Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002

Interrogazioni

DE PETRIS - Ai Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

a seguito di analisi effettuate presso il Laboratorio chimico della Camera di Commercio di Torino, commissionate dal mensile "Il Salvagente", è stata riscontrata la presenza del mais geneticamente modificato 'Mon 810' nel prodotto alimentare denominato "Casa Fiesta", attualmente commercializzato in Italia;

il suddetto laboratorio ha inoltre accertato la presenza di soia geneticamente modificata, non dichiarata in etichetta, nel latte sostitutivo per la prima infanzia denominato "Alsoy Nestlè", anch'esso distribuito in tutto il Paese;

il mais "Mon 810" è stato sospeso in via cautelativa, con provvedimento del Ministro della salute del 4 agosto 2000, in relazione ai sospetti di pericolosità per la salute umana;

a seguito di sentenza del TAR del Lazio n.1233 del 2002 è stato imposto ai produttori di cibi per la prima infanzia di indicare in etichetta la presenza di materiale geneticamente modificato, anche se presente in percentuale inferiore all'1%;

le situazioni riscontrate nei prodotti di cui sopra configurano pertanto una violazione della normativa vigente sui prodotti alimentari e un possibile rischio sanitario per i consumatori;

in particolare la prima infanzia richiede una tutela specifica in relazione alla vulnerabilità dei soggetti interessati,

si chiede di sapere:

se non si ritenga necessario disporre immediatamente i necessari controlli a cura delle strutture pubbliche competenti in ordine alla composizione dei prodotti "Casa Fiesta" e "Alsoy Nestlè";

se non si ritenga opportuno disporre in via cautelativa il ritiro dal commercio dei due prodotti sopracitati sull'intero territorio nazionale onde prevenire possibili rischi per la salute pubblica ed assicurare il rispetto della vigente normativa.

(3-00703)

GUERZONI - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Posto che:

in materia di liquidazione in favore degli istituti bancari che vantano crediti verso cooperative in dissesto, con l'art. 126 della "finanziaria" 2001 sono stati destinati 230 miliardi di lire;

con un precedente stanziamento erano già stati liquidati i crediti per 317 posizioni su un totale di 749 come risulta dall'elenco n. 1 del decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2/1/96;

considerato che:

vi sono soci di cooperative dissestate - in genere piccoli imprenditori agricoli - e le loro famiglie in forti difficoltà poiché hanno da numerosi anni bloccati i loro patrimoni e non possono ricorrere a crediti bancari;

dal 1996, da ben sei anni, oltre quattrocento pratiche certificate per la liquidazione sono in attesa dell'attuazione delle "liberatorie";

tenuto conto che non si ha notizia dell'erogazione dei 230 miliardi di lire stanziati con la legge finanziaria 2001, art. 126, nonostante siano trascorsi ormai due anni,

si chiede di conoscere se quanto sopra descritto corrisponda a verità ed in caso affermativo quali cause abbiano ostacolato l'attuazione del citato articolo di legge e quanto stia facendo il Governo per risolvere rapidamente la grave situazione denunciata.

(3-00704)

PEDRINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:

            che l'incidente aereo di Linate dell'8 ottobre 2001 è stato uno dei più gravi occorsi nell'aviazione civile italiana;

            che le cause e le concause dell'incidente, a quanto si è appreso dagli organi di informazione, non sono imputabili a fatti imprevedibili, quanto piuttosto a gravissime omissioni degli organi preposti ad assicurare le misure di prevenzione stabilite dalle norme internazionali;

            che tecnici dell'aviazione civile di paesi stranieri, dopo un sopralluogo a Linate, avrebbero denunciato il mancato adeguamento delle misure di sicurezza e la non avvenuta rimozione delle carenze esistenti al momento dell'incidente;

            che la commissione di inchiesta ministeriale, istituita il 10 ottobre 2001, ha prontamente consegnato al Ministro le proprie conclusioni dopo soli 20 giorni di lavoro;

            che detta relazione della commissione d'inchiesta amministrativa non è stata portata a conoscenza della Commissione parlamentare bicamerale istituita per far luce sull'incidente di Linate, in quanto "segretata" dal Ministro;

            che detta relazione è stata, invece, acquisita dal pubblico ministero di Milano che conduce l'inchiesta penale;

            che il presidente della commissione ministeriale, all'epoca capo dipartimento dell'Aviazione civile, è stato rimosso dall'incarico, apparentemente in forza dell'applicazione del principio dello spoil system, benché il Tribunale del Lavoro abbia dichiarato nullo il decreto del Presidente della Repubblica di revoca dalle funzioni dello stesso;

            che risulterebbero, dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla Magistratura di Milano e pubblicate dalla stampa dopo l'incidente di Linate, manovre dei dirigenti ministeriali, indagati per le responsabilità nel disastro e per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, volte a far rimuovere il capo dipartimento dell'Aviazione civile,

        si chiede di conoscere:

            i motivi che hanno consigliato il Ministro a "segretare" un documento che, viceversa, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza degli organi dell'aviazione civile internazionale (I.C.A.O.) per le necessarie precauzioni da adottare nell'aeroporto di Linate;

            le ragioni della rimozione del capo dipartimento dell'Aviazione civile e le motivazioni che hanno consigliato la nomina del sostituto;

            quali interventi di risanamento dell'aviazione civile, con particolare riferimento alla sicurezza del volo, il Ministro intenda attuare e i criteri che ha adottato e che intende adottare nelle nomine già disposte ed in quelle che si accinge a fare nell'ENAC e nell'ENAV;

            quale sia stato, infine, il ruolo del superispettore proposto dal Governo come garante della sicurezza del trasporto aereo.

(3-00705)

PELLICINI - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:

il Comune di Valganna (Provincia di Varese), ed in particolare l’abitato di Ganna, non riceve i programmi televisivi perché trovasi in un cono d’ombra rispetto ai ripetitori esistenti, in quanto quello di Monte Marzio è rivolto verso la Svizzera, mentre quello di Campo dei Fiori è rivolto verso Varese;

che neppure l’installazione di antenne paraboliche vale a garantire la ricezione dei programmi, sicché l’abitato di Ganna è privo di ogni collegamento televisivo;

che i cittadini del Comune di Valganna non usufruiscono di alcun servizio, con grave disagio e con giustificato disappunto;

che a nulla sono valse le proteste dei cittadini e del Sindaco, espresse anche attraverso gli organi di stampa, che hanno denunziato l’assurda situazione del Comune di Valganna;

che i cittadini del Comune pagano regolarmente il canone di abbonamento televisivo, senza ricevere alcun programma,

si chiede di conoscere quale iniziativa urgente il Ministro delle comunicazioni intenda adottare per consentire ai cittadini del Comune di Valganna e di Ganna di ricevere i programmi RAI, per i quali pagano inutilmente il canone di abbonamento, all’uopo installando nel più breve tempo possibile altro idoneo ripetitore che valga a permettere il collegamento televisivo.

(3-00706)