Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 07/11/2002

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, desidero innanzitutto esprimere apprezzamento per il fatto che la comunicazione del Governo sia intervenuta in modo così tempestivo, sulla base di una richiesta altrettanto tempestiva del collega Brutti.

Quanto detto dall’onorevole Mantovano, l'intervento della collega Stanisci, le considerazioni del collega Peruzzotti mi inducono a ritenere che forse stiamo imboccando una strada un po�Ediversa rispetto al passato. Non è materia questa nella quale ci si possa limitare a rappresentare il dolore nei confronti della famiglia e dell’intera Guardia di finanza per un loro caduto. La ritualità non è il modo con il quale si può rispondere in questi casi, anche se purtroppo molte volte pure in Parlamento la ritualità ha rappresentato la regola nelle risposte.

Abbiamo fortemente apprezzato la comunicazione del Governo proprio perché non è stata ritualistica, ma completa nell’informazione e ricca anche di contenuti propositivi e di impegni. E�Ecome se il Governo, attraverso l’onorevole Mantovano, ci avesse detto che la questione di fondo, nonostante il dolore per la morte del finanziere, è che questa morte sia intervenuta nel corso di un inseguimento nel contesto di un fatto illecito commesso, senza che l’inseguitore potesse sapere chi era l’inseguito.

Quindi, è lo status dell’inseguito la questione di fondo di questa comunicazione del Governo; non la triste circostanza della morte del finanziere, quanto - ripeto - lo status della persona inseguita che non può essere lasciata libera di muoversi nel Paese, come è avvenuto, e quindi la ricerca delle responsabilità che, anche se difficile, risponde all’indicazione di una volontà politica.

Da questo punto di vista, nella distinzione delle due parti del giudizio politico tenderei a concordare con quanto espresso dal sottosegretario Mantovano su entrambe queste parti. Ci associamo a quella che consideriamo un'espressione non ritualistica di cordoglio all'intero corpo della Guardia di finanza per la perdita subita, così come ci associamo all'apprezzamento dello sforzo che la Guardia di finanza sta compiendo complessivamente in Italia ed in particolare in quella Regione, nell’ambito di un contrasto alla criminalità che ha comportato negli ultimi anni la drammatica perdita di vite umane, ma che qualche risultato ha concorso a dare. Infatti, negli ultimi tempi abbiamo assistito alla riduzione drastica di episodi come quelli ricordati dall’onorevole Mantovano, verificatisi negli anni precedenti.

Può darsi, quindi, che questa azione di contrasto non sia stata soltanto segnata dalle croci delle persone morte nel corso degli ultimi anni, ma anche dal fatto che non si siano più verificati di recente episodi di questo genere. Non vorrei pertanto mettere da parte questo aspetto; intendo dire che non siamo in presenza di un’azione inutile o irrilevante, ma che, nonostante le difficoltà, questa azione ha dato e sta dando i suoi frutti.

L’altra parte del giudizio attiene invece alla responsabilità politica generale. Mi auguro che, rispetto alla questione complessiva dei collaboratori di giustizia, si possano superare le divisioni che hanno caratterizzato negli ultimi quindici anni la dialettica tra le parti politiche rappresentate nel nostro Parlamento su tale questione, ed arrivare, invece, a ribadire, da un lato, la fondamentale importanza della collaborazione di giustizia da parte di chi si è dissociato, dall’altro, la consapevolezza che la dissociazione non è sufficiente per acquisire uno status di libertà generale, come se nulla fosse stato commesso in passato.

In passato non è mai stato facile raggiungere questo equilibrio, giacché abbiamo oscillato tra la proposta di non utilizzare i collaboranti, il che è un errore, e l’idea che il collaborante abbia per così dire cancellato il suo passato, e questo costituisce l’errore opposto.

Le comunicazioni del Governo mi inducono a ritenere che forse si stia imboccando la strada giusta al fine di cercare un punto di equilibrio opportuno tra l’una e l’altra esigenza. Il modo con cui la comunicazione del Governo è intervenuta, la richiesta del collega Brutti e le risposte che si stanno raccogliendo in questo momento fanno sperare che in questo caso le proposte giuste possano trovare accoglienza anche in questo Senato. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gaglione. Ne ha facoltà.