Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002
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CHINCARINI, FRANCO Paolo, STIFFONI, VANZO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
a seguito della dimissione presentata nel Comune di Lavagno in data 3 giugno 2002 da parte di nove Consiglieri Comunali, il Prefetto di Verona ha disposto la sospensione del Consiglio Comunale e il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell'interno, lo scioglimento in data 2 luglio 2002;
avverso tali atti sia il Sindaco sia il Vice Sindaco hanno proposta ricorso innanzi al T.A.R. del Lazio sostenendo che in data 3 giugno le dimissioni erano state volontariamente presentate da solo otto Consiglieri Comunali in quanto uno di essi, Enzo Bonifacio, con dichiarazione resa nella stessa giornata dinnanzi al Comando Stazione dei Carabinieri, aveva espressamente dichiarato non solo di avere firmato il documento circa 20 - 30 giorni prima, ma che non era assolutamente sua intenzione provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale e quindi presentarle al Protocollo Comunale, ma solamente sollevare un dibattito politico. Tale dichiarazione veniva dallo stesso Enzo Bonifacio confermata in data 7 giugno;
solamente in data 11 giugno tutti e nove gli interessati presentavano nuovamente, e si presume spontaneamente, dimissioni, questa volta firmate nella stessa giornata;
nei ricorsi presentati innanzi al T.A.R. del Lazio il Sindaco e il Vice Sindaco hanno sostenuto che quelle del 3 giugno dovevano intendersi le dimissioni di solo otto Consiglieri Comunali e non anche del nono, e cioè di Enzo Bonifacio, in quanto, mancando la volontà di quest'ultimo di presentare le dimissioni, le stesse dovevano considerarsi nulle. Tale interpretazione è stata integralmente recepita dal T.A.R. del Lazio, Sez. I-ter, in data 25 luglio 2002 con un'ordinanza talmente motivata da assumere il significato di una sentenza;
entro i 10 giorni previsti dall'art. 38 del Testo Unico 267/2000 il Sindaco provvedeva, come suo dovere, alla surroga dei nove Consiglieri dimissionari con altri eletti nelle rispettive liste;
nel frattempo sia l'Avvocatura Generale dello Stato, sia i nove interessati, proponevano appello innanzi al Consiglio di Stato, il quale, informato di tutti i fatti, sia quelli antecedenti all'ordinanza del T.A.R. nonchè quelli successivi (la surroga dei nove Consiglieri dimissionari) con ordinanza del 24 settembre rivendicava "la prevalenza dell'interesse pubblico alla conservazione dello status quo conseguente all'ordinanza del T.A.R. al fine di evitare ulteriori sconvolgimentei nella guida della gestione dell'Amministrazione";
in data 16 settembre i nove Consiglieri Comunali hanno proposto nuova azione giudiziaria innanzi al T.A.R. del Veneto, sostenendo che illegittimamente il Sindaco del Comune di Lavagno aveva proceduto alla loro surroga;
il T.A.R. del Veneto con ordinanza emessa nella Camera del Consiglio del 16 ottobre 2002 ha rigettato l'istanza di sospensiva presentata dagli interessati, sul presupposto che il ricorso non appare allo stato sorretto da sufficiente "fumus boni iuris" e ciò in quanto "l'ordinanza del T.A.R. del Lazio, Sez. I n. 4471/02 - successivamente confermata in grado d'appello - ha disposto la sospensione delle determinazioni inerenti lo scioglimento del Consiglio Comunale, ritenendo, in sostanza, che le dimissioni presentate il 3 giugno 2002 da Enzo Bonifacio, contestualmente a quelle di altri otto Consiglieri, non fossero valide e questo Tribunale altro non può che prendere atto del provvedimento giurisdizionale assunto, qualificando pertanto le predette dimissioni collettive come presentate da otto Consiglieri soltanto",
gli interroganti chiedono di conoscere se il Ministro dell'interno, alla luce delle decisioni del T.A.R. del Lazio e del Consiglio di Stato, che hanno affrontato in modo approfondito la materia, non ritenga di proporre al Presidente della Repubblica di procedere, in sede di autotutela, all'annullamento del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale, facendo in tal modo definitiva chiarezza sulla materia e garantendo il pacifico e proficuo svolgimento delle attività del Comune di Lavagno.
(4-03299)