Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 354 del 12/03/2003

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

1ª Commissione permanente Aff. cost.

Sen. SPECCHIA Giuseppe, Sen. ZAPPACOSTA Lucio

Ripristino della festività nazionale del 4 novembre (2000)

previ pareri delle Commissioni 4° Difesa, 5° Bilancio, 11° Lavoro

(assegnato in data 12/03/03 )

 

1ª Commissione permanente Aff. cost.

Sen. COSSIGA Francesco ed altri

Disciplina dell' autorizzazione a Stati esteri all' utilizzazione dello strumento militare globale nazionale e norme sull'impiego delle Forze armate della Repubblica e delle Forze di Polizia di Stato in operazioni militari (2026)

previ pareri delle Commissioni 3° Aff. esteri, 4° Difesa, 8° Lavori pubb.

(assegnato in data 12/03/03 )

 

1ª Commissione permanente Aff. cost.

Dep. FONTANINI Pietro

Modifiche della legge 25 maggio 1970, n. 352, in materia di referendum per il distacco di comuni e province da una regione e per l' aggregazione ad altra regione

(2085)

previ pareri delle Commissioni Commissione parlamentare questioni regionali

C.1852 approvato in testo unificato dalla Camera dei Deputati (TU con C.2085, C.2357, C.3275);

(assegnato in data 12/03/03 )

 

1ª Commissione permanente Aff. cost.

Dep. DI LUCA Alberto

Modifica all' articolo 21 della legge 26 marzo 2001, n. 128, in materia di accesso da parte delle Forze di polizia ai

sistemi informativi e ai dati detenuti dai vettori aerei e navali (2086)

previ pareri delle Commissioni 2° Giustizia, 8° Lavori pubb.

C.2630 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 12/03/03 )

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. MALABARBA Luigi, Sen. SODANO Tommaso

Norme in materia di unione registrata, di unione civile, di convivenza di fatto, di adozione e di uguaglianza

giuridica tra i coniugi (1951)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 3° Aff. esteri, 4° Difesa, 5° Bilancio, 6° Finanze, 8° Lavori pubb.,

10° Industria, 11° Lavoro, 12° Sanita', Commissione speciale in materia d'infanzia e di minori, Giunta affari

Comunita' Europee

(assegnato in data 12/03/03 )

 

3ª Commissione permanente Aff. esteri

Ratifica ed esecuzione dell' Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo dello Stato del Qatar

sulla reciproca promozione e protezioine degli investimenti, con Protocollo, fatto a Roma il 22 marzo 2000

(1954)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 6° Finanze, 10° Industria

(assegnato in data 12/03/03 )

 

10ª Commissione permanente Industria

Sen. SCALERA Giuseppe

Norme per reprimere la pubblicita' ingannevole (1840)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 8° Lavori pubb., Giunta affari Comunita' Europee

(assegnato in data 12/03/03 )

 

11ª Commissione permanente Lavoro

Sen. FALOMI Antonio ed altri

Modifiche alla tabella annessa al regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657, concernente le occupazioni alle quali non

si applica la limitazione di orario (1958)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 8° Lavori pubb.

(assegnato in data 12/03/03 )

 

11ª Commissione permanente Lavoro

Sen. MINARDO Riccardo

Disposizioni per la valorizzazione e lo sviluppo della famiglia e per il sostegno della maternita' e paternita' (2006)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 7° Pubb. istruz., 13° Ambiente,

Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 12/03/03 )

 

12ª Commissione permanente Sanita'

Sen. LIGUORI Ettore ed altri

Norme in favore del personale delle professioni sanitarie infermieristiche e di tecnico sanitario di radiologia

medica (2010)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz., Commissione parlamentare questioni

regionali

(assegnato in data 12/03/03 )

 

13ª Commissione permanente Ambiente

Sen. MEDURI Renato ed altri

Interventi in favore della città di Reggio Calabria (1943)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz., 8° Lavori pubb.

(assegnato in data 12/03/03 )

  

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 1ª Commissione permanente Aff. cost.

in data 11/03/2003 il Relatore BASSANINI FRANCO ha presentato la relazione sul disegno di legge:

" Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull'azione

amministrativa" (1281)

  

Governo, trasmissione di documenti

 

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 7 marzo 2003, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, la relazione, per l'anno 2002, sull'andamento della sperimentazione degli effetti del totale superamento del sistema di tesoreria unica (Doc. XXVII, n. 7).

