiducia nel futuro dell’Organizzazione;

che il rapporto Aymar, presentato nel giugno 2002 al Consiglio del CERN, da un lato evidenziava la grande competenza e dedizione dello staff tecnico-scientifico dell’Organizzazione, dall’altro criticava aspramente la gestione finanziaria del progetto LHC, soprattutto per quanto riguarda gli appalti;

che il rapporto Aymar suggeriva quindi una serie di misure di riorganizzazione della struttura del CERN e concludeva con la raccomandazione, reputata dolorosa ma necessaria, di sacrificare al limite della chiusura tutte le attività scientifiche non strettamente correlate con LHC, dovendosi dare a quest’ultimo la priorità assoluta, con comprensibile costernazione di quella gran parte della comunità scientifica non coinvolta in tale progetto;

che il cospicuo impegno finanziario dell’Italia rispetto alle attività del CERN è costituito non soltanto dal contributo annuo ordinario di circa 140 milioni di Sfr, ma anche dal supporto prestato in varia forma al CERN tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), presieduto dal Prof. Enzo Iarocci, che siede anche nel Consiglio del CERN quale rappresentante scientifico;

che tra tali contributi il più significativo è quello di 47 milioni di Sfr, versato nel 1999 per la realizzazione del Progetto CNGS (Neutrino from CERN to Gran Sasso laboratory) e che rischia di non venire più realizzato, con evidente danno per la comunità scientifica italiana,

l’interrogante chiede di sapere:

se, di fronte a voci ricorrenti di dimissioni forzate del Prof. L. Maiani o addirittura di un suo licenziamento o mancato rinnovo della carica che scade nel dicembre 2003, il Governo italiano non ritenga di pronunciarsi chiaramente in suo favore, respingendo cosi a priori qualsiasi tentativo di farne il capo espiatorio della grave crisi in cui versa il CERN;

se non si ritenga invece di porre fine all’evidente conflitto d’interessi causato dalla sovrapposizione d’incarichi in seno al Consiglio del CERN e sostituendolo con persona che non ricopra cariche istituzionali di alcun genere all’interno dell’INFN;

se infine il Governo italiano non ritenga opportuno farsi promotore presso la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo di un’iniziativa rivolta, attraverso una revisione del Trattato Istitutivo, ad integrare il CERN nello Spazio Europeo di Ricerca, al fine di evitare la dispersione del grande patrimonio di esperienze e competenze dell’Organizzazione.

(4-03302)

ANGIUS, BRUTTI Paolo, DI GIROLAMO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle politiche agricole e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio - Premesso che:

il 31 ottobre 2002 il Comune di Baschi (Terni) è stato interessato da un violento nubifragio che ha colpito il centro storico, alcune frazioni nonché la zona artigianale e casolari isolati e ha prodotto danni cospicui;

l'intensità del nubifragio è stata tale che, nel volgere di circa 30 minuti, sul terreno già saturo per le forti piogge dei mesi scorsi si sono generati fenomeni di ruscellamento e di erosione che hanno invaso l'Autostrada del Sole e la linea ferroviaria Roma-Firenze e provocato enormi disagi;

il settore olivicolo locale produce il 50% del fatturato delle imprese agricole ma è stato danneggiato nella misura dell'80-90%;

le opere pubbliche comunali, a una stima di massima, sono state danneggiate per circa 600.000 euro, somma di cui l'Amministrazione comunale certamente non dispone per le limitate risorse del proprio bilancio;

lodevole è stato il sollecito intervento dei Vigili del Fuoco, dei volontari della Protezione Civile, dell'Amministrazione provinciale di Terni e delle autorità civiche,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda offrire il massimo di collaborazione alle autorità locali per mettere a disposizione del Comune di Baschi l'assistenza tecnica e professionale nonché le risorse economiche per affrontare la situazione determinatasi con le precipitazioni del 31 ottobre 2002;

se non si ritenga urgente e opportuno offrire alle aziende agricole risultate danneggiate ogni sostegno per fronteggiare le difficoltà economiche conseguenti al nubifragio in parola;

se non si ravvisi, infine, la necessità di agevolare anche gli interventi volti a recuperare il patrimonio edilizio privato danneggiato dallo stesso evento.

(4-03303)

DE PAOLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

l'azienda Marzotto di Manerbio (Brescia), impiantata settantaquattro anni fa sulle rive del fiume Mella, ha deciso, a causa del crollo degli ordini legati alla contrazione del mercato, di dismettere la tessitura con la conseguente chiusura dello stabilimento;

tenuto conto che la suddetta azienda - unica realtà produttiva della zona - che occupa attualmente 270 dipendenti, dopo un lungo periodo di cassa integrazione, aveva garantito la ripresa e l'assenza di tagli all'occupazione;

considerato che, contrariamente a quanto promesso, la direzione della Marzotto ha già attivato la procedura di mobilità,

l'interrogante chiede di conoscere quali misure il Governo intenda adottare per salvaguardare la manodopera e se non si ritenga opportuno ricorrere alla cassa integrazione straordinaria.

