Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002
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FRANCO Vittoria (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCO Vittoria (DS-U). Signor Presidente, intendiamo insistere sugli emendamenti che mirano a ripristinare l’accesso alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria rispettivamente a tre e a sei anni.
Noi non abbiamo pregiudizi al riguardo - lo abbiamo già detto - ma non credo neanche che si possa giocare con tanta facilità con problemi riguardanti lo sviluppo delle bambine e dei bambini in un’età cruciale nella quale gli aspetti di socializzazione e le relazioni affettive sono importanti quanto lo sviluppo delle capacità intellettive, se non di più. Esiste ormai una letteratura molto ampia e qualificata su questi temi.
Cito, a titolo d’esempio, un classico: "Il bambino dai tre ai sei anni e la nuova scuola infantile" di Francesco De Bartolomeis, nel quale si dimostra che è proprio intorno ai tre anni che il bambino ha bisogno di una vita sociale più ricca e quindi di entrare in una istituzione formativa nella quale possa imparare a dare un suo ordine al mondo, mentre a due anni e mezzo i bambini hanno ancora bisogno di una cura diversa, e dunque non li si può collocare insieme a bambini di cinque o sei anni, in classi di ventotto o trenta bambini.
Quanto all’anticipo dell'ingresso nella scuola primaria, riteniamo vada valorizzato quel sapere disinteressato e non funzionale che costituisce l’esperienza di apprendimento e di sviluppo più idoneo in queste fasce di età. Tra l’altro, in questo schema di scuola dell’infanzia è possibile un’attenzione individuale che certo si indebolisce nei livelli scolastici successivi ed è per questo che vogliamo ripristinare l’accesso a tre anni alla scuola d’infanzia e a sei anni alla scuola elementare. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U e del senatore Betta).