 

Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.

   

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con la lettera in data 5 marzo 2003, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2-duodecies, comma 4, della legge 31 maggio 1965, n. 575, come introdotto dall'articolo 3, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 109, la relazione sulla consistenza, destinazione, utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e stato dei procedimenti di sequestro e confisca (situazione al 31 gennaio 2003) (Doc. CLIV, n. 4).

 

Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente.

  

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

 

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 6 marzo 2003, ha inviato, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Automobile Club d'Italia (ACI), per l'esercizio 2001 (Doc. XV, n. 142).

 

Alla determinazione sono allegati i documenti fatti pervenire dall'Ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

 

Detta documentazione è stata deferita, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 8a Commissione permanente.

  

Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea, variazioni nella composizione della delegazione parlamentare italiana

 

In data 12 marzo 2003 il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea il senatore Ugo Bergamo, in sostituzione del senatore Gianluigi Magri, cessato dal mandato parlamentare in data 6 febbraio 2003.

 

 

Interpellanze

MANZIONE, Baio Dossi, BASTIANONI, BATTISTI, BEDIN, CAMBURSANO, CASTELLANI, CAVALLARO, COLETTI, COVIELLO, D'AMICO, D'ANDREA, DALLA CHIESA, DANIELI Franco, DATO, DETTORI, FORMISANO, GAGLIONE, GIARETTA, LAURIA, LIGUORI, MAGISTRELLI, MANCINO, MONTAGNINO, MONTICONE, PETRINI, RIGHETTI, RIGONI, SCALERA, TOIA, TREU, VALLONE, VERALDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

l'articolo 24 della legge finanziaria 2003 (legge n. 289 del 2002), recante una nuova disciplina per l'acquisizione di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, oltre a configurare come imminente l'apertura di numerosi fronti di conflitto costituzionale e comunitario - peraltro largamente previsti e segnalati dai Gruppi dell'Ulivo in sede di discussione parlamentare - sta anche ponendo seri problemi di interpretazione delle nuove disposizioni, che ne stanno condizionando o ritardando l'attuazione, con grave pregiudizio per l'immediata funzionalità di tutte le amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti pubblici territoriali;

in particolare, la carenza di indicazioni operative e di chiari indirizzi del legislatore ha imposto l'intervento della Corte dei Conti che - con delibera del 27 febbraio 2003 delle Sezioni riunite in sede di controllo - ha dovuto fornire una complessa ricostruzione interpretativa di ciascun aspetto della nuova disciplina, estesa anche alle implicazioni di carattere funzionale e organizzativo delle nuove procedure per le singole amministrazioni;

tale ricostruzione interpretativa della Corte dei Conti, lungi dal rendere superfluo un nuovo intervento normativo o regolamentare - quanto mai opportuno per restituire alle pubbliche amministrazioni e agli enti locali il necessario livello di certezza e stabilità del quadro normativo - ha confermato i numerosi punti di criticità e ambiguità della disciplina, stabilendo per via deduttiva le seguenti prescrizioni, da assumere a base per la valutazione dell'effettiva incidenza delle disposizioni dell'articolo 24 della legge finanziaria 2003:

a) l'obbligo di comunicazione alla sezione regionale della Corte dei Conti - che l'articolo 24, comma 5, della legge n. 289 del 2002, ha previsto anche per le procedure relative alle trattative private per valori superiori a 50.000 euro - si applica a tutte le amministrazioni dello Stato e a tutti gli enti locali, compresi quelli con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Si tratta di un evidente aggravio dell'onerosità amministrativa delle procedure di acquisizione di beni e servizi, con sicuro pregiudizio della speditezza e snellezza proprie di una procedura che, per importi di piccola entità, si giustifica soltanto in ragione di esigenze di rapidità ed efficacia dell'azione amministrativa;

b) tale obbligo di comunicazione si intende esteso, alle medesime condizioni, alle procedure in economia, rendendo in tal modo più oneroso anche il procedimento semplificato del cottimo fiduciario, recentemente disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 384 del 2001;