(4-03304)

MALABARBA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il 14 ottobre 2002 si è svolta l'audizione del Presidente dell'Istat, prof. Luigi Biggeri, innanzi alle Commissioni congiunte V di Camera e Senato;

il sindacato USI/RdB-Ricerca, in una nota, ha ritenuto sconcertanti i risultati di una previsione statistica, annunciata dal Presidente Istat, che così si sintetizza: nel 2003, per effetto della manovra fiscale del Governo, in Italia ci saranno 300.000 poveri in meno;

la previsione degli effetti sui redditi delle famiglie provocati da alcuni provvedimenti contenuti nelle Finanziarie, in generale, e in quella del 2003, in particolare, ci si chiede se rientri tra i compiti istituzionali dell'Istat;

non è chiaro se la simulazione operata dal Presidente dell'Istat prenda o non prenda in considerazione solo alcuni provvedimenti fiscali, fornendo un quadro troppo parziale e di parte tanto più che nel dossier 3, allegato alla relazione, viene dichiarato che lo studio riguarda un insieme di provvedimenti di segno espansivo, relativi alla sola Irpef, all'interno di un disegno di legge restrittivo per il complesso dell'economia. E' noto che una delle principali critiche mosse alla manovra Finanziaria 2003 è che se venissero tagliati i fondi agli enti locali, questi si vedrebbero costretti a tagliare i servizi sociali e/o ad aumentare le tariffe, con notevoli ricadute proprio sulle fasce di reddito più basse;

per la costruzione degli indicatori di povertà sono stati utilizzati i redditi netti individuali rilevati dall'indagine della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie nel 2000 e non i dati rilevati dall'indagine sui consumi delle famiglie, condotta dall'Istat nel 2001 e correntemente usati per misurare l'incidenza della povertà (v. Note Rapite-Istat, 17 luglio 2002 - La povertà in Italia nel 2001). Risalta immediatamente, che la struttura dei redditi utilizzata è vecchia di tre anni e non coglie le variazioni intervenute nelle dinamiche occupazionali e salariali, oltre al fatto che i redditi considerati sono quelli nominali e non considerano le variazioni nel potere di acquisto del reddito disponibile;

infine, secondo quanto emerso nell'ultimo Consiglio dell'Istituto esisterebbe l'ipotesi di riduzione dello stanziamento statale all'Istat per il 2003 di circa il 30%,

si chiede di sapere:

se rientri tra i compiti istituzionali dell'Istat effettuare previsioni degli effetti sui redditi delle famiglie provocati da alcuni provvedimenti contenuti nel disegno di legge finanziaria;

se tale studio sia stato commissionato dal Governo all'ente di statistica;

se non sarebbe stato più logico, anche sotto l'aspetto scientifico, che tali previsioni fossero fatte dalla Banca l'Italia, anche in considerazione del fatto che il presidente dell'Istat si sarebbe avvalso, per la costruzione degli indicatori di povertà, dei redditi netti individuali rilevati dall'indagine della medesima Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie nel 2000 e non dei dati rilevati dall'indagine sui consumi delle famiglie, condotta dall'Istat nel 2001 e correntemente usati per misurare l'incidenza della povertà;

se si sia al corrente che i risultati delle analisi illustrate dal Presidente dell'Istat (300 mila poveri in meno nell'anno 2003, per effetto della preannunciata riduzione di un punto dell'aliquota Irpef) sono in contrasto con quelli di un altro istituto statistico, resi noti il 30 settembre 2002 sul sito http://www.lavoce.info con la pubblicazione dell'articolo di Massimo Baldini e Paolo Bosi dal titolo "Chi beneficia delle riforme dell'Irpef per il 2003?", articolo successivamente ripreso anche dal settimanale Avvenimenti (n.39 dell'11 ottobre 2002), in cui gli autori pervengono alla conclusione che la "manovra, che va ad aumentare i redditi delle famiglie, in media dell'1 per cento, è sostanzialmente neutrale negli effetti distributivi";

se risponda al vero che il Governo intenda ridurre di circa il 30% il contributo annuo ordinario erogato all'Istat;

in caso affermativo, se sia stato valutato che una tale riduzione paralizzerebbe di fatto l'attività dell'ente;

infine, se dopo l'audizione di cui in premessa, il Governo sia intenzionato a confermare, ovvero a revocare, il Presidente dell'Istat che, come è noto, rientra fra i destinatari della norma di cui all'articolo 6, comma 2, della legge n. 145/02 (spoil system) che così recita: "Le nomine�Econferite o comunque rese operative negli ultimi sei mesi antecedenti la fine naturale della tredicesima legislatura�Epossono essere confermate, revocate, modificate o rinnovate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge".

