Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002

BEVILACQUA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso:

che presso il Centro Europeo per la Ricerca Nucleare (CERN) di Ginevra, diretto dal gennaio 1999 dal Prof. Luciano Maiani, è in avanzata fase di realizzazione il progetto denominato Large Hadron Collider (LHC), dal costo complessivo di 2600 milioni di franchi svizzeri ( 1 Sfr = 0.682 euro), il cui completamento era inizialmente previsto per il 2005;

che all’inizio del 2001 apparve evidente che il costo del progetto era stato sottostimato per un importo non inferiore al 18% ai prezzi attuali, ma il fatto venne tenuto nascosto dal Management alla stampa e alla comunità scientifica del CERN ed internazionale fino al settembre 2001;

che il Consiglio del CERN, formato dai rappresentanti dei 20 Stati membri dell’Organizzazione, decise nel dicembre 2001 d’istituire una commissione d’inchiesta esterna al CERN, presieduta dal Dr. R. Aymar, con l’obiettivo di accertare le responsabilità della grave crisi finanziaria e gestionale e suggerire misure atte a ripristinare il giusto clima di fiducia nel futuro dell’Organizzazione;

che il rapporto Aymar, presentato nel giugno 2002 al Consiglio del CERN, da un lato evidenziava la grande competenza e dedizione dello staff tecnico-scientifico dell’Organizzazione, dall’altro criticava aspramente la gestione finanziaria del progetto LHC, soprattutto per quanto riguarda gli appalti;

che il rapporto Aymar suggeriva quindi una serie di misure di riorganizzazione della struttura del CERN e concludeva con la raccomandazione, reputata dolorosa ma necessaria, di sacrificare al limite della chiusura tutte le attività scientifiche non strettamente correlate con LHC, dovendosi dare a quest’ultimo la priorità assoluta, con comprensibile costernazione di quella gran parte della comunità scientifica non coinvolta in tale progetto;

che il cospicuo impegno finanziario dell’Italia rispetto alle attività del CERN è costituito non soltanto dal contributo annuo ordinario di circa 140 milioni di Sfr, ma anche dal supporto prestato in varia forma al CERN tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), presieduto dal Prof. Enzo Iarocci, che siede anche nel Consiglio del CERN quale rappresentante scientifico;

che tra tali contributi il più significativo è quello di 47 milioni di Sfr, versato nel 1999 per la realizzazione del Progetto CNGS (Neutrino from CERN to Gran Sasso laboratory) e che rischia di non venire più realizzato, con evidente danno per la comunità scientifica italiana,

l’interrogante chiede di sapere:

se, di fronte a voci ricorrenti di dimissioni forzate del Prof. L. Maiani o addirittura di un suo licenziamento o mancato rinnovo della carica che scade nel dicembre 2003, il Governo italiano non ritenga di pronunciarsi chiaramente in suo favore, respingendo cosi a priori qualsiasi tentativo di farne il capo espiatorio della grave crisi in cui versa il CERN;

se non si ritenga invece di porre fine all’evidente conflitto d’interessi causato dalla sovrapposizione d’incarichi in seno al Consiglio del CERN e sostituendolo con persona che non ricopra cariche istituzionali di alcun genere all’interno dell’INFN;

se infine il Governo italiano non ritenga opportuno farsi promotore presso la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo di un’iniziativa rivolta, attraverso una revisione del Trattato Istitutivo, ad integrare il CERN nello Spazio Europeo di Ricerca, al fine di evitare la dispersione del grande patrimonio di esperienze e competenze dell’Organizzazione.

(4-03302)