c) un appesantimento del carico di lavoro deriva anche dal grado di analiticità richiesto alle comunicazioni; infatti, secondo quanto stabilito dalla Corte nella citata delibera, esse "non possono ridursi a mere informazioni epistolari, ma debbono riportare tutti gli elementi costitutivi del contratto (soggetti contraenti, oggetto, importo, durata, clausole penali), nonché l'indicazione delle eccezionali circostanze e dei motivi che hanno giustificato il ricorso alla trattativa privata, unitamente ai dati relativi all'indagine di mercato preventivamente esperita". In definitiva, l'esigenza, pure condivisibile, di limitare a casi eccezionali debitamente motivati le procedure in economia (cottimi fiduciari) e le procedure negoziate (trattative private) ha trovato nell'articolo 24 della legge finanziaria 2003 un'interpretazione talmente restrittiva e punitiva da comprimere intollerabilmente l'autonomia gestionale e organizzativa degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni, in totale controtendenza con l'evoluzione legislativa dell'ultimo decennio e, soprattutto, in spregio al nuovo impianto federalista risultato dalla riforma del titolo V della Costituzione;

in ogni caso, anche indipendentemente dalla necessità, pure imprescindibile, di un sollecito chiarimento di tali aspetti interpretativi da parte del Governo, la nuova disciplina dell'acquisizione di beni e servizi dettata dall'articolo 24 della legge finanziaria 2003 rimane comunque esposta a pesanti sospetti di illegittimità costituzionale e di incompatibilità con i princìpi comunitari;

infatti, alla base della nuova disciplina risiede un'interpretazione estensiva della potestà legislativa statale di principio e coordinamento che, se diventasse regola generale, svuoterebbe di fatto il potere normativo delle regioni e degli locali, come riconosciuto dagli articoli 117 e 120 della Costituzione. La materia degli appalti e delle acquisizioni di servizi e forniture deve infatti ritenersi di competenza esclusiva delle regioni;

a fronte di tale problematica legittimazione costituzionale di un intervento legislativo statale, l'articolo 24 della legge finanziaria 2003 si autoqualifica come disciplina ispirata da ragioni di tutela della «trasparenza e concorrenza». In realtà, la nuova disciplina non solo non appare idonea a tutelare o ad estendere la concorrenza sul mercato dei beni e dei servizi, ma addirittura si configura come lesiva o limitativa della stessa;

in particolare, l'esclusione dall'ambito di applicazione della nuova disciplina dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti determina un regime di mercato differenziato per i circa 7.000 comuni che si trovano in tale condizione, con l'effetto di creare una «nicchia» per le imprese fornitrici degli enti locali di piccole dimensioni e di inibire di fatto a questi ultimi l'accesso ad un mercato più ampio e concorrenziale;

inoltre, l'esenzione dall'applicazione dell'articolo 24 della legge finanziaria 2003 è anche prevista per le amministrazioni che facciano ricorso alle convenzioni con la Consip, rinunciando a fare gare in proprio; anche in questo caso la concorrenza è tutt'altro che incentivata, in quanto non solo si riduce la possibilità di svolgimento di gare pubbliche, ma si impone forzosamente un prezziario (coincidente con i prezzi delle convenzioni Consip) da assumere con base di gara al ribasso nei casi in cui si faccia ricorso alle convenzioni stesse;

altrettanto problematica è la compatibilità della norma con le prescrizioni comunitarie in materia di libera circolazione delle merci e dei servizi. L'accentramento presso la Consip delle procedure di acquisto per tutto il territorio nazionale, infatti, non può che determinare una contrazione della concorrenza e la creazione di oligopoli nell'offerta di beni e servizi, dai quali sarebbero definitivamente escluse le piccole e medie imprese, per loro natura impossibilitate a sostenere politiche dei costi concorrenziali con quelle delle imprese multinazionali che operano nei medesimi settori,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga necessario intervenire con la massima sollecitudine per sottrarre le pubbliche amministrazioni e gli operatori economici all'attuale situazione di incertezza circa l'effettivo regime di regolazione delle acquisizioni di beni e servizi, anche al fine di limitare le gravi ripercussioni negative sull'azione amministrativa che la nuova disciplina sta di fatto provocando ad ogni livello;