(4-03305)

FILIPPELLI - Al Ministro della difesa - Premesso:

che il Ministro della difesa ha firmato il decreto che cancella l'Ufficio Leva della Capitaneria di Porto di Crotone e lo trasferisce a Vibo Valentia;

che l'Ufficio Leva presso la capitaneria di Porto di Crotone costituisce un servizio di grande utilità per i giovani dei paesi ricadenti nelle sue competenze;

che il servizio presso l'Ufficio Leva di Crotone è stato sempre svolto con molta onestà, professionalità e puntualità,

l'interrogante chiede di conoscere:

i motivi che hanno portato alla scelta di trasferire l'Ufficio Leva di Crotone a Vibo Valentia e i criteri adottati e seguiti;

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che l'Ufficio Leva di Vibo Valentia dista da quello di Reggio Calabria solo 70 chilometri, mentre la distanza tra Crotone e Vibo Valentia è di circa 200 chilometri;

se il Ministro stesso si renda conto che con questo provvedimento ha recato un danno a tanti giovani che si vedranno costretti a servirsi dell'Ufficio Leva di Vibo Valentia, con enorme dispendio di risorse per l'inesistenza di collegamenti: non ci sono pullman che collegano le due città; con la ferrovia si impiegano circa 6 ore e con i mezzi privati si dovrebbe percorrere la strada statale n. 106 che è notoriamente inadeguata e pericolosa;

se ritenga di revocare questo provvedimento e di giungere ad un altro tipo di ristrutturazione per quanto

riguarda gli Uffici di Leva, tenendo presente la configurazione geografica della Calabria, i collegamenti, le distanze chilometriche, la viabilità e le competenze territoriali delle Capitanerie di Porto.

(4-03306)

MORO - Al Ministro della salute - Premesso che:

la valutazione della congruità dei titoli di studio di infermiere conseguiti all'estero, ai fini del loro riconoscimento nel nostro Paese, viene effettuata in modo totalmente discrezionale da parte del competente ufficio del Ministero;

è quantomeno discutibile che non esistano criteri oggettivi e predefiniti per la suddetta valutazione,

l'interrogante chiede di sapere:

quale sia la valutazione del Ministro in merito;

se questi intenda emanare una normativa volta a stabilire in modo rigoroso quali siano i precisi requisiti ai fini del riconoscimento dei titoli di studio di infermiere conseguiti all'estero;

se non ritenga opportuno, nell'ambito della medesima normativa, stabilire quali siano gli Stati esteri i cui titoli di studio nella suddetta materia siano immediatamente riconoscibili.

(4-03307)

SPECCHIA - Al Ministro dell'interno - Premesso:

che l'11 ottobre 2002 l'interrogante presentò un atto ispettivo sul danneggiamento delle auto degli assessori del Comune di Fasano (Brindisi), dr. Dino Arnese e avv. Alfredo Manfredi, ad opera evidentemente di persone che non avevano condiviso alcune scelte del Comune;

che nella giornata di ieri, 6 novembre 2002, l'assessore ai Servizi Sociali dr. Arnese è stato aggredito da Giovanni Sibilio che non aveva ricevuto il sussidio chiesto al Comune ed è finito poi in ospedale, mentre l'aggressore è stato arrestato;

che lo stesso assessore Arnese, nelle scorse settimane, ha denunciato 9 persone per tentativi di aggressione nei suoi confronti e sempre per le stesse motivazioni;

rilevato che è necessario mettere l'assessore e gli altri amministratori del Comune di Fasano nella condizione di poter operare serenamente e tranquillamente nell'interesse della città senza dover subire minacce e aggressioni,

l’interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire affinchè le Forze dell'ordine adottino tutte le misure, in particolare quelle di prevenzione.

(4-03308)

MASCIONI - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

numerosi coltivatori diretti ricorrono all'ISMEA (Istituto per studi, ricerche e informazioni sul mercato agricolo �EEnte economico di diritto pubblico, decreto del Presidente della Repubblica n. 278 del 28 maggio 1987) per contratti di compravendita di terreni agricoli;

sino a circa un anno fa i contraenti, in tutta Italia, potevano scegliere per le stipule i notai locali;

la decisione dell'ISMEA di scegliere notai residenti a Roma sta causando disagi e spese accresciute per venditori e acquirenti che debbono ricorrere addirittura a due notai (quello locale che fa la relazione e quello di Roma che stipula);

la motivazione che l'ISMEA avrebbe addotto alle associazioni degli agricoltori (carenza di fondi per pagare i funzionari che rappresentano l'Ente nella stipula) è assolutamente inconsistente in quanto determina complessivamente una maggior spesa per i contraenti �Ecittadini,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire sull'ISMEA affinché l'Istituto receda da una decisione centralista, incomprensibile e sbagliata.

(4-03309)

IOVENE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive - Premesso che il 25 ottobre 2002 l'ENEL S.p.a. con un comunicato stampa ha dichiarato di aver messo in vendita tre società del Gruppo, rispettivamente la Real Estate che si occupa dell'immobiliare, l'Ape che si occupa della gestione del personale e la Sfera che si occupa della formazione,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga invece che tali attività debbano continuare ad essere svolte all'interno del Gruppo ENEL;

quali siano le ragioni che stanno spingendo ad esternalizzare attività necessarie al core business dell'ENEL.

(4-03310)