in particolare, se non si consideri tale intervento come indispensabile anche per sostenere le imprese del comparto del commercio e della fornitura di beni e servizi che, già pesantemente colpite dalla crisi dei consumi, rischiano ora di trovarsi in condizioni di intollerabile difficoltà finanziaria per effetto del prolungato e indeterminato blocco delle procedure di acquisto da parte degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni;

in termini più generali, se non si ritenga opportuno procedere ad una ridefinizione complessiva della disciplina dell'acquisizione di beni e servizi, in modo da pervenire ad un regime di regolazione effettivamente compatibile con le esigenze di tutela della concorrenza, come sancite dalla normativa comunitaria, e pienamente rispettoso di quelle prerogative di autonomia finanziaria e gestionale delle regioni e degli enti locali che, ancorché espressamente riconosciute dalla Costituzione, stentano ancora ad affermarsi anche a causa della persistente mancanza da parte del Governo di qualunque politica di attuazione della riforma in senso federalista dello Stato.

(2-00339)

Interrogazioni

DEMASI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e della salute - Premesso:

che secondo notizia di stampa il magistrato competente, su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha sottoposto a sequestro preventivo alcune aziende casearie campane;

che tale provvedimento è intervenuto dopo gli accertamenti a campione del Corpo forestale dello Stato, del Ministero della salute, dei NAS e dei NOE i quali - per la presenza di elevate percentuali di diossina nel latte destinato alla lavorazione di formaggi - avrebbero evidenziato un grave rischio per la salute derivante dalla commercializzazione di sostanze alimentari rese nocive dalla presenza di tale veleno;

che, sempre secondo la stampa, le percentuali di diossina sarebbero state introdotte nella catena alimentare a causa del pascolo in aree precedentemente interessate a rilevante e ripetuta attività di combustione di rifiuti a cielo aperto;

che, qualora confermata la notizia, la situazione denunziata farebbe emergere responsabilità precise in materia di tutela della salute e dell'ambiente da parte della Regione Campania, e per essa, del presidente Antonio Bassolino;

che, infatti, il presidente Bassolino, per i poteri commissariali conferitogli in materia di emergenza rifiuti, aveva ed ha la responsabilità della bonifica del territorio occupato da discariche autorizzate o abusive,

l'interrogante chiede di conoscere:

se, secondo competenze, i Ministri in indirizzo intendano accertare il grado di pericolosità per la salute e per l'ambiente legato alla presenza di diossina nel latte destinato alla casearizzazione;

se intendano accertare responsabilità, anche di tipo patrimoniale, della Regione Campania in ordine alla mancata bonifica dei siti oggetto di discariche e/o di stoccaggio di ecoballe in attesa di trattamento;

se intendano accertare eventuali responsabilità dell'ARPAC che avrebbe sottaciuto il danno (successivamente emerso per l'intervento della Magistratura competente) nonostante fosse a conoscenza di esso ormai da diversi mesi;

se, infine, intendano procedere ad una audizione immediata del presidente Bassolino per accertare la natura e la qualità degli interventi attuati, in quanto presidente della Regione e Commissario Straordinario, per scongiurare le conseguenze dell'avvelenamento e per proteggere la salute e l'ambiente.

(3-00931)

Interrogazioni a risposta scritta

STANISCI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia - Premesso che:

il 21 febbraio 2003, presso la stazione dei Carabinieri di Martina Franca (Taranto), è stata presentata denuncia-querela da parte del signor Angelo Leo, rappresentante della FILLEA CGIL provinciale di Brindisi, contro i componenti della ditta Gallone s.n.c. di Villa Castelli (Brindisi) produttrice di manufatti in cemento;

nella denuncia il signor Leo evidenzia come la ditta Gallone disattenda in modo grave il contratto di lavoro, obbligando i dipendenti a firmare buste paga non rispondenti all'effettivo salario ed a turni di lavoro di nove ore continuate;

dalla stessa denuncia si evincono i comportamenti antisindacali, che vanno dal tentativo di non far svolgere regolari assemblee in orario di lavoro alla negazione delle stesse;

fatto ancora più grave, il signor Leo risulta essere stato minacciato di morte insieme agli operai nel corso di vari tentativi di incontro e di discussione con i titolari dell'azienda e che, solo all'arrivo dei Carabinieri, i rappresentanti della ditta Gallone hanno concesso che si svolgesse un'assemblea sindacale,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti e come intendano adoperarsi perché tra azienda, sindacati e lavoratori ci siano rapporti di civile confronto, nel rispetto delle leggi vigenti.

(4-04090)

TOMASSINI, TUNIS - Al Ministro della salute - Premesso:

che il Governo con atto n. 93 del 31 gennaio 2003 ha individuato nelle figure professionali degli architetti, degli ingegneri e dei periti industriali le categorie che potranno assolvere le funzioni di responsabile della sicurezza, prevenzione e protezione;

che tale provvedimento, che ha integrato la normativa esistente in materia di sicurezza, cioè il decreto legislativo 19 settembre 1994, esclude ingiustificatamente la categoria dei periti agrari dal novero di quelle abilitate a svolgere le funzioni di responsabile della sicurezza, prevenzione e protezione;

considerato:

che i periti agrari possiedono competenza e accurata professionalità, in forza di una preparazione tecnica avanzata e collaudata;

che i periti agrari già espletano l'attività in oggetto, sia in via generale sia, specificatamente, in settori delicati, quali l'agricoltura e l'agri-industria, che richiedono una notevole specificità di conoscenze;

che, pertanto, la discriminazione tra categorie professionali appare immotivata,

gli interroganti chiedono di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario ed urgente addivenire, attraverso propri provvedimenti legislativi, alla correzione ed eliminazione della disparità di trattamento tra le figure professionali degli architetti, degli ingegneri e dei periti industriali e quella dei periti agrari, inserendo anche questi ultimi tra le figure professionali abilitate a svolgere le funzioni di responsabile della sicurezza, prevenzione e protezione.

(4-04091)

SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel Molise opera una Società per Azioni denominata S.R.T. con sede ad Isernia che effettua la gestione esattoriale per conto di Comuni e la riscossione di imposte dirette anche per conto dello Stato;

sono molti i cittadini che lamentano una scarsa trasparenza da parte della S.R.T. nelle operazioni di riscossione, che ha portato anche a forme di vessazioni nei loro confronti, in quanto a causa di brevi ritardi nei pagamenti sono stati costretti a pagare more salatissime e del tutto ingiustificate, e che ha determinato anche la presentazione di diverse denunce all'autorità giudiziaria.;

da parte della predetta Società vengono inoltre svolte attività complementari che nulla hanno a che vedere con la riscossione di tributi , quale l'attività relativa alle esecuzioni mobiliari e quindi immobiliari senza che la S.R.T. abbia mai fornito (anche in diversi giudizi esecutivi pendenti) la prova che sia autorizzata dal Ministero dell'economia e delle finanze a tali attività e conseguentemente che sia iscritta nell'apposito albo;

l'operato della S.R.T. sta determinando gravissimi danni a piccoli imprenditori locali (specialmente tessili) coinvolti indirettamente, loro malgrado, nel fallimento della Pantrem S.p.a. dei Fratelli Perna, fallimento sul quale a distanza di anni ancora la Magistratura locale non ha fatto piena luce;

quale presidente del collegio sindacale della S.R.T. figura Feig Simone già coinvolto nel procedimento penale inerente il fallimento Pantrem tutt'ora pendente davanti al Tribunale di Isernia, in merito a cui incombe la prescrizione non essendosi nemmeno arrivati ad una sentenza di I grado a distanza di 10 anni dal fallimento;

la S.R.T. farebbe parte di un consorzio di società, denominato A. Ser s.r.l. il quale risulterebbe indagato per turbativa d'asta, falso ed abuso dalla Procura di Latina per attività illecite riguardo all'appalto a licitazione privata per il servizio di riscossione tributi assegnato nel comune di Aprilia (Latina), che prevede un "aggio" di circa il 30%,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover avviare un'indagine al fine di accertare le reali attività svolte dalla S.R.T., se queste rispondano alle norme di legge vigenti e se vi siano state azioni illecite nei confronti di cittadini;

se non ritenga di fornire copia del decreto ministeriale che autorizza la S.R.T. S.p.a. di Isernia alla riscossione di tributi iscritti a ruolo, imposte dirette per conto dello Stato, interessi di mora e spese di esecuzione secondo il decreto del Presidente della Repubblica n.602/73, ed in particolare se sia autorizzata ed iscritta nell'apposito Albo al fine di procedere ad azioni esecutive volte alla espropriazione di beni mobili ed immobili ;

se attualmente gli Amministratori del Consorzio A. Ser srl (tra cui figurano quali soci la S.R.T. di Isernia, la Socea, la Publiconsult e la Paghera) risultino ancora indagati dalla Procura di Latina e se vi siano a loro carico azioni giudiziarie in corso in altre Procure d'Italia;

se il Ministro sia a conoscenza che gli atti di notifica per le azioni di esproprio mobiliari ed immobiliari avvengono tramite dipendenti della S.R.T. anziché tramite Ufficiali Giudiziari;

quali provvedimenti intenda adottare contro la S.R.T. qualora dalle verifiche disposte da questo Ministero si accerti che la Società ha violato le norme di legge.

(4-04092)

SODANO TOMMASO - Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

in data 1° marzo 2003, presso lo stabilimento di Termoli della Fiat Powertrain, in occasione di una manifestazione indetta dall'azienda e denominata Family Day, è accaduto un increscioso incidente tra un sindacalista dello SLAI COBAS ed un addetto alla sorveglianza;

tale incidente è stato provocato da una piccola bandiera della pace, di quelle multicolori che stanno, in questi giorni, sventolando dalle case di milioni di italiani, posta sulla porta d'ingresso dello stabilimento;

il sindacalista ha inteso divulgare un monito di pace proprio nel giorno destinato alle visite delle famiglie nello stabilimento e quindi in un momento in cui più fortemente fosse visibile il messaggio di pace universale, intrinseco nel dispiegare una bandiera che non appartiene ad alcuno schieramento se non alla volontà di pacifismo che alberga nella totalità dell'animo umano;

il sorvegliante ha, invece, preteso la rimozione, con modi bruschi ed autoritari, adducendo la motivazione, di fatto molto remota, di un intralcio all'ingresso delle persone;

la discussione, nata in seguito alla richiesta provocatoria verso il rappresentante sindacale Stefano Musacchio, non ha prodotto, secondo numerosissimi testimoni a cominciare dal Responsabile delle relazioni sindacali della Fiat Powertrain, alcun attacco da parte di quest'ultimo e tanto meno il sindacalista ha spintonato il sorvegliante fino a farlo scivolare a terra;

l'episodio ha prodotto la sospensione cautelativa ai danni dello stesso Musacchio;

varie volte alcuni sorveglianti hanno già avuto occasione di rendersi protagonisti di azioni antisindacali a danno dei sindacalisti dello Slai Cobas e che per tali ragioni sono già stati oggetto di numerose denunce alla Procura della Repubblica di Larino;

l'azione di manifestare la scelta pacifista dello Slai Cobas attraverso un atto come quello di affiggere una bandiera della pace non rappresenta assolutamente un danneggiamento del patrimonio aziendale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'accaduto e come intendano procedere in una circostanza che, seppur circoscritta agli ambiti privati ed aziendali, ha prodotto una sospensione cautelare che può tradursi in un vero e proprio licenziamento per un lavoratore che sta svolgendo comunque il suo ruolo di rappresentante sindacale e che in questo caso, esponendo il vessillo internazionale della pace, professa le proprie scelte e quelle della sigla sindacale che rappresenta contro ogni intervento bellico nel mondo;

se non ritengano che la circostanza della sospensione non sembri invece ricondurre ad una mera azione comportamentale di persecuzione e minaccia verso tutti coloro che dimostrano in favore della pace.

(4-04093)

SODANO TOMMASO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

l'Imesi di Carini, appartenente al gruppo Ansaldobreda, si è affermata come ditta costruttrice di materiale rotabile ed in particolare di carrozze ferroviarie, realizzando importanti prodotti per il mercato nazionale ed internazionale;

l'Ansaldobreda ha incassato un cospicuo portafoglio ordini con commesse in Danimarca, Stati Uniti, Spagna, Norvegia, Svezia e Grecia;

il 70 % del Gruppo industriale Ansaldobreda-Finmeccanica è di proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze;

l'Ansaldobreda, il 15 gennaio 2003, ha comunicato la procedura di vendita dello stabilimento Imesi alla Keller di Palermo il cui proprietario è l'imprenditore Piero Mancini;

la Keller è attualmente priva di commesse con oltre 500 dipendenti in cassa integrazione;

l'imprenditore Mancini, nell'accordo sottoscritto al Ministero delle attività produttive, si impegnava a garantire per la Keller un programmato rientro al lavoro del personale a partire dal 30 settembre 2002 con i primi 30 operai;

ad oggi nessun rientro è avvenuto e gli annunciati lavori di manutenzione ed adeguamento strutturale dello stabilimento, da effettuarsi durante il periodo di chiusura, non sono mai stati eseguiti;

gli interessi dell'imprenditore Mancini sembrano essere orientati ad una diversa utilizzazione dell'area in cui insiste la Keller con un presunto obiettivo di edificare e dunque dismettere lo stabilimento.

un imprenditore con questi obiettivi non può acquistare uno stabilimento carico di commesse come l'Imesi che scorporato dal gruppo Ansaldobreda rischia di chiudere;

una operazione di fuoriuscita dell'Imesi dal gruppo industriale a cui appartiene ed una ipotesi di vendita dello stabilimento ad un imprenditore assolutamente disinteressato allo sviluppo produttivo significherebbe dare un colpo mortale al comparto metalmeccanico regionale, ma, cosa ancor più grave, lascerebbe al loro destino centinaia di lavoratori con elevate competenze nel settore ed una grande professionalità,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che il prezzo della vendita dello stabilimento dell'Imesi di Carini, stabilito nel preliminare di accordo, ammonti a quattro milioni di euro, a fronte di valore di mercato di trentatrè milioni di euro;

se corrisponda al vero che l'area dei suoli della Imesi sia interessata da una operazione di riuso;

se il Presidente del Consiglio sia a conoscenza di un nuovo accordo, proposto dal Vice Ministro dell'economia Miccichè, nel quale si costituirebbe una nuova società, con Breda Ansaldo al 20 % di quote azionarie, mentre la rimanente proprietà verrebbe ceduta all'impreditore Mancini, già proprietario della Keller;

se non ritenga di intraprendere attraverso Finmeccanica, che tuttora risulta essere l'azionista pubblico di riferimento della Imesi, tutte le iniziative necessarie per lo sviluppo produttivo dello stabilimento palermitano e per il rilancio delle attività della stessa Finmeccanica.

(4-04094)

MALABARBA - Ai Ministri della difesa e della salute - Per conoscere, anche in relazione a precedenti atti ispettivi, per quale motivo siano stati chiusi parzialmente o completamente i laboratori di analisi mediche militari di Verona, Udine e Padova, tenuto anche conto della esigenza di effettuare gli esami clinici per i militari e civili che hanno operato all'estero (o destinati ad operare all'estero) anche in relazione a quanto venne stabilito dal «Protocollo Mandelli».

Per conoscere, inoltre:

se corrisponda al vero che il personale da sottoporre ad esami medici sia stato informato che avrebbe potuto eseguire questi esami in strutture sanitarie civili a costo zero (anche senza che fossero state fatte apposite convenzioni);

se risponda al vero che la direzione dell'ospedale militare di Padova, che funziona come centro militare di medicina legale, ha firmato un accordo con l'azienda ospedaliera di Padova in cui si impegnava a fornire l'uso di sale operatorie, rianimazione, strumentazione, stanze adibite a day hospital, in cambio di esami di laboratorio in base a quanto è stato stabilito nelle disposizioni al titolo "Modificazioni apportate in sede di convenzione al decreto - legge 29 dicembre 2000, n. 393", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 50 del 1/3/2001.

Per conoscere, in particolare, in merito a tale questione:

se gli enti che dipendono e affluiscono all'ospedale militare di Padova siano stati dirottati in altri centri pubblici o strutture private con una spesa per l'anno 2000 di circa un miliardo di lire (non utilizzando quindi l'accordo con l'azienda ospedaliera di Padova);

se il laboratorio dell'ospedale di Padova sia in grado di sopportare un bacino di utenza di circa 70.000 esami;

se per ogni pacchetto di esami per il personale di ritorno o in partenza per l'estero il costo sia di circa 150.000 lire.

(4-04095)

FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:

che il recente agguato di camorra ad Ercolano (Napoli) con l'uccisione di due noti esponenti del clan locale e il grave ferimento di un ignaro passante ripropongono l'allarme in un'area ad alta densità criminale;

che l'area in questione mostra segni di cedimenti e crisi legalitaria in tutti i settori;

che l'attuale Amministrazione comunale, disattenta alle problematiche socio-economiche della cittadina, recitando il solito copione delle sterili recriminazioni e critiche al Governo, omette le proprie responsabilità sul mancato sviluppo dell'area ercolanense;

che il patto del Miglio d'oro con relativo finanziamento dello Stato per una serie di interventi e la piena occupazione di circa seicento unità è fallito miseramente;

che l'unico intervento in corso d'opera su Villa d'Aprile al corso Resina dopo aver usufruito di un notevole finanziamento è fermo al palo per «oscure ed illegali manovre»;

che in questo contesto di illegalità e di tessuto sociale e istituzionale debole e permissivo la camorra domina la cittadina di Ercolano ed altri comuni vicini;

che per lo stesso sindaco di Ercolano è stato chiesto il rinvio a giudizio per la costruzione di un manufatto abusivo, successivamente e subdolamente da tramutarsi in Caserma dei Carabinieri,

l'interrogante chiede di conoscere:

le ragioni di questa escalation della criminalità nella città di Ercolano;

se i finanziamenti erogati per il patto del Miglio d'oro con relativo ed unico intervento sulla Villa d'Aprile in Corso Resina siano stati utilizzati per le finalità previste;

se non si intenda verificare presunti condizionamenti della criminalità sull'operato degli amministratori locali.

(4-04096)

VERALDI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

l'ufficio operativo di Catanzaro del Ministero per i beni e le attività culturali è inutilizzabile da parte di quanti intendono conoscere i dati relativi alle opere schedate dalla Sovrintendenza di Cosenza;

tutte le schede dei beni mobili ed immobili (edifici ed opere d'arte) riguardanti la città di Catanzaro e la sua Provincia sono rimaste presso gli uffici di Cosenza, per cui gli studiosi che vogliono consultare detto materiale devono recarsi in quella città, con conseguenti spese e disagi specie se si considera la limitatezza del tempo di apertura degli uffici e la necessità di recarvisi per diversi giorni, ove si debba condurre una ricerca sufficientemente approfondita;

inoltre, l'unico funzionario addetto alla Provincia di Catanzaro, geom. Del Sole, che va elogiato per quanto fa, ha in Cosenza la sua sede;

lo stesso vale per gli esperti di Storia dell'arte della Sovrintendenza calabrese;

ne consegue la difficoltà di avere non solo la disponibilità dei dati, ma anche interlocutori immediati e competenti ove si voglia segnalare, discutere o approfondire qualsiasi argomento;

la mole dei beni potenzialmente fruibili, da tutelare o ancora da individuare e vincolare è notevole, per cui si deve, necessariamente, provvedere alla riorganizzazione degli uffici per renderli funzionali, specie per garantire, all'interno della gestione del territorio, un corretto uso delle sopravvivenze storiche;

analogo discorso vale per la Sovrintendenza Archeologica di Reggio Calabria, custode di materiali e notizie che riguardano l'intero territorio della Calabria, spesso sconosciuti ai più, ma forse idonei a far riconsiderare vicende importanti, ricostruibili unicamente in forza dei reperti archeologici, stante la difficoltà di reperire documenti cartacei, specie delle epoche più antiche;

la recente istituzione in Catanzaro di Uffici di Coordinamento del Ministero, in applicazione della legge che prevede come sede delle Sovrintendenze i capoluoghi di regione, costituisce il presupposto per il riordino del settore in Calabria,

si chiede di conoscere quali urgenti iniziative si intenda adottare per risolvere i gravi problemi sopra indicati.

(4-04097)